Mes, Zingaretti in pressing sugli alleati. Porta chiusa dal M5s: “È solo una bandierina”

L'appello del segretario Pd: "Bisogna avere coraggio, visione e concretezza". Ed elenca 10 motivi per dire di sì. Gelidi i dirigenti 5 Stelle: "La nostra posizione non cambia"

Foto di repertorio

Il Mes fa litigare Pd e M5s. A lanciare il sasso è stato il segretario del Pd Nicola Zingaretti che in un intervento ospitato dal 'Corriere della Sera' ha lanciato "un appello" agli alleati sottolineando la necessità di dire sì ai fondi messi a disposizione dall'Europa, per il settore sanitario.

"Oggi - ha detto Zingaretti - possiamo avere le risorse mai viste prima per fare quei grandi investimenti che ci permetteranno di migliorare la qualità dell'assistenza e della cura delle persone e, insieme, anche di dare un concreto impulso alla ripresa economica". Per il segretario del Pd, la spesa sanitaria e nella scienza è infatti "un investimento produttivo decisivo". "Bisogna avere coraggio, visione e concretezza, anche per far uscire la discussione sul Mes dall'attuale confronto ancorato al passato e concentrarlo invece sulle opportunità e le cose possibili da fare per il bene comune".

Zingaretti: "Il Mes è uno strumento diverso rispetto al passato"

l leader del Pd indica dieci "filoni" su cui ragionare. Parlando di puntare alla "ricerca biomedica e sviluppo delle apparecchiature", e a "rivoluzionare e digitalizzare il settore sanitario", alla"centralità a medicina territoriale e distretti", servizi "per anziani e malati cronici" fino agli "interventi per la messa in sicurezza e l'aumento dei posti letto, anche in terapia intensiva", e ancora "aumentare gli investimenti nel personale sanitario". "Queste sfide - sottolinea - saranno nei prossimi mesi e anni decisive non solo per produrre benessere, ma anche ricostruire fiducia nella capacità dello Stato di essere utile e vicino ai bisogni delle persone. Il Mes è stato criticato e combattuto da molti, ma ora è uno strumento finanziario totalmente diverso da quello del passato".

Patuanelli gela Zingaretti: "La nostra posizione non cambia"

Un appello, quello di Zingaretti, che finora non ha fatto granché breccia tra i 5 Stelle. "La posizione del Movimento non cambia". Con queste parole, il ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, esponente di spicco del Movimento 5 Stelle, ha risposto alla domanda di Affaritaliani.it se la posizione del M5S sul Mes sia cambiata, rispetto al no all'utilizzo dei fondi europei, dopo l'insistenza del Partito Democratico. Insomma, un secco no. 

In realtà il M5s aveva già ribadito la propria contrarietà a usare i fondi Ue per la sanità per bocca del viceministro allo Sviluppo, Stefano Buffagni: "Il Pd - ha spiegato Buffagni al 'Corsera' - dovrebbe prima spendere i soldi che i loro ministri hanno in portafoglio e che i loro presidenti di Regione hanno per la sanità e non stanno spendendo. Oltre i 16 miliardi che ci sono già per gli investimenti. Il Paese ha bisogno di spendere i soldi stanziati per far ripartire l'economia e non di fare campagna su uno strumento che è diventato una bandierina".

Bordo (Pd) all'attacco del M5s: "Miopi e ideologici"

A stretto giro è arrivata anche la controreplica dei Dem, affidata al vicecapogruppo del Pd alla Camera dei Deputati, Michele Bordo. "Patuanelli sostiene che la posizione del Movimento 5 Stelle sui fondi del Mes per la sanità non cambia e 'rimane la stessa di mesi fa'. Appunto, è esattamente questo il problema. In questi mesi è cambiato tutto, in Europa sono stati messi in campo strumenti mai visti prima e rimanere fermi significa solo essere miopi e irresponsabilmente ideologici".

La querelle rischia dunque di trasformarsi in una vera e propria bagarre anche se sono in pochi a scommettere che il "caso Mes" possa provocare una crisi di governo. In Parlamento il Pd può contare sul sostegno di Forza Italia, ma le forze politiche contrarie (M5s, Lega e Fratelli d'Italia) sono di gran lunga maggioritarie. Solo una scelta di campo del presidente del consiglio (qualora decidesse di andare in pressing sul M5s) potrebbe cambiare le carte in tavola, ma finora sul meccanismo di stabilità il premier ha detto tutto e il contrario di tutto. 

A dare manforte al Pd "I nemici del Mes continuano a dire no perché sarebbe un prestito condizionato. Ma che senso ha? Tutte le risorse europee sono sottoposte a condizioni, a partire dal Recovery Fund e del Sure. E allora che facciamo? Dovremmo per coerenza rinunciare a tutti gli aiuti Ue nel momento in cui ne abbiamo invece un bisogno urgente ed estremo in nome di un'inesistente autosufficienza? Spero che prevalgano presto il principio di realtà e l'interesse nazionale".

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Lo dichiara in una nota la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini.

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