Russiagate sulla Lega, aperta un'inchiesta. Salvini: "Siamo scomodi"

Il dipartimento "reati economici transnazionali" della procura di Milano ha aperto un'inchiesta sulla presunta trattativa per finanziare la Lega con soldi russi camuffando l'operazione con la compravendita di carburante. Il Pd chiede l'apertura di una Commissione parlamentare d'inchiesta

il vice premier e ministro dell'Interno Matteo Salvini fuori Palazzo Chigi. FOTO ANSA/GIUSEPPE LAMI

La procura di Milano ha aperto un'inchiesta per fare luce sulla trattativa - ad ora soltanto presunta - per finanziare la Lega con i soldi russi. L'inchiesta aperta dal palazzo di giustizia meneghino - stando a quanto riferisce Agi - è stata affidata al procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e ai pm Sergio Spadato e Gaetano Ruta, entrambi del dipartimento "reati economici transnazionali". 

Matteo Salvini, nel corso di una diretta Facebook, è tornato a difendersi dalle accuse: "Io da Mosca ho sempre portato a casa solo Matrioske, Masha e orso per mia figlia, chiunque dice il contrario mente".

"Siamo scomodi, è evidente, siamo indagati e intercettati e processati non solo in Italia".

Il caso - già sollevato da L'Espresso a febbraio - ieri si è arricchito di un audio pubblicato dalla testata online BuzzFeed News che raccoglie le voci di sei persone tra cui si distingue l'ex portavoce di Matteo Salvini, il milanese Gianluca Savoini, parlare con tre interlocutori russi prospettando un affare a sei zeri per finanziare la Lega in vista delle elezioni europee, camuffato da compravendita di carburante.

Un'importante società petrolifera russa avrebbe dovuto vendere 3 milioni di tonnellate di carburante a Eni - azienda che smentisce qualsiasi coinvolgimento - per il valore di 1,5 miliardi di dollari. Il diesel sarebbe poi dovuto essere venduto dalla major russa con uno sconto minimo del 4 per cento sul principale prezzo di riferimento del settore. Su richiesta dei russi, le parti si sarebbero accordate su uno sconto maggiore, ipotizzando un 6 per cento. Con la promessa che tutto quanto superiore al 4 per cento sarebbe stato restituito ai russi. E proprio nella promessa di un presunto guadagno per i russi che si annida l'indagine per corruzione internazionale.

Da questa transazione, secondo BuzzFeed, sarebbero dovuti avanzare 65 milioni di dollari destinati alle casse della Lega. Ricordiamo che la legge in vigore all'epoca dell'incontro impediva ad un partito italiano di ricevere finanziamenti per più di 100mila euro da donatori stranieri, mentre la legge ora aggiornata impedisce in toto le donazioni da governi o entità straniere.

Lo stesso Savoini interpellato dall'Adnkronos spiega: "Non ci sono mai stati fondi né soldi per la Lega da parte di nessuno di quelli citati da Buzzfeed. Tutte parole e blablabla, come peraltro ha appena detto Salvini".

L'audio pubblicato da BuzzFeed

buzz feed petrolio russo lega-2

L'incontro si sarebbe tenuto all'hotel Metropol di Mosca lo scorso ottobre tra sei uomini, tre russi e tre italiani tra cui Gianluca Savoini, Presidente dell'Associazione culturale Lombardia Russia. Nell'audio l'ex portavoce del leader della Legache spiega: "Vogliamo cambiare l'Europa. La nuova Europa deve essere molto più vicina alla Russia".

Nell'audio pubblicato dal quotidiano online si sente quella che appare una negoziazione per un piano di finanziamento che, come spiega Alberto Nardelli, autore dello scoop, getterebbe un'ombra su una presunta partita di giro da ben 65 milioni di dollari. Ad ogni modo non vi è alcuna evidenza che lo scambio sia avvenuto. 

