Manovra, oggi il voto finale dopo la bagarre

Alla Camera dure proteste delle opposizioni. Sindacati all'attacco: "Una legge di Bilancio sbagliata, miope, recessiva". Salvini: "Sono stufo, giudicheranno gli italiani"

Emanuele Fiano (Pd) e un deputato di Fdi si avvicinano ai banchi della presidenza venendo respinti da assistenti parlamentari nell'Aula della Camera prima che inizi l'esame della Manovra, 28 dicembre 2018. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Manovra al rush finale. Dopo che il governo ha posto la questione di fiducia alla Camera, oggi si preannuncia una giornata decisiva per l'approvazione della legge di bilancio. Secondo quanto stabilito dalla capigruppo alla Camera, a partire dalle 17 inizieranno le dichiarazioni di voto sulla fiducia, seguite alle 18.30 dalle votazioni nominali. Una maratona ininterrotta che proseguirà anche dopo la fiducia, quando l'aula di Montecitorio continuerà le votazioni fino alle 24 per esaminare i 244 ordini del giorno presentati sul testo. La seduta riprenderà dalle 9 di domenica 30 dicembre, quando ci sarà anche il voto finale sul provvedimento.

Le votazioni riprendono all'indomani di una giornata di fuoco, caratterizzata dalle dure proteste delle opposizioni che hanno spinto il presidente della Camera Fico a sospendere la seduta per 10 minuti ed a convocare la riunione dei capigruppo per decidere sul prosieguo dei lavori. Tra le critiche più dure il fatto che il presidente della commissione bilancio Claudio Borghi, durante lo svolgimento dei lavori la notte precedente, non abbia consentito la votazione degli emendamenti. Da qui la levata di scudi delle opposizioni, in primis del Pd, che oggi manifesterà davanti alla Camera in segno di protesta.

Sul piede di guerra anche Cgil, Cisl, Uil, che oggi saranno presenti in Aula per protestare contro "una legge di Bilancio sbagliata, miope, recessiva, che taglia ulteriormente su crescita e sviluppo, lavoro e pensioni, coesione e investimenti produttivi, negando al Paese, e in particolare alle sue aree più deboli, una prospettiva di rilancio economico e sociale". Inoltre, ricordano i sindacati, "per rispondere ad una impostazione di politica economica assolutamente sbagliata e che non recepisce le richieste della piattaforma unitaria, a fine gennaio saremo in piazza per una grande manifestazione".

Troppa pressione fiscale e rischio recessione: i punti deboli della manovra

Salvini: "Giudicheranno gli italiani"

«No», con la manovra la pressione fiscale non aumenterà. In ogni caso «fortunatamente lo valuteranno gli italiani, che sono molto precisi e concreti, giustamente quando arriva la busta paga o la pensione. Sono stufo di polemiche, la realtà supera qualsiasi tipo di informazione o disinformazione: starà agli italiani giudicare». Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini intervenendo a "Stasera Italia" su Retequattro. In merito ai pensionati scesi in piazza Salvini li ha invitati "a valutare la loro pensione. Se ci saranno più soldi avremo avuto ragione noi, altrimenti avranno avuto ragione i sindacati». E ha concluso: «Avranno più soldi nel 2019 rispetto al 2018».

Forza Italia lancia #manovracontro

Il gruppo di Forza Italia alla Camera lancia l'hashtag #manovracontro e si scaglia contro la legge di bilancio del governo giallo-verde che "aumenta le tasse, colpisce pensionati, imprese, famiglie, settore no profit, scuola e Sud". "È #manovracontro tutto e tutti. Contro il Parlamento, la Costituzione, le imprese, le famiglie, i pensionati, i lavoratori, il mondo del volontariato, la libertà di stampa. Aumenta le tasse, dimentica il Sud. È la manovra dello sbandamento e del ritorno al passato!", scrive su Twitter la capogruppo Mariastella Gelmini. Per il portavoce azzurro, Giorgio Mulè: "Non serviva la fiducia, era necessario invece discutere in Parlamento. L`unica cosa che sono riusciti a cambiare sono le tasse... che aumenteranno".

Scuola, perché i veri "beffati" dalla manovra sono i precari storici

Pd: "Fallimento"

"Il presidente Giuseppe Conte difende la manovra, ma è evidente che lo fa con il paraocchi. La legge di bilancio è un fallimento totale con tasse e rincari che, che ne dica il presidente del Consiglio, peseranno su cittadini e imprese. È la manovra degli incompetenti e dei cialtroni, altro che del popolo, con una serie di scontenti che già sono in piazza pronti a darsi fuoco. Senza contare che mai nella storia della Repubblica, un esecutivo ha così duramente calpestato l'articolo 72 della Costituzione. Il bavaglio al Parlamento che il Trio governativo ha messo è di una gravità inaudita. La democrazia è a rischio, ma il premier fa finta di nulla". Lo scrive in una nota il deputato del Partito Democratico Gianfranco Librandi.

M5s contro i sindacati

 "Dov'erano i sindacati quando i precedenti governi votavano leggi come la Fornero? Forse andavano a braccetto proprio con quegli stessi partiti che facevano scempio dei diritti dei lavoratori, mentre oggi insorgono per una misura - l'indicizzazione delle pensioni all'inflazione - che aumenta, tra le altre, tutte le pensioni fino a 1.522,26 euro lordi, che sono il 41% del totale, almeno all'aumentare dei prezzi". Lo dichiarano i parlamentari del MoVimento 5 Stelle in commissione bilancio alla Camera. "Nel frattempo - aggiungono- fanno finta di non vedere Quota 100 e l'aumento delle pensioni minime (comprese quelle di invalidità) per chi vive sotto la soglia di povertà. Questa malafede ha stancato gli italiani. Adesso avanti con una manovra che combatte le diseguaglianze e favorisce la crescita economica".

Perché la manovra non può più cambiare di una virgola

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