Il pareggio di bilancio è in Costituzione

Il Senato con il quorum dei due terzi aventi diritto approva la modifica dell'articolo 81 della Carta. Dal 2013 obbligatorio l'equilibrio tra entrate e spese. Scettico il Fmi

Entra nella Costituzione il pareggio di Bilancio. Il ddl ha ottenuto il via libera definitiva dal Senato martedì sera, nel quarto e ultimo passaggio parlamentare, approvato con il quorum dei due terzi aventi diritto (280 votanti, 235 favorevoli, 11 contrari, 34 astenuti). Una modalità di approvazione che impedisce, di fatto, il ricorso al referendum confermativo. 

Modificato l'art.81 - E' così stato modificato l'articolo 81 della Costituzione con la seguente dicitura: "lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico. Il ricorso all'indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione della Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali" tra cui "gravi recessioni economiche, crisi finanziarie, gravi calamità naturali".

Altre modifiche - La riforma stabilisce all'articolo 97, che "le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento dell'Unione europea, assicurano l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico". All'articolo 119, invece, viene stabili che Comuni, Province, città metropolitane e Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa "nel rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci e concorrono ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari dovuti all'ordinamento dell'Unione Europea. 

Critiche dal Fondo monetario internazionale - Nonostante l'inserimento in Costituzione del pareggio di bilancio a partire dal 2013, il Fondo monetario internazionale è pessimista sulle sorti economiche del nostro paese: a causa della recessione - sostiene il Fmi - l'Italia raggiungerà il pareggio di bilancio solo nel 2017. Secondo i dati del Fiscal Monitor, contrastati dalla Banca d'Italia, molto più ottimista, il rapporto deficit/Pil scenderà solo all'1,5% del Pil dal 2,4% stimato per quest'anno. L'indebitamento si manterrebbe pressoché stabile negli anni successivi, collocandosi all'1,6% nel 2014, all'1,5% nel 2015, all'1,3% nel 2016, all'1,1% nel 2017. 



Governo conferma pareggio nel 2013 - Il Governo, invece, conferma il pareggio di bilancio entro i tempi che aveva prefissato. Nella bozza del Documento di economia e finanza (Def) che andrà all'esame del Consiglio dei ministri domani, le stime indicano che il rapporto deficit/Pil, quest'anno, si attesterà all'1,7% per arrivare allo 0,5% - vicino al pareggio - nel 2013.

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