Cercasi capogruppo disperatamente: che cosa sta succedendo nel Movimento 5 stelle

Il M5s affronta difficoltà non solo nei sondaggi e nelle tornate elettorali locali: anche al suo interno volano gli stracci. Dopo due mesi di scontri non si è ancora arrivati all'accordo per l'elezione del nuovo presidente del gruppo alla Camera. Il momento è molto delicato

Fico, Di Maio e Raggi in una foto ANSA/CARCONI di qualche mese fa

Parlare di "psicodramma", come fanno oggi alcuni quotidiani, è forse eccessivo. Ma il Movimento 5 stelle affronta difficoltà non solo nei sondaggi e nelle tornate elettorali locali: anche al suo interno volano gli stracci. Dopo due mesi di scontri non si è ancora arrivati all'accordo per l'elezione del nuovo presidente del gruppo pentastellato alla Camera. Alcuni candidati si sono ritirati, tra voci di "macchina del fango" e contrasti duri.

M5s, la questione capogruppo è ancora aperta

Luigi Di Maio vorrebbe chiudere in fretta la questione capogruppo e auspica una soluzione rapida. Al posto dell'ex capogruppo Francesco D'Uva (che aveva preso il posto di Giulia Grillo) per ora c'è il 'vicario' Francesco Silvestri: la poltrona va occupata al più presto da un capogruppo nel pieno delle sue funzioni, che, come richiesto dagli eletti, non sarà più indicato dal capo politico ma eletto dall'assemblea.

Capogruppo M5s Camera: oggi nuova votazione

Solo fumate nere (tante) nelle scorse settimane, oggi nuova votazione per il rinnovo del direttivo. Voto che potrebbe non essere risolutivo. Poco fa il passo indietro di Raffaele Trano, che rappresenta quella "corrente" di deputati M5s che sono liberi professionisti e professori universitari. Secondo voci riportate oggi dalla Stampa su di lui piovevano cattiverie gratuite forse da parte dei colleghi stessi del M5s.

L’ultimo veleno gettato su di lui lo raccontava, se eletto capogruppo, deciso a licenziare in tronco gran parte dello staff della comunicazione per sostituirlo con agenzie esterne alle quali fare affidamento anche per le consulenze professionali. E Trano, che di questo non ha mai parlato, a La Stampa, conferma le illazioni: «Queste cose purtroppo sono state dette e fatte. Sono andati anche oltre. Hanno toccato livelli spaventosi, ma non riesco a credere che queste calunnie partissero da qualcuno all’interno del gruppo».

Prima ancora di Trano era saltata la candidatura di Anna Macina, deputata con tutte le carte in regola ma che evidentemente era stata ritenuta dai colleghi di partito troppo vicina a Di Maio per rappresentare il gruppo parlamentare nelle sue tante sfaccettature.

M5s, i candidati che restano in corsa

Restano in gioco oggi Silvestri e Davide Crippa. Il vice designato da Silvestri è Riccardo Ricciardi, mentre il candidato alla carica di tesoriere è Marco Rizzone. I tre possibili delegati d'Aula sono: Fabio Berardini, Angela Ianaro e Nicola Provenza. Rizzone, Berardini e Ianaro facevano parte del team di Trano: segno che tra le due 'fazioni' sarebbe stata trovata una sintesi.

La squadra immaginata da Crippa invece prevede Luca Frusone nel ruolo di vicepresidente del gruppo; Giuseppe Buompane tesoriere; Maria Soave Alemanno, Gianpaolo Cassese e Paolo Ficara come delegati d'Aula. L'obiettivo è uscire da uno stallo che si protrae da ormai troppo tempo. "Siamo in sessione di bilancio e abbiamo bisogno di un capogruppo che sieda ai tavoli delle trattative con le altre forze politiche", è il ragionamento che in queste ore si fa in Transatlantico tra i parlamentari.

Capogruppo M5s non viene più nominato da Di Maio

Viste le difficoltà evidenti dei parlamentari M5s nel trovare l'accordo, c'è anche chi 'rimpiange' quella parte del regolamento (poi modificata) che assegnava al capo politico Di Maio il potere assoluto di scegliere il capogruppo senza confrontarsi con nessuno: "Si chiede più democrazia interna, ma se poi non siamo in grado di eleggerci da soli il nuovo presidente..." dice un deputato ad Adnkronos.

L'obiettivo del gruppo parlamentare M5s è quello di dare un segnale di discontinuità rispetto alla gestione degli ultimi anni, ma allo stesso tempo non si vuole arrivare allo scontro con Luigi Di Maio, che nonostante i dissidi resta molto stimato da tantissimi deputati del movimento.

I riflettori sono puntati non solo sulla Camera. Al Senato il nodo capogruppo è stato sciolto il mese scorso con l'elezione di Gianluca Perilli ma le fibrillazioni non mancano. Il senatore Ugo Grassi è a un passo dall'addio ma anche altri colleghi, come la senatrice 'ribelle' Elena Fattori, sarebbero con le valigie pronte.

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