Migranti, affondo Pd: "Cancellare i decreti Salvini, serve una nuova legge"

Il M5s non ha mai aperto all'ipotesi di modificare concretamente i decreti Salvini sull'immigrazione. Delrio: "E' arrivato il momento". Lamorgese: "Ampliare la categoria di chi può usufruire dei permessi umanitari". Il tema sarà al centro della verifica di governo

Foto repertorio Ansa

L'intesa nel governo non c'è, il Movimento 5 stelle non ha mai aperto all'ipotesi di modificare realmente e concretamente i decreti Salvini sull'immigrazione. Ma il Partito Democratico sembra voler porre l'argomento al centro della verifica in programma dopo le elezioni regionali del 26 gennaio 2020. "Dopo la legge di bilancio è arrivato il momento di intervenire sui decreti Salvini. Partendo dalle cose che sicuramente condividiamo e che abbiamo già scritto: accogliere i rilievi fatti dal presidente della Repubblica e scrivere una nuova legge sull'immigrazione che superi l'emergenza e affronti il problema dal punto di vista strutturale. Con decreti flussi, persone che arrivano con nome e cognome, viaggi regolati dalle ambasciate e non affidati a scafisti senza scrupoli". Lo dice il capogruppo del Pd alla Camera, Graziano Delrio, in un'intervista a Repubblica.

Immigrazione, Delrio (Pd): "Ripristinare il sistema degli Sprar"

"Per noi la parte immigrazione di quei decreti è totalmente sbagliata, il giudizio politico del Pd su questo è netto e chiaro. Sulla necessità di ripristinare il sistema degli Sprar c'è grande condivisione anche nel gruppo parlamentare M5S. Dovremo fare anche quello", spiega Delrio chiarendo che "non credo nessuno si voglia accontentare. Il dovere di chi governa è valutare gli effetti delle cose che sono state fatte: l'aumento della clandestinità, l'assenza di percorsi legali, sono storture da correggere".

"Nella verifica di maggioranza che andiamo a fare tra due settimane - dice Delrio -. In quella sede porremo diverse questioni con chiarezza: il lavoro con la parità salariale uomo-donna, l'equo compenso per i giovani professionisti, l'assegno unico per i figli. Prima del nostro ingresso nel governo l'Italia aveva un posizionamento internazionale discutibile. Grazie alla discesa dello spread abbiamo guadagnato miliardi impiegati per abbattere le tasse sul lavoro dipendente. Quando siamo arrivati si parlava di condoni, adesso si parla di lotta all'evasione. Quando c'era la Lega il discorso pubblico era occupato da un`inesistente 'invasione', adesso siamo concentrati a creare posti di lavoro sostenibili. E lotteremo per una giustizia giusta, interverremo per equilibrare la riforma della prescrizione in modo che nessuno debba subire processi infiniti".

Migranti, Lamorgese: "Ampliare persone che rientrano nei permessi umanitari"

Ampliare la categoria delle persone che possono usufruire dei permessi umanitari. Lo ha detto il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese spiegando che sarà uno degli interventi di modifica ai decreti sicurezza. Lamorgese ha parlato a 'Otto e mezzo' La7. "L'Italia era l'unico paese al 28% di permessi umanitari, a fronte degli altri paesi che erano al 3-4%. Non va bene che si siano ridotti e bisogna prevedere ulteriori categorie".

"Un paese instabile come è la Libia in questo momento può avere grosse ripercussioni" sui flussi migratori. E quindi "la preoccupazione esiste" ha aggiunto Lamorgese  a Otto e Mezzo su La7. Secondo il ministro il numero dei migranti pronti a partire dalla Libia sarebbe, anche se al momento indeterminato, in ogni caso "consistente. E noi dobbiamo essere pronti ad operare a livello europeo affinché vi sia una soluzione politica. In questo senso la conferenza di Berlino potrà fare tanto".

Sarà un confronto difficile quello all'interno dell'esecutivo; il M5s è pronto a discuterne: "Apprezzo le parole del ministro Lamorgese sulle modifiche dei decreti sicurezza - Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera e deputato del MoVimento 5 Stelle. - Sono parole concrete e postideologiche, come piace a noi del MoVimento. In commissione Affari Costituzionali alla Camera da mesi portiamo avanti un`indagine conoscitiva per valutare l'impatto dei decreti ed è emersa l'esigenza di rafforzare i livelli di protezione per le categorie più vulnerabili. Questo decreto non deve essere una mera operazione di revisione del passato, ma l`occasione per costruire percorsi di integrazione mantenendo la barra dritta su lotta agli abusi, alle speculazioni e all'illegalità".

La leadership del M5s è sempre stata molto più cauta: Di Maio aveva supportato "in toto" Salvini sui decreti sicurezza.

Lega: "Inaccettabile modificare i decreti sicurezza"

"Dopo gli ultimi naufragi nel Mediterraneo, le intenzioni del governo di modificare i decreti sicurezza nelle parti relative al contrasto dell'immigrazione clandestina ed al traffico di esseri umani, appaiono ancora più inaccettabili ed anacronistiche". Così il senatore della Lega Toni Iwoby, vicepresidente della commissione Esteri a Palazzo Madama e responsabile Immigrazione del partito. "Far finta -aggiunge- che la situazione sia sotto controllo, come fa il ministro Lamorgese, che non ci sia una recrudescenza degli sbarchi, che i trafficanti di morte non riprendano piede al solo sentir parlare di modifiche ed ammorbidimenti, significa negare l'evidenza e mentire ai cittadini italiani, raccontando loro una realtà artificiosa e palesemente falsa".

Migranti, che cosa è successo con i decreti sicurezza

Con il decreto sicurezza c'è stato un aumento consistente del numero di irregolari, collegato all’abolizione della protezione umanitaria e il taglio dei costi per la gestione dei centri di accoglienza ha creato difficoltà nell’assegnare i nuovi bandi, favorendo il ritorno alla prassi della concentrazione dei richiedenti asilo "abbandonati" nei grandi centri, ma senza nemmeno più i servizi per l’integrazione nelle comunità locali. L'obiettivo era meno arrivi e meno diritti per chi arriva. Il crollo degli sbarchi era però iniziato durante l'era Minniti al Viminale e da allora il numero di arrivi non ha mai più raggiunto numeri da emergenza.

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