Al voto sul Mes: che cosa è successo oggi in Parlamento

Reciproche contestazioni tra Fdi e M5S (con 7 dissidenti) dopo la bocciatura di una mozione che impegnava il governo a non attivare il Mes. Ma sull'uso del prestito del fondo salva Stati si spaccano centrodestra e maggioranza. Facciamo un po' di chiarezza

L' onorevole Giorgia Meloni alla Camera FOTO ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Con 119 favorevoli e 216 contrari la Camera ha bocciato l'ordine del giorno presentato dalla presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni che avrebbe impegnato il governo di "non utilizzare in alcun caso il Mes per far fronte all'insieme delle misure volte a contrastare l'attuale emergenza" sul coronavirus.

Dopo il voto ci sono state reciproche contestazioni tra M5S e Fdi anche in virtù del voto in dissenso al proprio partito da parte di 7 i deputati pentastellati che hanno votato a favore dell'odg Meloni (Cabras, Lombardo, Maniero, Nesci, Raduzzi, Vallascas, Vianello. Astenuta Corneli).

Ora che è stato bocciato l'ordine del giorno proposto da Giorgia Meloni che chiedeva la non attivazione del Fondo-strozza stati, i grillini hanno gettato la maschera rivelando il loro vero nome: non più M5s, ma Mes in omaggio all'europeismo in salsa Pd di cui ormai sono gli schiavi più docili. Fdi aveva dimostrato la massima disponibilità, con l'offerta da parte del presidente Meloni di ritirare la propria firma dall'odg, disposta a farlo firmare da qualsiasi deputato M5S, ma evidentemente si ricordano di difendere gli italiani solo in campagna elettorale".

Secondo Tommaso Foti, vicecapogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia, i pentastellati avrebbero ammorbidito il loto antieruopeismo per mantenere l'accordo col Pd. Il Movimento 5 stelle ha chiarito che la votazione di oggi era strumentale a dividere la maggioranza anche perché l'attivazione di una linea di credito del Meccanismo europeo di stabilità deve ricevere il via libera del Parlamento - come tra l'altro Conte si è già impegnato di fare.

Tuttavia il fondo salva stati, tornato attuale dopo l'approvazione del pacchetto di aiuti europei avvenuta durante il consiglio europeo di ieri, divide non solo la maggioranza (Italia Viva favorevole, Pd non contrario, M5s contrario) ma anche il centrodestra con Forza Italia che si smarca dalle posizioni oltranziste di Lega e Fratelli d'Italia. 

Se infatti i capigruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, e alla Camera, Riccardo Molinari, avanzano una mozione di sfiducia per il ministro dell'economia Roberto Gualtieri, il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi invita gli alleati a non bocciare a priori i prestiti finanziati grazie al Mes "senza condizioni, senza troike, senza cessioni di sovranità purché destinato alla spesa sanitaria in senso lato".

Coronavirus, gli aiuti europei

Ma che cosa è stato deciso ieri? Il Recovery fund annunciato dal premier Conte è a tutti gli effetti solo una lettera di intenti: il fondo sostenuto da obbligazioni comunitarie è stato infatti approvato solo in linea di principio, ancora da definire sia nella quantità che negli importi, che nei modi di erogazione (prestiti piuttosto che sovvenzioni a fondo perduto come chiesto dall'Italia). I tempi sono lunghi: alla commissione Ue l'incarico di redigere una proposta che dovrà poi essere discussa dall'Eurogruppo, poi dal Consiglio Europeo e poi ratificato dai parlamenti nazionali poiché implicherebbe un rafforzamento dei finanziamenti che i singoli stati destinano all'Europa. 

L'emissione degli aiuti pertanto è ragionevole pensare che non potrà avvenire prima del 2021. 

Quello che sarà disponibile dal primo giugno è invece un insieme di strumenti che partono dai finanziamenti della Banca europea di investimenti, soprattutto per la realizzazione di infrastrutture; il fondo Sure per finanziare la cassa integrazione; infine i prestiti del Meccanismo europeo di stabilità da destinare alla spesa sanitaria. Restano ancora da scrivere le clausole.

"I Paesi avranno di fronte un documento che valuteranno se è conveniente o no - spiega Nicola Giammarioli, segretario generale del Mes - non ci saranno sorprese".

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La linea di credito del Mes è disponibile inizialmente per un anno e può essere rinnovata fino a due anni, poi il debito andrà ripagato: il tempo di rateizzazione è in questi giorni sotto negoziato ma ad ogni modo i tassi saranno molto più bassi di quelli di mercato cui ogni singolo stato sovrano potrebbe avere accesso.

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