Movimenti incontrano ministro Lupi: "Chi ha perso il lavoro non deve essere sfrattato"

Dopo il corteo del 19 ottobre si torna in piazza: a Roma presidio sotto al ministero delle Infrastutture dove si svolgerà l'incontro con il ministro Lupi. La richiesta: "Blocco degli sfratti per morosità incolpevole"

Non saranno bellissimi a vedersi. Le loro parole forse troppo radicali. Le loro pratiche sicuramente troppo conflittuali. Tutto questo rende "gli antagonisti" poco appetibili per il mondo mediatico mainstream. Meglio, quindi, bollarli con il termine messo poche battute fa tra virgolette. "Antagonisti". Quelli buoni. "Black bloc". Quelli cattivi.

Della manifestazione di sabato 19 ottobre e dell'accampata che ne è seguita si è detto, visto e scritto tanto. Chi ha voluto sottolineare il lato pacifico dell'onda di persone che ha invaso Roma. Chi ha cercato comunque la notizia negli scontri che ci sono stati tra le frange più calde dell'emisfero movimento.

Quello che però nessuno o quasi ha raccontato sono i motivi per i quali tra le 50 e le 70 mila persone sono scese in piazza a Roma, prima dormendo in piazza San Giovanni, poi sfilando fino a Porta Pia, infine accampandosi fuori il ministero dei Trasporti e Infrastrutture. 

Per un momento tralasciamo chi sono i protagonisti di questa tre giorni e limitiamoci a ragionare sugli obiettivi di quel corteo.

Obiettivi che, crisi in corso, sono di tutti. Trasversali. Multietnici. Senza età e senza appartenenza. Reddito e casa. Due diritti negati prima ancora che dalla crisi stessa dalle politiche italiane in termini di welfare. 

Oggi, martedì 22 ottobre, una delegazione di quel "movimento di movimenti" incontrerà il ministro Lupi e una delegazione dei sindaci italiani. Al centro dell'incontro: il tema degli sfratti. Il diritto all'abitare. Non certo un tema "di sinistra", "di estrema sinistra" o "antagonista". Un tema che attraversa tutta la società alle prese con la crisi.

"Non siamo politici e non vogliamo esserlo". Questo uno dei mantra del movimento. Unico asse di dialogo, quello con il sindacalismo di base. E visto che pur incontrando il ministro competente in tema di infrastrutture, trasporti e anche casa, movimento sono e movimento restano, in centinaia daranno vita a un nuovo #assedio in quel di Porta Pia. Contemporaneamente presidi si terranno in diverse città, da Milano a Bologna, da Bergamo a Torino.

L'INCONTRO - Al centro dell'incontro con il ministro Lupi e i sindaci, come detto, gli sfratti. L'asse di ragionamento è ovvio. Crisi. L'azienda chiude, fallisce o licenzia. Si perde il lavoro. Si perde il reddito. Non c'è sostegno al reddito. Non si può più pagare il mutuo o l'affitto. Si perde la casa. 

Così sul tavolo del ministro ci sarà proprio l'avvio di un percorso, "di cui Lupi deve farsi portatore", per una moratoria degli sfratti per morosità incolpevole, oggi circa il 90% del totale. Quest'anno non basta la solita proroga per gli sfratti solo per le categorie protette e gli over 75. Serve di più. "Bisogna destinare milioni di euro per sostenere le famiglie travolte dalla crisi ed evitare che, dopo il lavoro, perdano anche la casa". Solo dopo aver bloccato gli sfratti, destinando soldi pubblici a questo obiettivo, "si potrà iniziare a pensare a un piano per l'edilizia pubblica". Un piano che può, secondo i movimenti, essere finanziato usando i soldi pubblici stanziati per grandi opere ("inutili") e grandi eventi ("troppo costosi"). 

L'altro punto all'ordine del giorno è il blocco della vendita del patrimonio pubblico, caserme e depositi, "e il suo utilizzo per l'emergenza abitativa". In pratica i soldi dei risparmiatori italiani che finiscono nella Cassa Depositi e Prestiti non verrebbero utilizzati "per speculazioni immobiliari" bensì "per realizzare alloggi pubblici anziché acquistare immobili che sono pubblico per poi destinarli alla speculazione".

PALLA A LUPI - Ora sta al governo di larghe intese dare una risposta alla piazza del 19 ottobre. Se sarà positiva, se Lupi si farà portatore di queste esigenze lavorando con i sindaci a una proroga "vera" per gli sfratti, compresi quelli per morosità incolpevole, il dialogo potrà continuare. E i movimenti resteranno tali. Ma se il governo farà spallucce, i movimenti torneranno - per i media - "antagonisti", forse anche "black bloc", e dal presidio di Porta Pia, già stasera, sceglieranno le prossime tappe di mobilitazione. Due delle quali sono già date: dal 24 al 26 ottobre saranno a Firenze in occasione dell’iniziativa dell’Anci sul diritto di residenza; il 9 e il 10 novembre torneranno a Roma in un’assemblea per continuare la mobilitazione. In poche parole, "non daremo tregua al governo".

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