Governo, la carica delle 400 nomine: sarà una primavera bollente

Massimo rigore, competenza, merito e niente politica: saranno questi i criteri per la scelta dei vertici delle grandi aziende pubbliche secondo quanto assicurato da Gualtieri. La posta in gioco è alta: Eni, Enel, Leonardo e Poste. Appello di 40 deputate per la parità di genere

Gualtieri e Conte, foto Ansa

Si avvicina il momento delle scelte, e non si tratta di scelte di poco conto. Massimo rigore, competenza, merito e niente politica: saranno questi i criteri per la scelta dei vertici delle grandi aziende pubbliche. Parola del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. Dopo aver posto i primi tasselli con i nuovi direttori delle Agenzie fiscali, la stagione delle nomine si avvicina a grandi passi ed è il titolare dell'Economia a indicare le regole del gioco. "Non metteremo politici ai vertici di grandi aziende", ha assicurato venerdì mentre, intanto, quaranta deputate di diversi gruppi parlamentari lanciavano l'appello al premier, Giuseppe Conte, di non dimenticare le donne in questa tornata. I criteri "saranno ispirati al massimo rigore e alla valorizzazione del merito, della competenza e della professionalità”, ha insistito ieri Gualtieri.

Nelle ultime ore il dossier sta diventando sempre più caldo e il valzer delle poltrone, che si calcola siano complessivamente circa 400, tra ipotesi di riconferme e rinnovi, stia entrando sempre più nel vivo. La posta in gioco è alta: nel pacchetto delle nomine ci sono, innanzitutto, i colossi di Stato, come Eni, Enel, Leonardo, Poste, e non solo, i cui consigli di amministrazione scadono con l'approvazione dei bilanci 2019.

Le ultime nomine vennero fatte tre anni fa dal governo Gentiloni, da poco insediato come le dimissioni di Matteo Renzi. Con una maggioranza formata da quattro partiti, sarà una primavera calda perché trovare un'intesa su tutte le nomine non è una passeggiata.

Eni, Enel e Poste: il valzer delle poltrone

In scadenza c'è l'ad di Eni Claudio Descalzi, che sta per concludere il secondo mandato al timone dove era arrivato nel 2014, e poi rinnovato nel 2017, dopo una lunga carriera interna al gruppo. Alla fine del secondo mandato è anche Francesco Starace, ad di Enel. Scade anche il mandato di Alessandro Profumo. L'ex banchiere era arrivato a Leonardo nel 2017 al posto di Mauro Moretti. A fine del primo mandato, l'ad di Poste Matteo Del Fante, arrivato da Terna nel 2017. Al suo posto alla guida della società della rete elettrica era arrivato Luigi Ferraris, che prima ricopriva l'incarico di cfo di Poste. In scadenza anche i vertici di Enav, guidata dall'ad Roberta Neri e dal presidente Nicola Maione.

Nomine governo: le date decisive

Dando una sguardo all'agenda, ci sono già delle date cerchiate di rosso: sono quelle fissate dai calendari finanziari delle società interessate dai rinnovi. Il 5 marzo prossimo si riunirà il consiglio di amministrazione di Poste Italiane per l'approvazione del bilancio del gruppo mentre l'assemblea degli azionisti, chiamata a nominare i nuovi vertici, è programmata in unica convocazione per il 16 aprile prossimo. Il 27 aprile è convocata, anche questa in unica convocazione, l'assemblea di Terna (il 19 febbraio il cda esaminerà i dati preliminari consolidati 2019 mentre il 10 marzo viene presentato il bilancio).

A maggio si comincia con l'Enav. L'appuntamento è per il 5 maggio, giorno di convocazione dell'assemblea. La società di assistenza al volo approverà i conti il 12 marzo prossimo. Poi il 13 maggio toccherà all'Eni, il cui cda approverà i conti il 27 febbraio prossimo mentre il 28 febbraio è in programma la strategy presentation. Leonardo riunirà il 12 marzo il consiglio di amministrazione per il via libera al bilancio 2019. Come viene indicato nel calendario finanziario, l'assemblea degli azionisti si svolgerà tra il 6 e il 20 maggio. Per l'Enel, il calendario societario non indica ancora la data o, comunque, la 'finestra' di convocazione dell'assemblea. Il prossimo appuntamento è per il 19 marzo per la relazione finanziaria annuale relativa all’esercizio 2019. Nelle scadenze c'è anche Mps: l'assemblea dell'istituto è convocata per il 6 aprile in unica convocazione.

E' vero, si è sbloccata la partita con le agenzie fiscali, che ha visto il ritorno di Ernesto Maria Ruffini alle Entrate, di Marcello Minenna alle Dogane e Antonio Agostini al Demanio, ma ci sono ancora altre 'pendenze' degli ultimi mesi, come le nomine ai vertici delle authority: quella delle Autorità delle Comunicazioni e della Privacy, scaduti nel luglio scorso e prorogati. Nessuna sostituzione ancora alla guida dell'Anac dopo l'uscita di Raffaele Cantone. Partita che sembra destinata a slittare al gran 'ballo' di primavera.

Nomine, il governo "non dimentichi le donne"

Quarante deputate di diversi gruppi parlamentari hanno scritto una lettera aperta nei giorni scorsi al premier sulla parità di genere: "Preoccupate per la condizione femminile nel nostro Paese, alla vigilia dei nuovi incarichi ai vertici di Authority e partecipate auspichiamo la massima attenzione contro ogni forma di discriminazione".

"Decine e decine di nomine di Stato, per le quali vanno individuati profili idonei a dare una spinta innovativa ad aziende e strutture che hanno una funzione strategica nell'economia italiana. Ci auguriamo, signor presidente, che il governo in questo frangente voglia porre massima attenzione alla parità di genere - criterio troppo spesso trascurato - nell'individuazione dei nuovi incarichi" si legge.

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"Quello che riguarda le donne riguarda lo sviluppo del Paese, l'economia, la demografia, la politica e in generale la vita sociale delle nostre comunità. Per questo siamo a chiedere a lei, signor presidente, un incontro per confrontarci su un'azione integrata del governo che - partendo dal lavoro della ministra Bonetti - dia nuovo slancio alla lotta contro ogni forma di discriminazione di genere".

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