Crisi di governo, una sola certezza: il Movimento 5 stelle ha il "pallino in mano"

La crisi ha tempi stretti. Non si può escludere il fallimento del dialogo M5s-Pd, ed esiste ancora una possibilità che Movimento 5 stelle e Lega decidano di riprovarci. Dopo un anno in cui il logoramento per mano del Carroccio li aveva messi all'angolo, i pentastellati si ritrovano (a sorpresa) in una posizione di forza per decidere il proprio futuro

Luigi Di Maio ieri al Quirinale (Ansa/Ferrari)

Mattarella non vuole perdere tempo, ieri sera è emerso soprattutto questo dalle parole del Presidente della Repubblica. "Svolgerò nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì prossimo per trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie" ha detto il capo dello Stato. La trattativa tra M5s e Pd per tentare di formare un nuovo governo entra oggi nel vivo, tra mille dubbi. Poco più di quattro giorni per arrivare a una intesa eventuale. Sono ore convulse, e per più di un motivo. Vediamo perché.

Governo Pd-M5s, un accordo sulla carta è possibile

"Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al Capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare" dice il segretario del Pd Nicola Zingaretti. "L'obiettivo di arrivare ad un programma rigoroso nei tempi celeri che vuole il Capo dello Stato, è raggiungibile'' gli fa eco il presidente dei senatori Pd, Andrea Marcucci.

L'assemblea 5 Stelle dal canto suo ha dato il proprio mandato ai vertici del Movimento a incontrare il Pd. Saranno i capigruppo Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli, a quanto si apprende, a incontrare la delegazione dem. Nel corso dell'assemblea alcuni parlamentari, tra cui il senatore Alberto Airola, avrebbero in ogni caso messo in guardia i vertici del Movimento sulla trattativa che si aprirà con il Pd per la formazione del nuovo governo. Le insidie non mancano.

I nodi programmatici non sembrano insormontabili. La lista di Di Maio, formata da dieci punti ampiamente condivisibili da un qualsiasi partito di centrosinistra (dall'acqua bene comune allo stop all'aumento dell'Iva; dalla tutela dell'ambiente all'autonomia regionale "solidale") non rende impossibile una convergenza con il Pd. Zingaretti, da parte sua, vuole che sulla manovra economica i patti siano chiari fin da subito. E quello di Di Maio sembra a qualcuno un programma da campagna elettorale più che un piano politico chiaro e realistico in vista di una manovra che si preannuncia durissima. Ma è un punto di partenza, da cui il Pd non può sottrarsi a questo punto.

Governo, ultime notizie: l'unica certezza è la centralità del M5s

C'è un solo elemento certo: di colpo, dopo un anno durante il quale il logoramento per mano leghista l'aveva messo all'angolo, il Movimento 5 stelle torna centrale e nei prossimi giorni può entrare in una nuova fase inattesa e impensabile fino a poco tempo fa. E il M5s vuole giocarsi fino in fondo tutte le carte a disposizione. Nonostante le dichiarazioni di facciata non sarebbe infatti chiuso il dialogo nemmeno con la Lega. Salvini, dopo l'ennesima offerta di disponibilità al M5s, pensa davvero che esista ancora una possibilità che l'alleanza gialloverde possa ripartire.

La trattativa col Pd è impervia, non tanto - come abbiamo visto - sul fronte del programma, ma dal punto di vista simbolico. Un accordo col partito di Renzi e Zingaretti, con quello che Di Maio definiva poche settimane fa "il partito di Bibbiano", sarebbe complesso da spiegare a molti elettori del Movimento 5 stelle che hanno individuato nei dem un chiaro avversario politico negli ultimi anni.

Che la trattativa sia tutt'altro che in discesa lo si capisce anche da un dettaglio, che ieri a nessuno è sfuggito. Il capo politico M5s non ha mai citato il Pd espressamente nel suo discorso, e l'apertura del dialogo è stata affidata a Patuanelli. Di Maio lavora sullo sfondo. E' previsto per le 14 di oggi l'incontro tra le delegazioni Pd e M5S finalizzato a verificare le chances per una nuova maggioranza in grado di sostenere un esecutivo 'giallorosso'. I colloqui, si apprende da fonti parlamentari, si terranno in una sede ancora da definire, tra Camera e Senato.

Crisi di governo, M5s e Lega potrebbero "riprovarci"?

Non si può escludere il fallimento del dialogo tra M5s e Pd, ed esiste ancora una possibilità che M5s e Lega decidano di riprovarci (magari con Di Maio premier). Ipotesi remota certo, ma non fantapolitica come sarebbe stato una settimana fa. Perché se c'è un dato di fatto da evidenziare, stamattina, è che il M5s potrebbe adddirittura permettersi di scegliere: fare un governo col Pd, o riaprire clamorosamente a Salvini e farlo con la Lega (a condizioni poste da Di Maio). Una libertà di manovra che i leader pentastellati, venti giorni fa, prima dell'inizio della crisi di governo, non avrebbero mai immaginato di poter avere.

"Non ho mai inviato l'sms di cui parla Dagospia. É l'ennesima notizia inventata che leggo sul mio conto sulla stampa italiana". Lo dice in una nota Davide Casaleggio dopo che il sito ha scritto di un messaggio ad alcuni parlamentari in cui si sarebbe opposto all'intesa col PD ed avrebbe auspicato una ricucitura con la Lega. Sms falso, ma non è un segreto che molti parlamentari del Movimento 5 stelle non vedano di buon occhio un'alleanza politica - perché tale dovrebbe essere - con il Partito democratico.

Di Maio: "Il confronto è aperto, ma sui nostri temi"

Con il Pd "il confronto è aperto con chi vuole affrontare i nostri temi. Ieri è stata una giornata molto confusa sul taglio dei parlamentari. L'assemblea ha dato mandato per fare chiarezza" ma il taglio dei parlamentari "si fa subito, non si rinvia, non ha senso. In politica per anni abbiamo sentito dire lo faremo, lo faremo. È ora di fare adesso, non domani. Se c'è volontà si fa adesso, è già calendarizzato". Lo afferma Luigi Di Maio, intervistato dal 'Corriere della sera'.

I segnali di apertura di Salvini? "Abbiamo bisogno di dare certezze agli italiani, non di dirgli un giorno una cosa e un giorno l'altra" aggiunge Di Maio ricordando che "Salvini l'8 agosto ha detto di voler tornare al voto perché non voleva più governare con il M5S". Contratto di governo archiviato, dunque? "Tutto ciò che è nel contratto -replica- da parte M5S ha un valore assoluto, perché risponde alle richieste dei cittadini. Ovviamente c'è una crisi in corso e in questo occorre operare per salvaguardare il Paese e gli italiani".

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