Minniti difende il corridoio umanitario con la Libia: "Guardia alta senza militarizzare l'Italia"

"Se avessimo aspettato che l'Europa trovasse una soluzione per l'immigrazione avrebbero prevalso i populisti". Lo dice il ministro degli interni che rivendica l'impegno italiano contro il terrorismo e l'iniziativa militare in Niger

"Coloro che scappano dalla guerra non arriveranno con i gommoni degli scafisti, ma con gli aerei degli Stati democratici in cooperazione con le organizzazioni umanitarie. Aver aperto per la prima volta un corridoio umanitario tra la Libia e l'Italia costituisce un gigantesco passo in avanti". Così il ministro dell'Interno Marco Minniti al Corriere della Sera.

"Se avessimo aspettato l'Europa, come chiedeva qualcuno, non avremmo avuto alcun risultato concreto e avremmo ceduto ai populisti. Vorrei ricordare il clima di quest`estate: l`Austria minacciava di schierare i carri armati e bloccare la frontiera del Brennero con danni gravissimi per la nostra economia".

In merito alla diminuzione degli sbarchi, "non sono soddisfatto, fino a che ci sarà anche una sola vittima noi continueremo a lavorare, però rivendico che nessuno prima di noi era riuscito a raggiungere un simile risultato", afferma il titolare del Viminale.

"E quando dico noi penso al nostro Paese. È una vittoria dell`Italia che ormai tutti ci riconoscono. Siamo riusciti a governare i flussi perché siamo stati i primi a credere che un accordo con la Libia rappresentasse una svolta. E abbiamo avuto ragione. Quando abbiamo firmato l`accordo con Sarraj ci hanno accusato di essere scesi a patti con un signor nessuno".

Lotta al terrorismo: 105 espulsioni nel 2017

Nel 2017 sono stati espulse dall'Italia per motivi di sicurezza 105 persone, tra cui cinque imam, con un aumento del 62% rispetto al 2016 quando le espulsioni erano state 66. Lo ha reso noto il ministero dell'Interno. In aumento anche il numero di estremisti arrestati per motivi religiosi (36 contro 33) e dei foreign fighters monitorati (129 rispetto a 116 dell'anno precedente, +11%). Dei combattenti jihadisti monitorati, 42 sono deceduti e 24 sono rientrati in Europa.

Minniti rivendica l'impengo nella lotta al terrorismo: "Noi teniamo la guardia alta e lavoriamo per un controllo straordinario del territorio senza militarizzazione, garantendo la vivibilità dei luoghi".

"L`Italia non può permettersi di abdicare alla sua caratteristica di valorizzazione del proprio patrimonio. Quest`anno abbiamo avuto un boom di presenze e contiamo nel 2018 di avere risultati ancora migliori. Non sottovalutiamo alcun rischio". 

Per Minniti inoltre è prioritaria missione militare italiana in Niger. "Ci sono decisioni che devono essere prese tempestivamente e l'invio dei militari in quell'area è prioritario". Il ministro dell'Interno sostiene l'esigenza della nuova missione militare italiana nel cuore dell'Africa, in Niger, per fronteggiare il terrorismo internazionale e la tratta di esseri umani. 

"Pur a Camere sciolte ci sarà un percorso condiviso con il Parlamento. Per noi è strategico contribuire al controllo di quelle frontiere. E poi c'e' un'emergenza legata alla sicurezza. Quell'area puo' diventare il luogo dove ricostruire una base fondamentalista, un passaggio cruciale per i terroristi diretti in Europa"

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