Chi è Marco Carrai, l'imprenditore del "Giglio magico"

Tra i Marco Carrai e Matteo Renzi l'idillio nasce ancora poco più che adolescenti

Matteo Renzi con Marco Carrai 20 aprile 2014 ANSA/MAURIZIO DEGL INNOCENTI

La figura di Marco Carrai diventa nota al grande pubblico nel 2016 quando scoppia la polemica quando palazzo Chigi fa il suo nome come consulente alla cybersicurezza presso la presidenza del consiglio. Il progetto per dotare il Paese di un struttura moderna e organizzata contro le minacce informatiche si era impantanato quando le opposizioni contestano un conflitto di interesse per la vicinanza di Carrai all'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, già suo testimone di nozze.

Ma tra i due l'idillio nasce ancora poco più che adolescenti.

Quando nel 1993, a sedici anni, fu ricoverato in ospedale per un’operazione banalissima, ne uscì soltanto sei anni dopo. Dal letto d’ospedale inizia a giocare in Borsa comprando azioni al telefono seguendo l’andamento delle quotazioni sul televideo. Poi apre un giornaletto parrocchiale, "Quelli che il Chianti" e nella sezione del partito popolare italiano a Firenza incontra Matteo Renzi. Era il Ppi della scissione da Rocco Buttiglione, che punta sul centrosinistra e sull’Ulivo di Romano Prodi e trova in Renzi un segretario provinciale che comincia a fare sul serio.

"Eravamo ancora bambini e ideammo un questionario da distribuire a tutti i nuclei famigliari di Firenze per avere un riscontro sull’operato di Leonardo Domenici, che era allora sindaco di Firenze" ricorda Salvatore Merlo su Il Foglio.

"Renzi divenne segretario provinciale del Ppi e io il suo assistente, poi Renzi divenne segretario provinciale della Margherita “e io il suo assistente”, poi divenne presidente della provincia di Firenze “e io caposegreteria e consigliere comunale”, poi sindaco “e per un breve periodo io suo consigliere".

Consigliere comunale Palazzo Vecchio con Matteo Renzi segretario della Margherita nel 2003, Marco Carrai divenne capo della segretaria politica di Renzi quando l'ex premier fu eletto presidente della Provincia, nel 2004. Poi con Renzi sindaco di Firenze nel 2009 Carrai ebbe l'incarico di mettere a posto i conti di Firenze Parcheggi, partecipata dal Comune, e poi della società dell’aeroporto. Carrai diventa così "consigliere dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze, amministratore delegato di Firenze Parcheggi, presidente di Aeroporto di Firenze Spa", ma anche "membro del Cda della Banca di Credito Cooperativo di Impruneta e della Banca di Credito Cooperativo del Chianti fiorentino".

Poi inizia la rottamazione dentro il Pd fino a Palazzo Chigi, dove però Carrai non è mai arrivato. Così a 34 anni comincia la sua seconda vita da uomo d’affarii.

Come ricostruisce Marco Damilano su L'Espresso, il fratello Stefano Carrai è in società con l’ex presidente della Fiat Paolo Fresco nella società Chiantishire. Fresco è tra i finanziatori della campagna per le primarie del 2012 di Renzi, con 25 mila euro, insieme al finanziere di Algebris Davide Serra.

Ed è Carrai che si impega a raccogliere i fondi a nome della fondazione Big Bang. Carrai entra nel consiglio di amministrazione della scuola Holden di Alessandro Baricco, immancabile oratore alla Leopolda, ed è vicino a Oscar Farinetti di Eataly, di cui cura lo sbarco a Firenze. 

Polemiche nel marzo 2014, quando la moglie Francesca fu nominata co-curatrice della mostra, patrocinata dal comune di Firenze, su Pollock e Michelangelo, allestita a Palazzo Vecchio. L'unica traccia di cybersecurity nel curriculum è infatti Cys4, un'azienda da lui co-fondata insieme all'ex Eni, Leonardo Bellodi. Nelle ultime (rare) interviste ha rivelato di lavorare ad un "algoritmo verità" contro le Fake News, un processo che tramite l'intelligenza artificiale possa capire se una notizia è falsa. 

Il 20 dicembre 2017 il suo nome entra nella cronaca della Commissione d'inchiesta sulle banche. L'ex amministratore delegato di Unicredit Federico Ghizzoni riferisce infatti di aver ricevuto il 13 gennaio una email da Marco Carrai in cui viene l'imprenditore sollecitava una risposta da parte del manager di Unicredit sulla procedura di acquisto di Banca Etruria. 

"Il 13 gennaio 2015 mi arrivò una mail da Marco Carrai che mi sollecitava una risposta su una eventuale acquisizione di Banca Etruria. Risposi che stavamo esaminando la situazione". 

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Foto Agenzia Dire

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