Tra inchieste e scandali, è un'Italia sempre più "antipolitica"

I casi Belsito e Lusi travolgono Lega Nord e centrosinistra. Le inchieste su Berlusconi fanno precipitare il Pdl. E i fari accesi dalla magistratura su Vendola mettono a rischio la "nuova" sinistra

Finanziamenti ai partiti. Soldi pubblici usati per fini privati. E una serie di inchieste giudiziarie. Messo tutto nel pentolone della politica, si capisce chiaramente perchè - verso le prossime amministrative e ancor di più in ottica politiche del 2013 - è in costante aumento tra "la gente" quel senso di "antipolitica" che rischia di portare l'Italia al record di astensione dal voto. Per non parlare, poi, di quel sempre presente "voto di protesta" in costante aumento nelle ultime tornate elettorali. 

Negli ultimi giorni lo scenario "anti-politico" ha visto nel ruolo di triste protagonista la Lega Nord, alle prese con lo "scandalo Belsito" e gli affari della famiglia Bossi. Ma nelle stesse ore in cui tutta Italia si interroga su quanti soldi avrebbe versato per far diplomare Renzo Bossi e Rosy Mauro, per ristrutturare il terrazzo di Casa Bossi o quante multe del "Trota" sono state coperte dai contribuenti, tornano alla ribalta di "Caso Ruby" e i festini "hard" di Arcore, si infittisce il "Caso Lusi" e i milioni di euro scomparsi dalle casse della Margherita e il leader di Sel, Nichi Vendola, viene messo sotto i fari della magistratura in due inchieste riguardanti la Sanità pugliese.

La Lega Nord "dura e pura" da una parte. Il "nuovo che avanza", quel Nichi Vendola che da tempo ha lanciato un'opa sul Partito democratico superato solo dal fascino che il Governo dei Professori esercita sugli uomini di Bersani. Nel mezzo, i soldi che l'ex premier Silvio Berlusconi avrebbe versato alla sexy-consigliera lombarda - e sua igienista dentale di fiducia - Nicole Minetti e alle altrettanto sexy gemelle De Vivo e la montagna di denaro che il senatore del Pd Luigi Lusi ha sottratto alle casse della Margherita quando ne era tesoriere.

Quattro inchieste che portano a degli effetti inevitabili. Andando guardare i risultati degli ultimi sondaggi effettuati, ecco che emerge come il 49% degli italiani, oggi, sarebbero tentati dall'astensione (dati Ispo per il Corriere della Sera) mentre il 44% prenderebbe in considerazione per il voto un "partito dei tecnici".  Dai dati Ipsos del 10 aprile sulle intenzioni di voto, si conferma una tendenza all'astensione altissima (45,5%) mentre il voto degli italiani risulterebbe maggiormente atomizzato rispetto alla tendenza bipolare degli ultimi anni.

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Tendenze di voto - Il Pd si fermerebbe al 26,2% a fronte del 33,2% conquistato alle ultime politiche. Il Pdl crollerebbe dal 37,4% al 22,2%. Lo scandalo potrebbe la Lega Nord dall'8,3% al 6,5%. In netta crescita invece "gli estremi" e "il centro". Un eventuale polo di sinistra (Federazione, Sel, Idv) salirebbe al 19,7% (3,1% Fds; 7,2% Sel; 9,4% Idv); il Terzo polo si attesterebbe al 12,9% (Udc 8%; Api 0,9%; Fli 4%) contro il 5,6% conquistato dall'Udc nelle politiche del 2008. Ed eccoci al cosiddetto "voto di protesta": Il Movimento a 5 stelle di Grillo sarebbe pronto a sbarcare in Parlamento con una tendenza di voto che porterebbe i grillini al 5,2%. 

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