Movimento 5 stelle, gli attivisti fanno quadrato intorno a Di Maio: "Luigi, tieni botta"

Altro che dimissioni dalla guida del M5s. Oggi il sostegno a Di Maio arriva da Giulia Grillo e in parte da Alessandro Di Battista. Ma anche da un nutrito gruppo di attivisti

Altro che dimissioni: il Movimento 5 stelle fa quadrato intorno al suo leader Luigi Di Maio. Oggi il sostegno arriva da Giulia Grillo e Alessandro Di Battista. Ma anche da un nutrito gruppo di attivisti. Il ministro degli Esteri e capo politico M5S è oggi a Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, per un comizio in vista delle elezioni regionali del 26 gennaio. Luigi Di Maio, a margine dell'evento, ha accolto le richieste di numerosi militanti e simpatizzanti che gli chiedevano l'immancabile selfie con il telefono cellulare. E durante il 'rito' fotografico, dalla folla sono giunti diversi incoraggiamenti ad andare avanti e a non lasciarsi condizionare dalle difficoltà e della critiche. "Tieni botta, sei un grande", "Ti amiamo", "No ai traditori" hanno gridato alcuni fan.

Giulia Grillo: "Sconcertante quanto sta accadendo sulla stampa"

"Non so voi cosa ne pensiate ma io trovo sconcertante quello che sta accadendo in questi giorni sulla stampa". Lo scrive Giulia Grillo dei 5 Stelle su Fb dal titolo 'Dimissioni si, dimissioni no, dimissioni boh' a proposito di Luigi Di Maio e il suo ruolo di capo politico M5S. "La domanda è sempre quella: chi insuffla la stampa e perché? Ma non sto scrivendo per rispondere a queste domande sto scrivendo perché mi sento sconcertata da questo modo di fare e onestamente non se ne può più. Ma che serietà è questa? Ma che rispetto è questo?"

"Siamo passati dalla diretta streaming delle assemblee (che certo era un'esasperazione del concetto di trasparenza) al più meschino, vile, opaco gioco di potere che si possa immaginare?" commenta.

Di Maio, le dimissioni da capo politico M5s sono sate smentite

"Ieri il Fatto Quotidiano apre in prima pagina con questa presunta intenzione di Di Maio di dimettersi. Come al solito -scrive Grillo- si parla di fonti ma non si sa quali siano. E qui faccio un inciso. Trovo disdicevole questa modalità di portare avanti le proprie strategie politiche. Chi vuole dichiarare qualcosa a un giornalista abbia il coraggio di palesarsi. Qui non si tratta di nascondere la propria identità perché si corrono rischi per la propria vita o per motivi altrettanto gravi. Qui chi nasconde la propria identità lo fa per miserevoli giochi di potere o nella più meschina delle ipotesi per dare informazioni 'preziose' e quindi acquisire un credito per averle a propria volta. Del resto in politica si sa che le informazioni contano almeno quanto le relazioni".

"Ma torniamo a noi. Dopo quell'articolo è ovvio che vi siano state delle reazioni. Prima la smentita dello staff di Di Maio e poi la difesa dei suoi cosiddetti 'fedelissimi'. Ovviamente la valanga non si poteva fermare lì e anche stamattina siamo stati deliziati da innumerevoli retroscena che già ci danno anche i nomi dei successori. E anche qui la domanda è sempre quella: chi insuffla la stampa e perché?"

"Se è vero (e ho i miei dubbi) che qualche parlamentare ha lasciato il movimento per tenersi il 'malloppo' che mi dite dei 6 milioni di voti persi? Si dovevano tenere il malloppo anche loro? E che mi dite delle centinaia di attivisti che ci hanno mandato a quel paese. Anche loro si dovevano tenere il malloppo? Sono queste le grandi argomentazioni dei nuovi statisti del movimento? Allora io dico: basta scemenze e basta giochetti. Siamo seri", continua Giulia Grillo. "Chi deve dire o fare qualcosa lo faccia e lo dica assumendosene la responsabilità e mostrando serietà, sennò taccia. Ricordo che siamo la maggioranza, ricordo che sosteniamo un governo e che siamo in una situazione internazionale complicatissima. Ricordo che al 99% degli italiani non interessano i problemi interni ai partiti. Le persone hanno bisogno di certezze, sicurezza, soluzioni ai loro problemi. Il luogo in cui si dovrà dibattere su come riformare il movimento sono gli stati generali. E questo o vale per tutti, anche per gli insufflatori anonimi, o non vale per nessuno".

Di Battista: "Di Maio sta lavorando bene agli Esteri"

"Di Maio sta parlando come dovrebbe parlare un ministro degli Esteri. Qualcuno dice che è 'inesperto'. Però, per me, sta parlando bene. Erano anni che aspettavo un ministro degli Esteri che parlasse di pace. Pare che parlare di pace sia ormai diventato un insulto... Invece Di Maio fa bene a dire che Russia e Stati Uniti, e tutti i protagonisti delle crisi internazionali, si devono sedere e devono dialogare. E che una guerra nei confronti dell'Iran sarebbe devastante". Ospite di 'Povera Patria' su Rai Due, Alessandro Di Battista, difende l'operato di Luigi Di Maio alla Farnesina.

"Beppe insiste su questo governo. Lo sapete che io ho espresso critiche su questo governo, perché ho delle enormi perplessità sul Partito Democratico. Ce l'ho sempre avute, e non è un segreto che io, questo governo col Pd, non lo volessi fare" dice Di Battista, a dimostrazione ulteriore che parte del M5s non crede, e forse non ha mai creduto, alla possibilità di proseguire a lungo questa esperienza di governo.

Bonafede, il fedelissimo, si schieda dalla parte di Di Maio

Se fossi stato il capo politico del M5S "avrei fatto una valutazione, all`esito della quale probabilmente mi sarei preso la responsabilità di portare avanti, oltre all`impegno da ministro, anche l`incarico di capo politico. Abbiamo un capo politico che si chiama Luigi Di Maio che ha portato il M5S al Governo di questo Paese e ha fatto in modo che le promesse del M5S e i valori che hanno animato tutte le nostre battaglie diventassero legge". Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede a L'Intervista di Maria Latella (SkyTg24).

"A chi critica Luigi Di Maio e sostiene che le regole andavano riviste - ha continuato Bonafede parlando dei malumori all'interno del M5S - chiedo perché le ha accettate quando era in campagna elettorale e stava per andare in Parlamento? Invece sostengono che vanno riviste solo adesso che devono fare le restituzioni. Luigi Di Maio ha l'unica colpa di pretendere che vengano mantenute le promesse fatte agli italiani".

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Il capo politico del Movimento 5 stelle lascia il doppio incarico di ministro del lavoro e dello sviluppo economico e approda alla Farnesina, dove dovrà in qualche modo migliorare le proprie competenze in inglese

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