Che fine ha fatto la legge sulle telecamere negli asili?

Il ddl ha ottenuto il via libera dalla Camera, ma è rimasto impantanato (nel silenzio) al Senato. Adesso, dopo il nuovo episodio di violenze scoperto alle porte di Roma, si torna a parlare di una legge che prevenga queste terribili vicende

Un frame tratto dalle immagini delle telecamere nascoste della Polizia di Stato mostrano una maestra di scuola dell'infanzia di 50 anni, in servizio alla scuola XXV Luglio di Taranto, mentre maltratta alcuni alunni, di età prossima ai tre anni, 23 Novembre 2017 (FOTO ANSA)

Insulti, parolacce, maltrattamenti di ogni genere, fino ad arrivare a schiaffi e punizioni corporali. Troppo spesso finiscono sulle prime pagine di tutti i giornali notizie terribili che narrano di bambini picchiati dalle maestre negli asili nido. Casi che spesso vengono alla luce soltanto molto tempo dopo l'inizio delle vessazioni, con i piccoli che sono costretti a subire ogni tipo di maltrattamento prima che qualcuno possa accorgersene ed intervenire. L'ultimo caso arriva da Ariccia, alle porte di Roma, dove tre maestre e una bidella sono state arrestate perché ritenute responsabili di sottoporre gli alunni ad una sopraffazione sistematica. I carabinieri sono riusciti a scoprire tutto e a documentare le violenze soltanto dopo aver installato all'interno dell'asilo delle telecamere di videosorveglianza

Il ripresentarsi di episodi del genera ha fatto sorgere una domanda più che spontanea: che fine ha fatto il disegno di legge per introdurre le telecamere negli asili e nelle case di cura? Il testo firmato da Annagrazia Calabria di Forza Italia, che dispone misure per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno dei minori nei servizi educativi per l'infanzia e nelle scuole dell'infanzia e delle persone ospitate nelle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali per anziani e persone con disabilità, si trova ancora impantanato al Senato.

Videosorveglianza anti-maltrattamenti in asili e case di riposo: è la soluzione migliore?

Dopo aver ottenuto il via libera dalla Camera dei deputati lo scorso 23 ottobre, il documento non ha più superato lo scoglio di Palazzo Madama, cadendo sistematicamente nel dimenticatoio per poi ritornare in auge ogni volta che viene scoperto un nuovo asilo degli orrori. 

Le critiche e il costo 

Ma questa legge mette tutti d'accordo? Già osservando le votazioni che hanno portato all'ok della Camera, emerge come l'opposizione sia contraria. Il 23 ottobre il ddl è passato con oltre 400 voti a favore, provenienti da M5s e dai partiti di centrodestra, mentre i voti contro sono stati 110 di Pd e Gruppo Misto. Per quanto possa sembrare un provvedimento giusto da attuare, non mancano le critiche. In molti si sono dichiarati contrari, invocando il rispetto della privacy, anche se va chiarito che il disegno di legge prevede che sia soltanto la polizia, previa richiesta, a poter visionare il materiale registrato dalle suddette telecamere. Un altro nodo è quello dei costi: il ddl prevede un fondo sperimentale di 5 milioni di euro per i primi tre anni. Una misura definita “costosissima e irrealizzabile” dal deputato di Civica popolare, Gabriele Toccafondi, secondo cui sarebbe più conveniente investire su formazione e controlli. 

Ronzulli (Forza Italia): “Telecamere obbligatorie negli asili”

Come già detto in precedenza, la notizia delle violenze subite dai bambini in provincia di Roma ha fatto riscattare l'allarme maltrattamenti, facendo crescere la voce di chi chiede una legge ad hoc. Un'idea condivisa anche dalla senatrice di Forza Italia, Licia Ronzulli, presidente della commissione bicamerale per l'Infanzia e l'adolescenza: “L'ennesimo episodio di violenza e maltrattamenti su minori all'interno di strutture pubbliche per l'infanzia. Le intercettazioni ambientali e le riprese video hanno permesso, ancora una volta, di constatare maltrattamenti, colpi alla testa ed espressioni verbali spregiative ai danni di bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni, causando nei piccoli sofferenze ed umiliazioni quotidiane. Tutto questo è semplicemente sconcertante”.

