Cosa dice la legge sulle unioni civili: il nodo è la "stepchild adoption"

Secondo le modifiche introdotte dal ddl Cirinnà, un'unione civile formata da una coppia omosessuale che volesse richiedere la "stepchild adoption" seguirebbe lo stesso iter giudiziario previsto finora per le coppie sposate eterosessuali

Il ddl Cirinnà sulle unioni civili arriverà il 28 gennaio al Senato. Tra le novità più discusse e controverse c'è la questione delle adozioni da parte di una coppia omosessuale, sulla quale il premier Renzi ha detto di voler andare avanti mentre anche il Partito democratico si è diviso.

COSA PREVEDE IL DDL - L'articolo 5 del ddl Cirinnà prevede infatti anche per le coppie omosessuali che decidono di formare un'unione civile l'estensione della cosiddetta "stepchild adoption" (l'adozione del figliastro), ovvero l'adozione del figlio biologico o adottivo di uno dei due partner da parte dell'altro, che di fatto diventa il secondo genitore. Il procedimento è già contemplato per le coppie sposate eterosessuali ed è regolato nei "casi particolari" previsti dall'articolo 44 della legge sulle adozioni (la 184/83): in questo caso per la legge è possibile "l'adozione particolare" di un minore "per il coniuge convivente del genitore del minore, per favorire il proseguimento dell'unità famigliare e garantire, quindi, una crescita armonica del minore".

Secondo le modifiche introdotte dal ddl Cirinnà, un'unione civile formata da una coppia omosessuale che volesse richiedere la "stepchild adoption" seguirebbe lo stesso iter giudiziario previsto finora per le coppie sposate eterosessuali, definito dal Codice civile, ovvero la domanda di adozione a un Tribunale per i minorenni che dovrà accertare se l'adozione particolare risponda all'interesse del minore.

La "stepchild adoption" non si può concedere per i minori che hanno già entrambi i genitori legalmente riconosciuti, anche se separati, per questo i contrari al ddl sostengono che estendere questa possibilità alle coppie gay significhi di fatto incentivare per le coppie di uomini la pratica dell'utero in affitto (possibile all'estero in Stati Uniti, Canada, sud est asiatico, India) e della fecondazione eterologa per una coppia di donne. Il ddl Cirinnà non contempla comunque la possibilità per un'unione civile di adottare bambini esterni alla coppia, provenienti dall'estero o residenti in Italia.
 

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Commenti (5)

  • Roberto, hai proprio ragione ... scimmiottare la famiglia ... è questo il grande rischio a cui va incontro la legge e di conseguenza i cittadini scesi in piazza che la auspicano. La famiglia vera è tutt'altro che gioia e beatitudine! Quando questi unisex si accorgeranno che è un cammino fatto insieme, di gioie sì, ma spesso di contrasti, di disillusioni, di battaglie, che l'amore e la serenità vanno conquistate giorno per giorno (ho conosciuto molti gay e lesbiche ed ho notato che la loro unione è fatta solo per il piacere di stare insieme e quando questo viene a mancare, ciascuno va per la sua strada).Vedete: l'amore travolgente esiste, c'è, ma è solo per breve tempo: poi è una conquista quotidiana ed è solo la famiglia fatta da un uomo e da una donna (+ figli se arrivano) che riesce a supportarla, i sogni e le illusioni sono tanti!

    • Brava!

  • Scimmiottare la famiglia inventandosi di sana pianta il "diritto" di aver un bambino va contro natura e non è la soluzione per i problemi alla radice che sono altri.

  • La legge va fatta ma per eliminare i malati e i deviati.

    • non c'è bisogno di nessuna legge che ribadisca l'evidenza della natura: i figli nascono da padre e madre, non si comprano da povere disperate ...

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