A che punto siamo in Italia con la legge sul revenge porn

Mentre infuria il caso delle foto intime hackerate nel 2013 e ricomparse in rete della deputata del M5s Giulia Sarti, in commissione giustizia al Senato c'è stata la relazione introduttiva del disegno di legge del M5s che introduce questa nuova fattispecie di reato. Ma non è l'unico

Foto di Dariusz Sankowski da Pixabay

Il dibattito di questi ultimi giorni sul caso di Giulia Sarti ha riacceso in Italia il dibattito sulla necessità di una legge sul revenge porn. Proprio la vicenda delle foto della deputata del M5s diffuse illecitamente online e tornate a circolare su diverse chat  (dopo essere state hackerate dalla sua posta elettronica nel 2013) potrebbe acceleare l'iter della legge sul revenge porn, ossia la diffusione non autorizzata in rete di immagine intime di persone coinvolge in atti sessuali, spesso riprese a loro insaputa, il più delle volte messa in atto da ex partner come vendetta. 

Proposte di legge per il revenge porn

Questa mattina è iniziato in commissione Giustizia del Senato l'iter per l'approvazione del ddl 1076 sull'introduzione dell'articolo 612-ter del codice penale, in materia di pubblicazione e diffusione di immagini o video privati sessualmente espliciti senza il concenso delle persone rappresentate. Relatore, nonché presidente della commissione, è il leghista Andrea Ostellari e il disegno di legge, che introduce la nuova fattispecie di reato, vede come prima firmataria la senatrice del M5s Elvira Evangelista. Sul testo, ha ricordato Ostellari, c'è già "una vasta condivisione trasversale". 

La proposta del M5s prevede la reclusione per chi pubblica o diffonde le immagini da sei mesi a tre anni, con multe da 75 a 250 euro. Pena aumentata se l'autore è il coniuge o altra persona legata sentimentalmente alla vittima - da uno a quattro anni - e se l'atto porta come conseguenza non voluta la morte della persona offersa (da cinque a sei anni di reclusione). Nel testo si fa riferimento anche alla responsabilità dei gestori delle piattaforme e alla necessità di ottenere la rimozione immediata delle immagini incriminate. Previsti anche l'intervento educativo nelle istituzioni scolastiche da parte della polizia postale, la stesura di una serie di linee guida per la prevenzione nelle scuole da parte del Ministero dell'Istruzione e attività di educative in cui coivolgere gli studenti per "un uso consapevole di internet e dei social media". 

Ostellari ha fatto sapere che proporrà "alcune modifiche fra cui l'ulteriore inasprimento delle pene, previste dalla bozza, per chi pubblica materiale senza consenso, contando su un rapporto fiduciario con la persona offesa e, soprattutto, in caso di morte di quest'ultima. Un'adeguata riflessione sarà dedicata anche ai concetti di pubblicazione e diffusione, considerate le diverse modalità con cui le attuali tecnologie possono concorrere a creare patimento nelle vittime. È giunto il momento di dire basta. Se ricatti, minacci o pensi di vendicarti in un modo infame, finisci in galera". 

Come ricorda Il Corriere della Sera, lo scorso 9 gennaio è stato poi presentato alla Camera un altro disegno di legge, primo firmatario il forzista Galeazzo Bignami - e attende di essere assegnato in commissione. Pochi giorni dopo, in Senato, c'è stata la presentazione di un altro disegno di legge da parte di Forza Italia, a firma di Enrico Aimi per "colmare una lacuna nell'ordinamento che non prevede una normativa ad hoc per un delitto che può rovinare l'esistenza di una persona". Non è ancora iniziato l'esame in commissione Giustizia del terzo disegno di legge presentato da Forza Italia, prima firmataria Sandra Savino, presentato il 5 marzo in Senato. 

Il dibattito sul revenge porn

"Mi dispiace tantissimo che le sia capitato questo, ma magari, essendo una parlamentare, quanto accaduto può diventare un input per legiferare e intervenire finalmente su questo fenomeno", ha detto proprio oggi all'Adnkronos Maria Teresa Giglio, la madre di Tiziana Cantone, la ragazza di Mugnano che nel settembre 2016 si è tolta la vita dopo la diffusione in rete di suoi video e immagini hot. "Chi offende, diffama e compie furto d'identità nelal realtà così come sulla rete deve essere punito - ha detto Giglio - Bisogna intervenire e lo Stato ha le armi per farlo. Ci sono aziende private specializzate nella rimozione di contenuti dal web, software all'avanguardia, tecnologie. Ma in questi anni ho capito che nessuno è davvero interessato a intervenire contro i colossi del web. Continuerò la mia battaglia affinché si intervenga, perché cose del genere innescano nella vittima un meccanismo devastante, una vergogna legata allo stigma voluto da una cultura retrograda, è qualcosa che rientra più nella fattispecie dell'omicidio“.

Più di 100mila persone hanno già firmato una petizione online su Change.org lnciata dalle associazioni Insieme in rete, I Sentinelli e Bossy per chiedere anche in Italia l'introduzione di una legge ad hoc, con la quale tutelare le vittime, punire gli autori del reato, responsabile in modo tangibile i gestori delle piattaforme e delle applicazioni e mettere in atto azioni di prevenzione della violeza di genere e di educazione civica digitale rivolte alla popolazione in generale. 

All'estero, il revenge porn è già riconoscito come reati in molti paesi: Germania, Israele, Gran Bretagna, Canada e in 34 Stati americani.

A chiedere anche in Italia una legge sul revenge porn è da tempo anche l'ex presidente della Camera Laura Boldrini, che ha espresso - lei insieme a diversi altri esponenti politici - solidarietà a Giulia Sarti.

Il caso Giulia Sarti

Le foto private della deputata pentastellata erano già state diffuse illecitamente nel 2013, per poi tornare a circolare in rete e nelle chat di messaggistica instantantea. Sarti si era autosospesa dal Movimento e aveva rassegnato le proprie dimissioni da presidente della commissione Giustizia di Montecitorio dopo essere finita nell'occhio del ciclone per la questione dei mancati rimborsi e la battaglia legale contro l'ex fidanzato, da lei accusato di appropriazione indebita aggravata e per il quale il pm di Rimin ha chiesto l'archiviazione

"I probiviri seguiranno tutta la procedura sulla deputata Sarti, di certo non per queste foto di cui non ce ne frega niente", ha detto Luigi Di Maio a margine di una visita a Policoro (Matera). 

L'ex fidanzato della Sarti esclude ogni suo coinvolgimento sulla diffusione delle foto e sulla questione è intervenuto anche il Garante della Privacy: "Con riferimento a notizie relative alla possibile circolazione di immagini molto personali della deputata M5s Giulia Sarti, il Garante per la privacy richiama l'attenzione dei mezzi di informazione al rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali e del codice deontologico dei giornalistì richiedendo il pieno rispetto della sua vita privata quando le notizie o i dati non hanno rilievo sul suo ruolo e sulla sua vita pubblica".

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