5 stelle cadenti: gli europarlamentari grillini Affronte e Aiuto passano ai Verdi

Dopo il fallito tentativo di aderire al gruppo dei liberaldemocratici dell'Alde e il ritorno con gli euroscettici di Farage, Marco Affronte e Daniela Aiuto hanno chiesto di entrare nella formazione ecologista, lasciando il gruppo euroscettico Efdd

BRUXELLES - Il Movimento 5 Stelle perde pezzi in Europa. Dopo il fallito tentativo di aderire al gruppo dei liberaldemocratici dell'Alde e il ritorno con gli euroscettici di Farage, sono già due gli europarlamentari che lasciano per aderire al gruppo dei Verdi. Già ufficilizzato il passaggio di Marco Affronte, della commissione Ambiente al Parlamento europeo, che si unisce al gruppo dei Verdi come membro indipendente, hanno affermato ufficialmente i co-presidenti dei Verdi/Ale, il belga Philippe Lamberts e la tesdesca Ska Keller, dando il benvenuto al nuovo membro.

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"Accogliamo calorosamente Marco Affronte come nuovo membro del nostro gruppo. Con lui, aggiungiamo anche una nazionalità all'interno del gruppo dei Verdi/Ale. La sua decisione - effermano Lamberts e Keller - mostra che il nostro gruppo e singoli membri del Movimento Cinque Stelle al Parlamento Europeo sono vicini in molte questioni. Siamo molto felici d'iniziare a lavorare con lui".

Dopo Affronte, anche un'altra eurodeputata M5s, Daniela Aiuto, ha chiesto di entrare nella formazione ecologista, lasciando il gruppo euroscettico Efdd. Lo hanno confermato diverse fonti degli stessi Verdi, che ora si riuniranno per votare se accettare l'ingresso nel loro gruppo della Aiuto, e di eventuali altri transfughi dalla delegazione del M5s, a cui propongono, secondo indiscrezioni, condizioni particolarmente favorevoli in termini di autonomia e di mantenimento del proprio staff.

++ Aggiornamento: Daniela Aiuto ha poi ritrattato: resta nel gruppo Efdd ++

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Commenti (2)

  • Non riesco a credere che in questa storia divenuta, ahimè, penosa per i 5 stelle ci sia ancora chi vuole dare ragione al movimento e non ai parlamentari (e dico ahimè perché speravo, come tanti, nei 5 stelle). Ci riempiamo tanto la bocca di democrazia e poi vogliamo accettare un partito in cui appena uno la pensa diversamente gli impongono una multa (tra l'altro al 99,99% illegittima), roba da dittatura, altro che democrazia. Camaleonte poi direi che è stato Grillo che prima fa un referendum decantando la necessità di lasciare Farage e poi, dopo essere stato scacciato dal gruppo Alde dove voleva entrare, per non perdere potere torna a capo chino da Farage offrendogli non la sua testa, attenzione, ma quella dei parlamentari 5 stelle, suoi collaboratori e che avevano lavorato per lui, il leader.

  • Non attendevano altro. I camaleonti si riconoscono sempre. Ma c'è un ma. I deputati del Parlamento europeo non contano nulla, a qualunque gruppo appartengano. Non hanno potere legislativo, comanda la BCE, mentre ciclicamente osserviamo la transumanza di questi vacanzieri da Strasburgo a Bruxelles. Denaro gettato alle ortiche per viaggi che non si possono definire neanche della speranza. Lasciare questo sistema finchè si è in tempo è cosa giusta e buona. Altrimenti una fine come quella greca è dietro l'angolo.

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