Russiagate, Pd chiede commissione d'inchiesta

I capigruppo democratici di Camera e Senato Graziano Delrio e Andrea Marcucci hanno annunciato una proposta di legge per l'istituzione di una Commissione parlamentare d'inchiesta sulle rivelazioni circa il negoziato che si sarebbe tenuto tra esponenti vicini alla Lega e alcuni faccendieri russi. "Se il capo della Lega, ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, come affermato in queste ore, dice di essere estraneo alla vicenda emersa dalle inchieste giornalistiche e di 'non aver preso un rublo da Mosca' dovrebbe essere il primo a volere questa Commissione".

"Il Parlamento ed il Paese devono sapere se ci sono potenze straniere che finanziano partiti italiani perché ne garantiscano i propri interessi economici e geopolitici, se c'è qualche leader politico italiano pronto a svendere il nostro Paese e a manipolare la libera volontà degli elettori perché a libro paga di Stati stranieri".

BuzzFeed, tre domande a Salvini

"La questione non è se" la Lega abbia ricevuto soldi dalla Russia, perché "come abbiamo scritto non sappiamo se l'accordo sia stato attuato", il punto è che Matteo Salvini dovrebbe rispondere a tre domande. Alberto Nardelli giornalista di BuzzFeed autore dello scoop le rivolge a Salvini, domande che attualmente sono rimaste inevase.

Ovvero quali siano i rapporti del vicepremier e Savoini e per quale motivo il suo ex portavoce si sarebbe seduto durante un viaggio ufficiale a Mosca insieme al ministro a cena con Putin?

Inoltre Salvini sapeva dell'incontro che si era svolto al Metropol il 18 ottobre? E dei negoziati per finanziare la sua campagna elettorale?

Quando l'Urss finanziava il Pci

La suggestione di finanziamenti da Mosca ai partiti politici italiani ci riportano agli anni '70 quando l'unione sovietica rimpinguava le casse del partito comunista italiano. Nel periodo tra il 1970 e il 1977, recita il rapporto 122 del 6 ottobre 1995 contenuto tra le 645 pagine del dossier Mitrokhin il Kgb ha consegnato al PCI le seguenti somme di denaro:

  • 1970 Alla consegna di una cifra non nota Armando Cossutta aveva richiesto che la cifra fosse aumentata di circa due milioni.
  • 1971 Fu consegnato prima 1 milione di dollari, poi un altro milione 600mila dollari
  • 1972 Il totale destinato ammonta a 5milioni 200mila dollari, annota ancora il rapporto. A gennaio fu consegnato un milione. Il Kgb aveva avuto una ricevuta da Roberto Marmugi, nome in codice 'Karo', che era il contatto del Pci a Roma. Quell'anno furono "consegnati" altri "200mila dollari", somma ricevuta da Guido Cappelloni (nome in codice 'Alberto') l'uomo che aveva sostituito Marmugi, dopo la sua morte. Sempre nel '72, recita ancora il dossier, furono consegnati altri "2milioni di dollari" (Il Pci aveva richiesto 3milioni extra).
  • 1974 A febbraio furono consegnati tre milioni di dollari, sei entro maggio, incluso un milione in più. Armando Cossutta aveva chiesto il rimanente anticipo di 500mila dollari.
  • 1976 In quell'anno la situazione operativa degli agenti in Italia divenne più difficile. Il residente del Kgb ebbe un incontro con Guido Cappelloni in cui si discusse la questione organizzativa per la consegna del denaro al Pci. Vennero alla conclusione che era più sicuro "condurre le operazioni la domenica presto, in zone della periferia di Roma".

Ora proprio l'ex presidente della commissione parlamentare Mitrokhin Paolo Guzzanti spiega: "Tutta un'altra faccenda rispetto ai soldi al Pci, è roba da rivoluzione e da galera''.

"Se le registrazioni di BuzzFeed fossero vere sarebbero di una gravità senza uguali. Non si tratterebbe più di un aiuto tra ideologie ma di uno Stato grande e diverso che mette a libro paga il governo di un altro paese, o meglio il partito di maggioranza che sta al governo".

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