La lettera di De Vito dal carcere: "Il M5s ha perso i suoi valori fondanti"

Il duro j'accuse dell'ex esponente dei 5 Stelle: "Non sono corrotto, ho ricevuto più solidarietà in queste retrovie che in qualsiasi altro posto"

Marcello De Vito e Luigi Di Maio (ANSA)

"Mai come in questo momento ho compreso che abbiamo perso totalmente i nostri valori fondanti della solidarietà, della coesione e della condivisione". Così il presidente del Consiglio comunale di Roma, Marcello De Vito, agli arresti per corruzione nell'ambito di un'indagine della Procura di Roma collegata alla vicenda dello stadio della Roma, in una lettera inviata al sindaco di Roma, Virginia Raggi, al vicepresidente vicario dell'Assemblea Capitolina, Enrico Stefano, ai consiglieri comunali e al segretario generale del Campidoglio.

De Vito accusa apertamente i propri ex compagni di averlo scaricato: "Certamente in questo tempo mi sono chiesto cosa potrebbe decidere il nostro leader (il vicepremier Luigi Di Maio, ndr.) per sé stesso, ove fosse sottoposto ad un giudizio: sicuramente proporrebbe un quesito ad hoc, come quello ideato sul caso Salvini-Diciotti, da sottoporre al voto online… Così come ho ricordato che il nostro codice etico prevede l'espulsione dell'M5s solo in caso di condanna e non si presta ad opinabili interpretazioni a seconda dei casi, ad personam o, peggio, all'arbitrio del nostro leader".

De Vito: "Non mi dimetto da presidente dell'Assemblea"

"In questo periodo - ha affermato De Vito - ho pensato spesso, per il rispetto che nutro verso l'istituzione, al fatto dimettermi dalla carica di presidente dell'assemblea capitolina, carica che ho amato e che ritengo di avere svolto con onore per un verso con piena cognizione dei suoi equilibri e tecnicismi dall'altro. Ma non posso, non voglio e non debbo farlo. Darò tutte le mie forze per tutelare la vita della mia famiglia e la mia".

L'ex esponente del M5s ha poi aggiunto di considerare "privo di presupposti qualsiasi atto che mi abbia privato di qualcosa: sia esso la libertà personale, la carica (anche in via temporanea), la stessa iscrizione agli M5S. Ai sensi del regolamento del consiglio considero le assenze dal 20 marzo 2019 contrarie e comunque non imputabili alla mia volontà nonché la sospensione e la temporanea sostituzione prive di presupposti. Credo con forza nella giustizia e giustizia con forza chiedo!".

"Non sono corrotto, ho fiducia nella giustizia"

E ancora: "Sono pronto per il giudizio. Non sono corrotto né corruttibile e confido nel pieno e positivo accertamento in tal senso da parte della magistratura. Nell'immediato ho provato rabbia e delusione per le parole di abbandono degli 'amici'. Posso dire che ho ricevuto maggiore solidarietà delle persone in queste retrovie che in qualsiasi altro posto". "E' complesso - conclude l'ex 5 Stelle - far comprendere quanto queste mura possono insegnarti e farti ragionare sui valori di base. Posso dire che sono più forte di prima". 

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