Renzi presenta Italia Viva: "Con me 40 parlamentari", poi sbotta su Quota 100 e Rdc

Matteo Renzi ha parlato del suo nuovo partito nel corso della registrazione di Porta a Porta: "Con me 25 Deputati e 15 Senatori". L'ex premier si è soffermato anche sui motivi della scissione, poi rivendica: "Cacciare Salvini è stata una operazione di palazzo"

Il senatore Matteo Renzi ha annunciato la creazione di un nuovo partito: "Italia Viva"

Matteo Renzi a Porta a Porta ha annunciato il nome del suo nuovo partito: "Il nome della nostra nuova sfida, che stiamo per lanciare, sarà Italia Viva". Un nome non di certo originale. "Italia viva" era uno slogan già usato da Walter Veltroni per la campagna elettorale del 2008.

Il senatore Renzi (ormai ex Pd) ha spiegato che alla Camera e al Senato si costituiranno due nuovi gruppi parlamentari con 25 deputati e 15 senatori.

La scissione dei renziani "costa" al Pd due milioni di euro

Parlando dell'ultimo concitato mese seguito alla crisi di governo l'ex premier ha chiarito che la scissione del suo gruppo dal Pd non è stata una "operazione di palazzo mentre rivendica di aver relegato all'opposizione il segretario della Lega Matteo Salvini.

"Parlare di scissione dà l'idea di un'operazione di palazzo. Intendiamoci, non facciamo le verginelle. C'è anche quella: è stata un'operazione di palazzo mandare a casa Matteo Salvini".

Nel corso della puntata è andato in scena un siparietto con Matteo Renzi che ha invitato il leader della Lega a partecipare ad un duello televisivo. Salvini ha risposto con un sms per accettare il confronto tv

Scissione Pd, ultime notizie

"Il tema è che vogliamo parlare a quella gente che ha voglia di tornare a credere nella politica" ha spiegato l'ex premier all'indomani dell'annuncio della scissione dal Partito Democratico

"Io voglio molto bene al popolo del Pd, per sette anni ho cercato disperatamente, giorno dopo giorno, di dedicare loro la mia esperienza politica. Dopodiché i litigi, le polemiche, le divisioni erano la quotidianità".

"Ora che non sono più del Pd mi sento libero" spiega Matteo Renzi a Porta a Porta. "Ora le domande sul Pd non me le possono più fare. Io delle correnti del Pd non parlo più, è un sollievo".

Rdc e Quota 100, Renzi: "Io contrario, ma..."

All'indomani della telefonata al premier Conte il senatore Matteo Renzi ha confermato l'appoggio all'esecutivo giallorosso: "Ïl governo non ha problemi, lo abbiamo fatto apposta per dare lunga vita al governo".

Parla poco di programmi il senatore toscano ma rifila una bordata alla riforma delle pensioni: "Quota 100 è una follia, un'assurdità". E sul Reddito di Cittadinanza Renzi sbotta: "Io sono contrario al reddito di cittadinanza. Ma se Pd e M5S vogliono tenerlo va bene. Basta la gente continui a lavorare...".

Matteo Renzi chiama Di Maio: "Legislatura fino al 2023"

"Io al tavolo non mi siedo ne' con Zingaretti ne' con Di Maio. Per me vale il programma di governo e io sono impegnato a sostenere il governo". Lo dice Matteo Renzi nel corso della registrazione di Porta a Porta. Ma lei puo' sempre staccare la spina, gli fanno notare. "Mi raccomando, sempre grande entusiasmo. Io voglio staccare la spina? Caspiterina l'ho messa io, la spina dentro. L'ho detto al segretario Di Maio che ho chiamato ieri sera. Mi ha fatto un po' effetto chiamarlo. Mi sembra che sia la prima telefonata tra noi".

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Renzi aggiunge: "Per me questa legislatura va al 2023 e deve eleggere il presidente della Repubblica. Ha un mandato programmatico chiaro e a me non interessa rimettere in discussione gli assetti"

Scissione Pd: chi ha aderito (e chi no) al partito di Renzi

Dovevano essere solo un manipolo di senatori, in uscita dal Pd verso il Misto. Ma in queste ore, apprende l'Andkronos, sta crescendo l'ipotesi di un gruppo autonomo dei renziani anche al Senato. Al momento vengono dati in uscita almeno 8 senatori: oltre allo stesso Renzi, via dal Pd il ministro Teresa Bellanova, ma anche Francesco Bonifazi, Tommaso Cerno, Davide Faraone, Laura Garavini, Ernesto Magorno, Eugenio Comincini.

A questi si potrebbero aggiungere Nadia Ginetti e Leonardo Grimani. Tra i possibili interessati vengono dati anche Giuseppe Cucca, Andrea Ferrazzi e Valeria Sudano. Non seguiranno Renzi invece, alcuni senatori da sempre vicini all'ex-premier, vedi Dario Parrini e Simona Malpezzi.

Non seguirà Renzi il presidente dei senatori dem Andrea Marcucci, che su Facebook chiarisce: "Io resto a fare il mio lavoro nel Pd, non condivido la scelta di Matteo, sono ancora convinto che ci sia uno spazio importante per i liberaldemocratici come me".

"Voglio chiarire una cosa prima di tutto - sottolinea Marcucci - non sarò mai un nemico di Matteo, mai diventerò un suo denigratore. Matteo Renzi resta il protagonista di una straordinaria stagione di governo, il patrimonio di quegli anni resta a disposizione del centrosinistra anche per il futuro". "Io nel Pd mi sento ancora a casa mia, se si dovesse trasformare in un soggetto sempre più simile al Pds, mi sentirei un estraneo. Non credo che succederà, resto tra i democratici anche perchè ciò non accada".

Alla Camera, secondo fonti parlamentari, i numeri del nuovo gruppo si potrebbero attestare tra i 20 e i 25 deputati. Si vocifera sull'arrivo anche di alcuni centristi come Gabriele Toccafondi e Beatrice Lorenzin. Quest'ultima, contattata da Maria Elena Boschi, sarebbe ancora perplessa sull'operazione e per il momento nega l'intenzione di passare con i renziani.

Il battesimo dei nuovi soggetti potrebbe avvenire tra venerdì e sabato.

Partito di renzi

C'era una volta il Pd: ecco i finanziatori dei comitati della scissione di Renzi

La scissione Renzi agita anche Forza Italia che vede nascere un nuovo competitore nell'affollata caccia agli elettori moderati. Silvio Berlusconi ha chiamato al telefono i parlamantari azzurri che da tempo manifestano disagi. Mugnai, Cangini, De Siano, Causin, Conzatti, Santelli, Siracusano, Rossi, Rotondi, Polverini.

Il partito di Renzi agita il campo dei moderati

Un lungo giro di telefonate per serrare i ranghi e di cui si racconta scene di "discussione politica vivace". Mara Carfagna riunirà a cena al ristorante "Gina" ai Parioli i parlamentari a lei vicini. "La scissione di Matteo Renzi e la nascita del suo nuovo partito non sono un problema che riguarda solo la sinistra. Per la prima volta - sottolinea Carfagna in una nota - Forza Italia rischia di dover competere nell'area dei moderati con un soggetto politico guidato da un leader di grande visibilità e proveniente da una tradizione diversa".

Per la vicepresidente della Camera l'unica possibilità è che Fi "ricominci a fare politica". In campo azzuro la sensazione è che il vecchio centrodestra di stampo maggioritario verrà presto archiviato.

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