Manovra, il patto delle tagliatelle prima della bocciatura "quasi certa"

Salvini, Di Maio e Conte a cena per ritrovare l'armonia: nel menu la manovra, ma anche banche e nomine Rai. Il leghista non ha dubbi: "La bocciatura è certa, ma andiamo avanti"

Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Giuseppe Conte al termine del vertice a Palazzo Chigi, Roma, 22 ottobre 2018. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Il governo tira dritto. La manovra non cambia. O almeno così sembra, dalle parole dei leader dell'esecutivo. L'Italia ieri ha risposto alla lettera della Commissione Ue sulla legge di bilancio, in cui veniva contestata "una deviazione senza precedenti" dal Patto di stabilità, confermando la linea del governo gialloverde. Il premier Giuseppe Conte ha spiegato: "Se dicessi 'sì abbiamo sbagliato', vorrebbe dire che la manovra è azzardata e imprudente. Non è così". Oggi la risposta dell'Italia sarà discussa al collegio dei commissari a Strasburgo. Nessuno nasconde che dall'Ue potrebbe arrivare con ogni probabilità una bocciatura. Per affrontare l'eventualità ieri si è svolta una riunione a Palazzo Chigi tra premier e vicepremier, alla quale ha preso parte anche il ministro dell'Economia Giovanni Tria, seguita da una cena a tre tra Conte, Di Maio, Salvini.

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Un vertice di governo che è stato ribattezzato "patto delle tagliatelle". Seduti a tavola, come detto, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e i due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, per un incontro che, stando a quanto trapelato, è servito a chiarire le idee sulle questioni che negli ultimi giorni hanno minato alla compattezza dell’esecutivo, a dare risposte ai nodi irrisolti dopo l’intesa trovata sul decreto fiscale.

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Senza intermediari, senza portavoce e senza sottosegretari, la cena a base di tagliatelle è durata più di un’ora e mezza. Il premier e i leader di M5s e Lega avrebbero discusso anche dell’ormai quasi certa bocciatura della manovra 2019 che arriverà dall’Ue e affrontato il tema della tenuta del sistema bancario, il punto su cui i timori dell’esecutivo sono maggiormente concentrati. La sfiducia dei mercati nei confronti dell’Italia indebolisce gli istituti di credito: qualche giorno fa fonti di governo avevano anche ipotizzato un allargamento del fondo centrale di garanzie delle banche come soluzione per compensare un'eventuale caduta dei titoli di Stato in possesso delle banche.

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Il "patto delle tagliatelle" sarebbe anche servito per provare a risolvere alcuni nodi chiave dell’alleanza giallo-verde come il decreto sicurezza. Ma nel menu sarebbe finita anche la Rai e la scelta dei direttori dei telegiornali. Così come le nomine della Consob. E l’esito sembra essere stato positivo. Al termine dell’incontro a tavola l’unico a parlare è stato Salvini. Ai giornalisti che gli chiedevano se si fosse parlato della "eventuale bocciatura della manovra", il leader del Carroccio ha risposto:

"La bocciatura della manovra è pressoché certa, ce lo hanno già detto. E noi come già detto siamo convinti che il Paese crescerà. Se uno è convinto di quello che fa, va avanti. Rispettando il parere di tutti, ma va avanti".

E ancora: "Cambiare quota 100 e reddito di cittadinanza? No. Ognuno fa le sue scelte, l'Ue farà le sue e noi le nostre. Ma non vedo perché l'Ue dovrebbe bocciare una manovra con 15 miliardi di investimenti". Per il ministro dell'Interno, anzi, "le stime del Pil sono inferiori a quel che sarà". Oggi arriverà la risposta dell'Ue. Per la prima volta verrebbe respinta una manovra, poi l’Italia avrebbe tre settimane per riformularla.

Manovra, cosa succede se l'Ue la boccia

Il regolamento citato al punto 11 dell'ordine del giorno è quello che prevede la possibilità per la Commissione di chiedere a un Paese membro un nuovo Documento programmatico di bilancio entro due settimane dalla trasmissione del medesimo all'esecutivo europeo, nel caso in cui questo preveda una "inosservanza particolarmente grave" degli obblighi previsti ai sensi del patto di stabilità. Ciò che potrebbe fare oggi. Nella lettera recapitata dalla Commissione al ministro dell'Economia Giovanni Tria si scriveva esplicitamente che la deviazione rispetto al percorso concordato con la Commissione, unitamente al mancato rispetto della regola del debito e alla mancata validazione delle previsioni del governo da parte dell'Ufficio Parlamentare di Bilancio "sembrerebbero indicare un 'mancato rispetto particolarmente serio degli obblighi della politica di bilancio ai sensi del patto di stabilità'". Sulla questione è prevista una comunicazione in collegio del vicepresidente Valdis Dombrovskis e dei commissari Pierre Moscovici e Marianne Thyssen. L'ordine del giorno prevede che sulla questione venga "diffuso" un documento: quindi, fermo restando che il collegio è sempre libero di decidere diversamente, è probabile che la decisione arrivi oggi.

Se dovesse arrivare la quasi certa bocciatura, l'Italia avrebbe a disposizione tre settimane per trovare un accordo su come ridurre il deficit (in sostanza, l'Italia dovrebbe presentare nuovamente un progetto di bilancio modificato). Fino ad ora questa opzione, cioè il respingimento da parte di Bruxelles di una manovra nazionale, non è mai stata usata. Se il governo italiano decidesse di non adattare la Finanziaria alle regole europee, potrebbe essere intrapresa contro l'Italia un'azione punitiva. Potrebbe arrivare cioè la procedura per debito eccessivo. La procedura per i disavanzi eccessivi (Pde) è regolata dall'articolo 126 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea. Essa sostiene il braccio correttivo del Patto di stabilità e crescita (Psc) dell'Ue. I paesi dell'Ue devono dimostrare una solida finanza pubblica e soddisfare due criteri: il loro disavanzo di bilancio non deve superare il 3% del prodotto interno lordo (Pil); il debito pubblico (debito del governo e degli enti pubblici) non deve superare il 60% del Pil.

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