Maltrattamenti in un asilo: insulti e schiaffi ai bimbi, nei guai cinque maestre

“Oggi -prosegue la Ronzulli- iniziano i lavori in commissione Affari costituzionali al Senato. Auspico che tutte le forze politiche lavorino per migliorare un testo che sarebbe solo un paravento rispetto alla recrudescenza di tali episodi, non prevedendo alcun vincolo di obbligatorietà sull'introduzione delle telecamere in capo alle strutture in oggetto. Se dalla commissione Affari costituzionali non dovesse uscire una legge più efficace avremmo preso in giro, ancora una volta, le famiglie italiane. Invito quindi il governo -conclude- a prendersi la responsabilità di adottare una misura concreta e risolutiva contro le violenze sui minori e sui più deboli che si perpetuano negli asili e nelle strutture destinate agli anziani e ai disabili, non soluzioni meramente aleatorie volte a lavarsi la conoscenza e ad alimentare la propaganda elettorale”.

Codacons: “Che fine ha fatto il ddl approvato alla Camera?”

Anche il Codacons, attraverso il presidente Carlo Rienzi, ha chiesto a gran voce l'istallazione di  sistemi di videosorveglianza negli asili: “Ancora una volta i bambini sono vittime di maltrattamenti da parte degli insegnanti, e si stanno moltiplicando i casi di violenza negli asili portati alla luce solo grazie a telecamere nascoste piazzate dalle forze dell’ordine. Questo dimostra come sia necessario installare telecamere in tutti gli asili e scuole elementari, per controllare l’operato del personale scolastico ed evitare abusi e violenze che possono avere conseguenze anche gravi sui minori”.

“In tal senso – conclude Rienzi - ci chiediamo che fine abbia fatto la proposta di legge sulla videosorveglianza negli asili approvata in larga maggioranza alla camera e che risulta ferma da molti mesi al senato, legge che potrebbe mettere fine a violenze e vessazioni sui minori” .

In attesa che il ddl lasci il Senato, c'è chi come la Lombardia, già si è mosso in quella direzione, con il consiglio regionale che ha approvato la legge sulle telecamere di sorveglianza all'interno degli asili e delle scuole d'infanzia. Il testo prevede lo stanziamenro di i 300mila euro per il 2018 e 2019 per attività di formazione e sensibilizzazione e 600mila euro per il 2019 e il 2020 come contributo per gli istituti che intendono installare i dispositivi.

Moige: "Proviamo rabbia e disgusto"

'In relazione, ai maltrattamenti a danno dei bambini di un asilo ad Ariccia, in provincia di Roma, proviamo rabbia e disgusto verso questi comportamenti violenti che riteniamo inaccettabili e per questa ragione ci costituiremo parte civile nel processo. I genitori affidano i loro figli agli educatori nella speranza che questi siano trattati com'è consono e giusto, ma se l'approccio educativo è quello di esercitare violenza sui bambini, allora è giusto denunciare con forza e provare disgusto". Così Antonio Affinita, direttore generale del Moige - Movimento Italiano Genitori. "Da anni ci battiamo per l'installazione di strumenti di deterrenza, come le telecamere di sorveglianza in tutte le strutture che entrano in contatto con i minori o i disabili, al fine di tutelare la loro salute e, soprattutto, azzerare i tempi delle indagini qualora vi fossero abusi e violenze - sottolinea Affinita -. L'obiettivo di tutti deve essere quello di tutelare i più deboli. Questa proposta è stata già approvata alla Camera dei Deputati e in questo momento è all'esame del Senato".

"Per tale ragione - prosegue - chiediamo al Parlamento e al Governo di adottare con urgenza un provvedimento che intervenga sul contrasto e sulla prevenzione degli abusi in modo concreto ed efficace, attraverso l'installazione di telecamere a circuito chiuso in tutte le aule, con immagini a disposizione dell'Autorità giudiziaria solo nel caso di denuncia".

"Sottolineiamo anche la necessità di intervenire sulla selezione e la formazione degli educatori, prevedere un diverso e più selettivo reclutamento del personale che tenga conto e si allinei ai parametri europei e introducendo verifiche periodiche sull'idoneità acquisita da parte degli educatori e degli operatori ma anche e soprattutto sulla qualità dei servizi erogati dalle varie strutture'', conclude il direttore generale del Moige.

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