Nave Gregoretti, la linea del M5s: "Enorme differenza con il caso Diciotti"

La Giunta delle elezioni e delle immunità di Palazzo Madama dovrà esprimersi il 20 gennaio sulla vicenda che vede coinvolto l'ex titolare del Viminale. I 5 Stelle pronti a votare per l'autorizzazione a procedere

Luigi Di Maio insieme a Matteo Salvini

Tiene banco il caso della nave Gregoretti che vede coinvolto l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini, nei confronti del quale il Tribunale dei ministri di Catania ha richiesto l'autorizzazione a procedere per sequestro di persona. La Giunta delle elezioni e delle immunità di Palazzo Madama dovrà esprimersi il 20 gennaio.

Dal palco del congresso della Lega a Milano, l'ex titolare del Viminale ha parlato di "attacco alla sovranità nazionale": "Non vedo l'ora di portare milioni di italiani in Tribunale. Propongo al congresso di autodenunciarci in massa se dovessero procedere", la sfida del segretario leghista.

La posizione dei 5 Stelle è chiara: "La vicenda Diciotti fu una questione del governo, la vicenda Gregoretti è stata propaganda del ministro Salvini che a un certo punto ha cominciato ad annunciare il blocco delle nostre forze militari e di sicurezza", ha affermato il leader del M5S Luigi Di Maio.

In un dossier inoltrato dalla comunicazione 5 Stelle ai parlamentari grillini viene ribadita la "differenza enorme" tra le due vicende, come spiega AdnKronos. 

Nel caso della Gregoretti "l'interesse pubblico non c'era", la decisione presa dall'allora ministro dell'Interno "fu unilaterale" e "non c'è mai stato un Consiglio dei ministri sul tema, come ribadito ufficialmente da Palazzo Chigi". La decisione sulla Gregoretti, si legge ancora nel dossier, "fu un'azione personale del singolo ministro, un atto di propaganda di Matteo Salvini, avvenuto dopo aver già ottenuto un meccanismo di redistribuzione rodato, dove i migranti vanivano regolarmente redistribuiti in altri Paesi Ue e dopo che erano già stati approvati i due decreti sicurezza".

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Renzi: "Prima di decidere leggeremo le carte"

Sul tema oggi è intervenuto anche il leader e senatore di Italia Viva, Matteo Renzi. "L'autorizzazione a procedere non ha niente a che vedere con il garantismo. Il nostro giudizio politico e umano nei confronti di Salvini è netto: ha sbagliato lui e con lui ha sbagliato tutto il suo governo che lo ha vergognosamente sostenuto e coperto", afferma in un'intervista al 'Sole24Ore' l'ex premier, aggiungendo: "Processualmente abbiamo già votato in passato a favore dell'autorizzazione e non credo che la vicenda sia molto diversa. Tuttavia correttezza vuole che prima si leggano le carte, poi si comunichi la decisione".

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