"Bullismo, non c'è più tempo da perdere". Appello alla politica: nuova legge in fretta

Dopo il tentato suicidio di una ragazzina di 12 anni a Pordenone l'emergenza bullismo torna d'attualità. Per l'Osservatorio nazionale "non c'è più tempo da perdere". Il Presidente del Senato Grasso: "Ceare una rete di protezione verso i giovani più fragili". Entro pochi mesi la nuova legge contro il bullismo

Dopo il tentato suicidio di Pordenone, che oggi trova spazio su tutte le prime pagine dei quotidiani, l'emergenza bullismo torna d'attualità. Per l'Osservatorio nazionale sul bullismo "non c'è più tempo da perdere". "Il disegno di legge per il contrasto del cyberbullismo, ora all'esame delle commissioni competenti alla Camera, deve essere approvato il prima possibile", ha dichiarato la portavoce dell'Osservatorio Paola Ferrari che ha lanciato "un appello a tutti i partiti affinchè l'impegno in Parlamento sia massimo e ispirato a una logica unitaria".

"Quando si ha a che fare con atteggiamenti e comportamenti riprovevoli, come quelli messi in atto dai bulli, non possiamo conoscere casacche politiche", ha aggiunto Ferrari ricordando che "le risposte che possono essere messe in campo spaziano dalla prevenzione alla repressione, ma devono avere come comune denominatore la volontà di lavorare in modo celere perchè le emergenze hanno bisogno di risposte immediate".

LEGGE RIGOROSA - La legge contro il bullismo "approderà in aula nel mese di marzo". E` quanto dichiara Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera. "In commissione - spiega - stiamo completando le audizioni sul ddl già approvato dal Senato e sulle numerose proposte presentate da diversi deputati, contiamo di metterci al lavoro al più presto per definire un testo rigoroso e fermo nel contrastare un fenomeno purtroppo in crescita e che troppo spesso coinvolge, come vittime e autori di reato, minori, anche di età inferiore ai 14 anni". 

A giudizio di Ferranti, "centrale deve restare l'approccio di tipo educativo, amministrativo, scolastico e familiare specie se si parla di minori non imputabili, e però decisamente più stringente ed efficace deve essere la risposta, anche penale, nel caso di atti di bullismo mediante strumenti informatici o telematici commessi da maggiorenni, atti che possono determinare nella vittima minorenne - conclude l`esponente del Pd - conseguenze tra le più dannose e a volte irreparabili".

GRASSO - "E' soprattutto a scuola che dobbiamo creare una rete di protezione verso i ragazzi e le ragazze più fragili, formare e informare, spiegare a ogni studente quanti danni si possono fare con parole e comportamenti che sembrano innocui - dice il Presidente del Senato Pietro Grasso - Un contributo per combattere il fenomeno del bullismo, piccolo ma comunque rilevante, lo può dare anche il Parlamento. In particolare il Senato ha approvato a maggio scorso, con il sostegno di tutti i gruppi parlamentari, un disegno di legge per prevenire una delle sue manifestazioni più ricorrenti negli ultimi anni: quella che corre sui social network, sui cellulari, in generale sulla rete. Il Ddl è ora alla Camera dei Deputati: mi auguro che possa essere rapidamente discusso e approvato". "In questo momento il mio pensiero è per questa giovane ragazza: spero si rimetta presto e superi al meglio questo terribile momento" conclude.

IL CASO DI PORDENONE - Si è gettata dal balcone di casa a Pordenone, a soli 12 anni voleva uccidersi, come ha scritto nelle due lettere lasciate: la sua caduta è stata attutita dalla tenda sul terrazzo del piano di sotto e si è salvata, ma ha riportato politraumi, anche alla spina dorsale. Dopo la caduta avrebbe detto ai medici che la soccorrevano: "Adesso i miei compagni di scuola saranno contenti". Non è in pericolo di vita ma la prognosi resta riservata: dall'ospedale di Pordenone è stata trasportata al centro spinale di Udine perché nella caduta ha subito politraumi e ci sarebbe anche un interessamento della spina dorsale che i medici vogliono approfondire. Si è gettata dal balcone di casa, è caduta da un'altezza di cinque metri e mezzo, una caduta attenuata dalla tenda nel balcone del piano sottostante.

La ragazzina ha lasciato due lettere, prima di lanciarsi nel vuoto, dove affermava di volersi uccidere, di volere "farla finita". Una lettera indirizzata ai genitori, chiedendo loro scusa, l'altra ai compagni di classe. Dalle missive traspare un un evidente disagio, nelle relazioni con le compagnie di scuola, ma non ci sarebbero accuse specifiche. Dopo la caduta però era cosciente e ai medici avrebbe detto: "Adesso saranno contenti i miei compagni a scuola". Per capire che cosa è successo, gli agenti dall'ufficio minori della divisione anticrimine e della squadra mobile della questura di Pordenone hanno subito condotto degli accertamenti. Gli investigatori non escludono nulla, stanno ricostruendo la vicenda e cercando di capire cosa nell'ambiente, nelle relazioni della 12enne abbia potuto spingerla a volersi togliere la vita. Hanno acquisito i telefonini, iniziato ad ascoltare i genitori, gli amici, i compagni di scuola, gli insegnanti.