Perché il Movimento 5 stelle "sorpassa a destra" la Lega sui migranti

Bonafede: "Fu Di Maio a dire che Ong erano taxi del mare, sono denunce che abbiamo portato avanti noi prima di Salvini". Ma nessuna inchiesta lo ha mai dimostrato: e rivendicare la criminalizzazione delle Ong può essere un clamoroso autogol elettorale per il M5s

Un salvataggio nel Mediterraneo (Ansa, repertorio)

E' scomparso dai radar politici il tema immigrazione nelle ultime settimane. Ma era inevitabile che una delle questione epocali del nostro tempo ritornasse d'attualità. E lo fa con le dichiarazioni, per molti versi sorprendenti, del Movimento 5 stelle. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, a Porta a Porta, parlando del caso Diciotti e del voto con cui il M5s ha "salvato Salvini", sorpassa a destra la Lega. Sono passate quasi inosservate le sue parole pronunciate meno di 24 ore fa: "Innegabile - ha ribadito Bonafede, un fedelissimo del vicepremier pentastellato - che fu Di Maio a dire che Ong erano taxi del mare, sono state denunce che abbiamo portato avanti noi e che Salvini non portava avanti, non avevamo bisogno di incontrare Salvini per scoprire l'immigrazione". 

Ong, nessuna inchiesta ha mai dimostrato legami con i trafficanti

C'è un piccolo problema: non è mai stato dimostrato da alcuna inchiesta che le Ong siano legate in alcun modo ai trafficanti. Quelle parole dell'attuale vicepremier, due anni fa, furono spartiacque e diedero "la linea al M5s" e da allora sui migranti il Movimento ha sposato una posizione molto dura. Le parole di Bonafede sull'immigrazione dimostrano che su un tema decisivo per la creazione di consenso il Movimento 5 stelle non vuole perdere il passo della Lega: e vuole fermare l'emorragia di consenso che lo ha colpito dal 4 marzo 2018 in poi tenendo posizioni in tutto e per tutto simili a quelle leghiste sul tema migranti.

Una scelta di campo chiara, quella del M5s: rivendicare di essere stati i primi a criminalizzare le Ong "ben prima di Salvini" significa però mettere in un angolo la realtà. Non esistono prove ma solo "chiacchiere" sui legami tra le organizzazioni non governative che salvano vite nel Mar Mediterraneo e le organizzazioni criminali che gestiscono le partenze dalla Libia. Le inchieste non sono mai approdate a nulla di concreto.

La teoria di Di Maio si poggiava su alcune presunte accuse di Frontex (che in realtà non esistevano,  nel rapporto “Rysk Analysis 2017” sul fenomeno dell’immigrazione l’agenzia Frontex non usa mai l’espressione “taxi” o “taxi del mare” e fu un articolo del Financial Times che rilanciava il rapporto a ipotizzare collusioni tra Ong e scafisti, poi mai provate). Al punto che persino Di Maio aveva voluto correggere il tiro, affermando di "non aver mai definito le Ong taxi del mare (falso, lo scrisse lui stesso su Facebook due anni fa, ndr). Prestando attenzione alle indagini di alcuni pm italiani ho detto che alcune Ong mancano di trasparenza".

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Migranti, le ong non sono un pull factor

Vari studi hanno smentito a suon di numeri che la presenza di navi di Ong nel Mar Mediterraneo spinga più migranti a tentare il viaggio dalla Libia verso l'Europa. Le navi delle ong non influiscono sul numero delle partenze, ovvero non sono un pull factor.  "Chi suggerisce che l’attività di salvataggio delle Ong provochi un aumento delle morti in mare, dice una cosa falsa" diceva qualche tempo fa Matteo Villa, ricercatore dell’Istituto di studi politici italiano (Ispi). 

Nonostante l'idea possa apparire del tutto logica a chi non abbia mai studiato l'argomento, anche in questo caso i dati parlano chiaro: no, il pull factor delle Ong non c'è. Le Ong secondo i dati elaborati dal ricercatore non hanno neanche influito "sul tipo di mezzo che viene usato per partire dalla Libia. Nel 2015, quando Ong facevano solo il 10% dei salvataggi, quasi 8 migranti su 10 venivano già caricati su gommoni, non barche grandi".

È falso che la presenza di Ong nel Mediterraneo spinga più migranti a partire

In passato Federico Soda, Direttore dell’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell'OIM, ha spiegato che non solo "la presenza di navi nel Mediterraneo non rappresenta un fattore di attrazione",e che "parlare di pull factor è fuorviante", perché i migranti sono spinti a partire dalle coste della Libia da tanti altri fattori "tra cui il principale è il deterioramento delle condizioni di vita in Libia, e sono sempre di più le persone che scappano in quanto vittime di violenze e abusi". 

Inoltre durante una audizione al Comitato Schengen della Camera dei deputati il contrammiraglio Nicola Carlone, capo del reparto Operazioni della Guardia Costiera, due anni fa aveva espressamente precisato che la presenza delle ONG "non comporta quello che viene detto fattore di attrazione" e "non dà impulso alle partenze", poiché si tratta di un fenomeno "governato esclusivamente a terra, secondo modalità decise dalle organizzazioni criminali".

Dati di fatto, quindi: ma in tempi di campagna elettorale permanente la ricerca del consenso sembra, a volte, non tenere in considerazione la realtà. E, comunque la si pensi su un tema gigantesco e complesso come quello dell'immigrazione, non è una buona notizia. Tuttavia rivendicare la criminalizzazione delle Ong può rivelarsi anche elettoralmente un clamoroso autogol per il Movimento 5 stelle: nella rincorsa alla Lega rischia di lasciare per strada tutti quei voti che alle scorse politiche aveva dragato dai cosiddetti "delusi del centrosinistra" (e furono milioni). Voti che, ancor più dopo le parole di Bonafede sui migranti, rischiano di essere solo un ricordo.

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