Il Tribunale di Grillo: il Movimento vuole i giornalisti alla sbarra del web

"Cittadini scelti a sorte per stabilire la veridicità delle notizie di giornali e telegiornali". La proposta del leader del Movimento 5 Stelle che accusa i "fabbricatori di notizie false", le testate che avrebbero lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene

"Propongo non un tribunale governativo, ma una giuria popolare che determini la veridicita' delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali". E' la proposta avanzata da Beppe Grillo sul suo blog, in un post dal titolo "Una giuria popolare per le balle dei media".

"Se una notizia viene dichiarata falsa il direttore della testata, a capo chino, deve fare pubbliche scuse e riportare la versione corretta dandole la massima evidenza in apertura del telegiornale o in prima pagina se cartaceo. Così forse abbandoneremo il 77mo posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa", spiega il cofondatore e leader politico del Movimento 5 Stelle.

Mentana querela Grillo: "Notizie false? Offesa non sanabile"

 "Tutti puntano il dito sulle balle che girano sul web, sull'esigenza di ristabilire la verità tramite il nuovo tribunale dell'inquisizione proposto dal presidente dell'Antitrust. Cosi' il governo decide cosa è vero e cosa è falso su internet. E alle balle propinate ogni giorno da tv e giornali chi ci pensa? Il quotidiano La Stampa ha diffuso un articolo sulla fantomatica propaganda M5S capitanata da Beatrice Di Maio, notizia ripresa da tutti i giornali e i tg, poi si e' scoperto che era tutto falso. La Stampa non ha chiesto neppure scusa - sottolinea il cofondatore del Movimento - e nessuna sanzione è stata applicata nei suoi confronti, ne' degli altri giornali e telegiornali che hanno ripreso la bufala senza fare opportune verifiche. Poi fresca di oggi la bufala in prima pagina del Giornale di Berlusconi: 'Affari a 5 stelle. Grillo vuole una banca'. Una falsita' totale che stravolge un fatto vero, ossia che Davide Casaleggio ha accettato di incontrare l'Ad di una banca online che ha ricevuto vari premi per l'innovazione tecnologica utilizzando il web per scambiare esperienze e idee sula Rete e sulle sue possibilita', cosi' come incontra decine di aziende innovative. Capite come lavorano i media?"

Insomma, conclude Grillo, "i giornali e i tg sono i primi fabbricatori di notizie false nel Paese con lo scopo di far mantenere il potere a chi lo detiene. Sono le loro notizie che devono essere controllate".

Il presidente dell'antitrust: "Agenzia indipendente per eliminare bufale"

Grillo contro tv e giornali: "Giuria popolare per balle media"

Le reazioni non si sono fatte attendere: il primo ad intervenire è il direttore del Tg La7 Enrico Mentana che ha annunciato una querela contro il leader del Movimento 5 Stelle. Spalleggiato dal segretario generale e dal presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti: "Vorremmo rassicurare Beppe Grillo: se fosse approvata la sua proposta l'Italia non occuperebbe più il 77°, ma il 154° posto nella classifica sulla libertà di stampa nel mondo".

A giudizio dei due dirigenti del sindacato dei giornalisti, "quello che il leader del Movimento 5 stelle fa finta di non capire, lanciandosi in un linciaggio mediatico di stampo qualunquista contro tutti i giornalisti, è che sono le minacce e le intimidazioni, come quelle che lui velatamente lascia trasparire, a far precipitare il Paese nelle classifiche internazionali. Sarebbe molto più opportuno che Beppe Grillo utilizzasse le proprie energie per impegnarsi affinché in Parlamento venga rapidamente abrogato il carcere per i giornalisti e approvata una norma che scoraggi il fenomeno delle querele temerarie".

"Altrettanto impegno, in particolar modo sul versante del contrasto alla diffusione di notizie false, sarebbe gradito nell'approvazione in tempi rapidi del Giurì per la lealtà dell'informazione, strumento di garanzia nei confronti dei cittadini che hanno diritto ad una informazione libera e corretta".

Di l'ennesimo attacco alla libertà di stampa parla l'Ordine nazionale dei Giornalisti ricordando che esiste già un ordinamento che tutela chi si ritiene danneggiato dagli organi di informazione. Inoltre l'OdG rammenta che giace in quarta lettura dal 23 giugno 2015 in Senato la nuova legge sulla diffamazione. "Sarebbe molto piu' costruttivo se Beppe Grillo esortasse i propri parlamentari a far si' che questa legge venisse approvata in tempi brevi abrogando il carcere per i giornalisti e ponendo un freno alle cosiddette querele temerarie".

L'unico Tribunale riconosciuto dall'OdG è quello dell'ordinamento giudiziario. Ferma restando la singola responsabilita' dei giornalisti che non rispettano le regole deontologiche e che vengono sanzionati dai Consigli di Disciplina. Tali strumenti sono di per se' idonei ad assicurare il diritto dei cittadini a essere informati correttamente. L'OdG invita il leader dell'M5S a riflettere sul clima e sulle conseguenze che le sue parole possono determinare e sottolinea l'invito rivolto agli italiani nel discorso di fine anno dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Secondo il Capo dello Stato l'odio come strumento di lotta politica e' nemico della convivenza e crea "una societa' divisa, rissosa e in preda al risentimento", che "smarrisce il senso comune di appartenenza, distrugge i legami, minaccia la sua stessa sopravvivenza".

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