Migranti, se 5 naufraghi diventano un caso politico la svolta è molto lontana

Sul tema migranti la discontinuità promessa dal nuovo governo resta, per l'appunto, solo una promessa. L'Italia dice no alla nave Alan Kurdi che da giorni si trova in acque internazionali con 5 giovani migranti a bordo. Solo il ministro Lamorgese può dare subito un segnale

Ansa (archivio)

La discontinuità promessa dal nuovo governo in tema di immigrazione e salvataggi in mare resta, per l'appunto, solo una promessa. L'Italia dice no alla nave Alan Kurdi che a giorni si trova in acque internazionali con 5 giovani migranti a bordo, dopo le evacuazioni mediche dei giorni scorsi.

Il Centro di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia Costiera italiana, nella tarda serata di ieri, come spiega la ong Sea Eye, ha comunicato alla nave Alan Kurdi, ha negato il permesso di entrare, transitare e fermarsi in acque territoriali italiane. Il capo missione della nave nei giorni scorsi aveva chiesto aiuto ai centri di coordinamento per il soccorso marittimo di Italia, Francia, Spagna e Portogallo per i cinque migranti, dei 13 salvati, ancora a bordo. La ong ha mostrato su Twitter la comunicazione delle autorità italiane in cui si cita il decreto sicurezza.

Migranti, Gozi: "Rivedere il Regolamento di Dublino"

Anche a livello europeo si auspicano novità sull'argomento. "Certamente ci sono tutte le premesse per avviare un nuovo ciclo politico, su questo è chiaro l'impegno della nuova presidente Ursula von der Leyen. Ci sarà un nuovo diritto d'asilo europeo, abbiamo proposto di creare in nuovo ufficio per l'asilo europeo con forti competenze e dovremo soprattutto rivedere le regole del Regolamento di Dublino". Lo ha detto in un'intervista al "Mattino" Sandro Gozi, ex sottosegretario agli Affari europei nei governi Renzi e Gentiloni, attuale consigliere per gli Affari europei del primo ministro Eduarde Philippe in Francia.

"Per farlo serve che la solidarietà tra i Paesi diventi automatica, quindi - aggiunge Gozi - se un migrante sbarca in Italia, Grecia o Spagna scatti immediatamente un piano di distribuzione prestabilito per non gravare solo sui singoli Paesi. E occorre maggiore efficacia anche sui rimpatri. Sono tutti problemi europei e le conseguenze le pagano tutti".

Se 5 migranti sono un problema politico...

"Quanto ancora Malta e le sue autorità devono andare avanti? Basta. Fate scendere i 5 (cinque!) naufraghi rimasti a bordo della Alan Kurdi. Fateli scendere. Vergogna". Così l'ong Mediterranea su Twitter.

Provoca quasi un certo imbarazzo sottolineare che persino solo 5 naufraghi a bordo della Alan Kurdi rappresentano oggi un problema politico per l'Europa. Se queste sono le premesse, immaginare una vera svolta, con la necessaria revisione di Dublino e un rafforzamento dei canali regolari di immigrazione, unico vero modo per stroncare il business dei trafficanti, a oggi è fantascienza.

Un segnale non può che arrivare dal Viminale: dopo la fiducia oggi in Senato, che segnerà il definitivo via libera al nuovo esecutivo, Luciana Lamorgese, il ministro dell'Interno del governo M5s-Pd, ha l'opportunità di sbloccare lo stallo della Alan Kurdi e di dare quindi concretezza a quella che fino a ora è parsa una piena continuità rispetto alla politica salviniana dei "porti chiusi" e della guerra a oltranza contro le navi umanitarie. 

Migranti, nuovi salvataggi al largo della Libia

Nel frattempo, ieri sera, la Ocean Viking ha soccorso al largo della Libia decine di persone. Ha preso a bordo - dopo che 50 persone erano state salvate domenica - altri 34 migranti che erano stati soccorsi da un veliero tedesco di 14 metri, lo Josefa, nei pressi di una piattaforma petrolifera a 65 miglia dalle coste libiche. I migranti erano su un gommone alla deriva. Questa notte la barca a vela ha dichiarato lo stato di emergenza e la Ocean Viking si è offerta di trasbordare le persone: sono 27 uomini, 6 donne di cui una incinta e un bimbo di un anno.

Uno dei medici di bordo sulle condizioni di salute dei migranti ha specificato: "Diversi soffrono di mal di mare, due casi di ipotermia ed evidenti segni fisici di violenze subite da queste persone nel loro periodo di detenzione in Libia".

Migranti, prima prova per il nuovo governo Conte (che deve smentire se stesso) 

Aggiornamento ore 18.03 - Dopo il no dell'Italia, gli ultimi cinque migranti che si trovano a bordo della Alan Kurdi , la nave della Ong tedesca Sea-Eye che da giorni si trova in acque internazionali, verranno fatti sbarcare a Malta e di qui trasferiti in altri paesi dell'Unione Europea. A renderlo noto è stato il governo maltese: "Due paesi Ue prenderanno i migranti che si trovano a bordo. Dopo colloqui con la Commissione Europea, Malta ha deciso di partecipare ad una soluzione europea che sbloccasse l'impasse offrendo la possibilità dello sbarco". I migranti raggiungeranno la costa a bordo di una nave della marina maltese. Malta ha reso noto di aver dato il proprio assenso dopo che la Sea-Eye ha acconsentito a lasciar cadere l'azione legale contro il governo de La Valletta intentato presso una corte maltese.

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