Medici in protesta a Montecitorio: "Basta precari negli ospedali"

La manifestazione organizzata dai sindacati del settore per chiedere l'inserimento nella legge di bilancio delle richieste presentate al Ministero della Salute. Al centro il rifinanziamento del contratto e nuove assunzioni

Medici e veterinari contro la legge di bilancio ANSA/ANGELO CARCONI

ROMA - "Abbiamo apprezzato le aperture del Ministro della salute sui temi posti dalle categorie in materia di Contratto di lavoro, assunzioni e precariato, ma riteniamo che le nostre richieste debbano essere accolte dal Governo e dal Parlamento nella legge di bilancio". Lo chiedono le organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria che oggi sono in piazza Montecitorio per un sit in di protesta all'indomani di un incontro con il Ministro Lorenzin.

LE PROTESTE - Anaao Assomed, Cimo, Aaroi-Emac, FP Cgil Medici e Dirigenti sanitari, Fvm, Fassid (Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr), Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti, Fials Medici e Uil Fpl Medici chiedono il rifinanziamento del contratto ma anche lo stop definitivo alla precarietà. E con lo slogan "Assunti Subito. Precari mai più" hanno già convocato un Assemblea Day in tutti i luoghi di lavoro per il prossimo 21 novembre e fissato uno sciopero per la fine del mese. 

STOP AL GIOCO DELLE "SCATOLE CINESI" - "Da quello che è possibile capire dal meccanismo e dall'entità del finanziamento a scatole cinesi che la legge di bilancio riserva alla pubblica amministrazione - sottolinea il sindacato dei medici Anaao - i tempi non sono affatto brevi e, soprattutto, la quota destinata al contratto del comparto sanità, ed ai medici e dirigenti sanitari in particolare, è francamente esigua, simbolica per usare le parole adoperate a suo tempo dal Presidente del Consiglio. Se così non è, Ministri e Sottosegretari rompano il silenzio dietro il quale si sono trincerati per spiegare un arcano superiore alle nostre forze. E dicano anche numeri certi sulle sbandierate assunzioni e stabilizzazioni di precari".

LE 5 RICHIESTE AL GOVERNO - Per rifinanziare il contratto i medici e i dirigenti sanitari mettono nero su bianco 5 richieste al Governo: "Defiscalizzare la produttività anche per i dipendenti pubblici. Estensione del welfare aziendale anche ai dipendenti pubblici. Attribuire al trattamento accessorio le risorse derivanti dalla riduzione del numero delle Unità Operative Complesse e Semplici. Evitare il congelamento al 2015 delle risorse destinate al trattamento accessorio. Detreminare i fondi contrattuali a decorrere dal 1 gennaio 2017 secondo le previsioni del contratto del 2009, ripristinandone i meccanismi".

"SANITA' SULLE NOSTRE SPALLE" - "Il Governo - scrive la Cgil medici in una lettera aperta a medici, dirigenti sanitari e vetrerinari - finge di ignorare che se il SSN ancora regge, dopo avere perso 7.000 medici e dirigenti sanitari, è perché chi è rimasto in corsia e nei servizi continua a dar prova di grande abnegazione, senso del dovere e professionalità. Nonostante la scure dei tagli lineari sugli organici, sulle strutture semplici e complesse, sui fondi, sui posti letto. Nonostante ritmi e turni di lavoro insostenibili, mancato rispetto delle pause e dei riposi, milioni di ore lavorate non retribuite e non recuperabili, ferie non godute, innalzamento dell`età media dei medici al vertice mondiale, lavoro notturno oltre i 65 anni. Nonostante l'abuso di contratti atipici e la dilagante precarizzazione del lavoro, che privano di certezza di vita personale e professionale una intera generazione, dopo 11-12 anni di formazione. Un terreno di coltura per caporali pubblici e privati che alimenta la fuga dal Paese, sestuplicata negli ultimi 5 anni, un regalo ai vicini europei, visto il patrimonio,anche economico, investito".

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LE PAROLE D'ORDINE - Dunque, la protesta: "Per un Contratto di lavoro che valorizzi la nostra attività ed il nostro ruolo a garanzia di servizi di qualità per i cittadini. Per la fine della precarietà e nuova occupazione. Per una civile e forte difesa delle nostre professioni, della loro autonomia e dei loro legittimi interessi. Contro le fallimentari scelte politiche riguardanti il SSN ed i nostri destini professionali messe in atto dai Governi degli ultimi anni".

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