"Un milione di case pubbliche": tornano in piazza i movimenti per il "Diritto all'abitare"

Ottobre bollente per le manifestazioni: il giorno prima della manifestazione del centrodestra si troveranno a Roma i movimenti per il diritto all'abitare per una manifestazione nazionale contro il nuovo piano casa del ministro Paola De Micheli

La protesta dei movimenti per la casa davanti al cancello della sede della Giunta regionale del Lazio, Roma, 11 luglio 2019. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Venerdì 18 ottobre i Movimenti per il diritto all'abitare scenderanno in piazza a Roma per una manifestazione nazionale contro il nuovo piano casa del ministro Paola De Micheli che poche ore fa ha annunciato lo stanziamento di un miliardo di euro per un progetto definitio di "Rinascita urbana" con la rigenerazione degli edifici, il sostegno alle famiglie in affitto, e cantieri nei piccoli comuni.

Per i movimenti per la casa un piano che maschera la speculazione edilizia sottostante un ntervento pubblico affidato all'iniziativa dei privati "come accaduto sulla vicenda dei piani di zona e dell’edilizia agevolata".

Il libero mercato ha squilibrato in maniera eclatante il panorama alloggiativo esistente mettendoci di fronte ad un gran numero di alloggi vuoti che potrebbero essere destinati a chi ne ha bisogno e invece rimangono solo case di carta, utili solo per speculazioni fondiarie ed operazioni bancarie.

Alla manifestazione di venerdì 18 ottobre è annunciata la presenza di  delegazioni da molte città italiane e dai territori che si sono mobilitati in difesa del diritto all'abitare, contro il consumo di suolo e contro le diseguaglianze sociali.

"Abbiamo una piattaforma chiara e la sottoporremo alla ministra se si orienterà ad incontrarci e siamo ostinatamente certi che la questione casa non è una questione di ordine pubblico, come invece vuole far intendere il “patto sulla sicurezza urbana” sottoscritto dal Prefetto di Roma, dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma, con il cronoprogramma degli sgomberi capitolini".

I manifestanti appoggiano un piano decennale nazionale di un milione di case pubbliche, senza nuovo consumo di suolo, grazie anche alla creazione di un fondo destinato alla costruzione di case per i lavoratori sulla scia del Fondo Gescal o Ina-casa. Poi ci sono richieste più politiche come l'abolizione dei decreti sicurezza, Minniti e Salvini, ma anche dell'art. 5 del "piano casa" del governo Renzi varato nel 2014.

Il dispositivo citato vieta la residenza anagrafica a chi non è in grado di dimostrare un titolo di possesso dell’abitazione dove risiede abitualmente. Per i movimenti un pretesto per sfratti e sgomberi.

"Invertire la rotta, svoltare, come ha affermato il governo da poco insediato, vuol dire anche affrontare questo tema con le risorse necessarie e senza farla passare in secondo ordine rispetto a misure palliative dell’indebitamento delle famiglie a causa della bolla del mercato immobiliare". 

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Una foto della manifestazione a Roma/Casal Bruciato durante la manifestazione antifascista promossa dai movimenti per la casa, l'8 maggio scorso. Qui i residenti impedirono l'assegnazione di una casa popolare a una famiglia rom.

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