Nomine Ue, M5s scippa ai sovranisti anche l'ultima carica di vertice

Tanto rumore per nulla: benché i partiti sovranisti siano usciti vincitori dalle elezioni in alcuni importanti stati europei, restano senza cariche negli organi di governo comunitari. Tiene il "cordone sanitario" messo in piedi da popolari, socialisti e liberali

Il vice premier e ministro dell'Interno Matteo Salvini arriva a Palazzo Chigi per partecipare al vertice sulle autonomie, Roma 3 luglio 2019. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Con 248 voti l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Fabio Massimo Castaldo è stato rieletto vicepresidente del Parlamento europeo. E per la prima volta la carica va a un deputato che non appartiene a nessuna casa politica europea. Infatti i 5 stelle a Bruxelles sono rimasti senza alleati e i 14 eurodeputati eletti sono finiti nel calderone del gruppo dei non iscritti come gli ex alleati del Brexit Party di Nigel Farage. "I gruppi esistenti si sono dimostrati restii e sordi al cambiamento - spiegano dal Movimento - La fragile maggioranza che mette insieme tutti e il contrario di tutti, da Orban a Macron, dal socialista Sanchez ai liberali svedesi, ha in comune solo la voglia matta di poltrone".

E proprio di poltrone si è parlato questi giorni: con la nomina di David Sassoli a presidente del Parlamento Europeo sono inziati i movimenti di compromesso tra gli alleati di una composita maggioranza che dovrà eleggere la Commissione di Ursula von der Leyen.

A bocca asciutta i cosiddetti sovranisti che, se in Italia come in Francia hanno fatto incetta di voti, a Bruxelles come a Strasburgo dovranno accontentarsi di ruoli di secondo o terzo piano. Ha tenuto il cosiddetto "cordone sanitario" che era stato annunciato dalla nuova alleanza tra Popolari, Socialisti e liberali per estromettere dagli incarichi apicali gli esponenti mandati da Salvini e Le Pen a "cambiare l'Europa". 

L'esempio arriva dalla bocciatura della candidata vicepresidente Mara Bizzotto: l'esponente leghista è infatti stata battuta da Castaldo. "Estromettere dai vertici del Parlamento, con i soliti escamotage antidemocratici, chi rappresenta il primo partito in Italia e in Europa per il solo assurdo motivo che siamo leghisti e alleati di Marine Le Pen (primo partito in Francia) - ha detto Bizzotto, che ha ottenuto 17 voti - è un vero e proprio scandalo, che dimostra l'assoluto disprezzo delle nomenclature europee verso il voto del popolo".

Sovranisti senza cariche in Europa

Identità e democrazia (il gruppo della Lega), e i conservatori dell'Ecr (il gruppo di Fratelli d'Italia) possono contare insieme su 135 eurodeputati. Troppo pochi per poter eleggere almeno uno dei 14 vicepresidenti: servivano voti trasversali, che non sono arrivati.

La Lega, che nonostante il successo nazionale, si trova all'opposizione in Europa e pur potendo ambire a due presidenti di commissione, i gruppi di maggioranza (popolari, socialisti, liberali e verdi) sembrano intenzionati a non concedere spazi ai sovranisti.

Europa, nuovo schiaffo a Salvini 

Negli ambienti del Carroccio c'è chi guarda con sospetto alle mosse dei 5 stelle in Europa. Tra i leghisti, c'è chi teme che dietro le intese trasversali di Castaldo ci sia il tentativo del Movimento di smarcarsi dal patto di governo e trovare convergenze con i socialisti, ossia il Pd, e le altre forze di maggioranza al Parlamento. Non a caso, mentre la Lega ha votato contro Sassoli, i 5 stelle hanno deciso di lasciare libertà di scelta ai loro deputati. "Forse i 5 stelle si stanno preparando alla fine del governo con Salvini e cercano casa in uno dei gruppi fuori dal cordone sanitario", dice una fonte a Strasburgo. 

Nomine Ue, Conte: "Abbiamo ottenuto il massimo"

Intanto vanno avanti le trattative per gli incarichi in Commissione Europea. "Bisogna essere realisti - spiega al Corriere della sera il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte - Non siamo partiti avvantaggiati, perché non avevamo la sponda delle tradizionali famiglie politiche, ma mi sento di dire che l'Italia ha giocato al meglio le carte a disposizione, ottenendo il massimo risultato. E abbiamo evitato soluzioni alla Bce che nell'interesse dell'Italia potevano rivelarsi meno vantaggiose​".

L'auspicio è quello di otterremo un portafoglio economico di peso, abbinato alla vicepresidenza della Commissione.

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Von der Leyen, martedì il voto per la Commissione Europea

Il voto del Parlamento Europeo per l'elezione di Ursula von der Leyen, candidata dai capi dei 28 Stati membri alla presidenza della Commissione Europea, è fissato per martedì 16 luglio. I trattati Ue prevedono che, dopo la candidatura decisa dal Consiglio Europeo, il Parlamento elegga il nuovo presidente della Commissione a maggioranza assoluta (la metà dei deputati più uno). Se il candidato non ottiene la maggioranza necessaria, gli Stati membri hanno un mese di tempo per proporne un altro.

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