Autostrade, perché avremmo dovuto pagare un pedaggio meno caro (da anni)

Secondo il ministro Toninelli il capitale investito dalla maggior parte delle concessionarie era già stato ampiamente ammortizzato e remunerato, tra la metà e la fine degli anni Novanta. Il governo punta a rivedere il sistema: "Nazionalizzare se c'è interesse pubblico"

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli durante l'audizione sul crollo del ponte Morandi di Genova del 14 agosto 2018, davanti alle commissioni riunite VIII della Camera e del Senato presso l'aula della Commissione Ambiente di Palazzo Montecitorio, Roma, 27 agosto 2018. ANSA/ANGELO CARCONI

Il crollo del ponte Morandi a Genova cambierà il modo in cui conosciamo le autostrade in Italia. Almeno secondo il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli che oggi si è presentato in audizione alle commissioni riunite Ambiente e Lavori pubblici di Camera e Senato per riferire sul disastro ligure.

Che cosa ha detto Toninelli oggi

Secondo quanto dichiarato da Toninelli il Governo è intenzionato a rivedere integralmente il sistema delle concessioni paventando la nazionalizzazione, almeno di alcune tratte "valutando se l'interesse pubblico sia meglio tutelato da forme di nazionalizzazione oppure dalla rinegoziazione dei contratti in essere in modo che siano meno sbilanciati a favore dei concessionari".

Inoltre Toninelli ha annunciato che disporrà "il potenziamento del servizio ispettivo che opera presso il ministero", valutando anche il ripristino di un'Agenzia di vigilanza sull'operato dei concessionari.

"Questa sciagura - spiega Toninelli in merito al crollo del Ponte Morandi a Genova - ci impone di adottare nuove misure rispetto al passato".

In particolare, rileva il ministro, "dobbiamo allestire una banca dati, a livello centrale, che possa acquisire tutte le informazioni riguardanti lo stato e la manutenzione di tutte le nostre infrastrutture". Per ogni infrastruttura, aggiunge, "dovremo avere certezza dell'intervento di manutenzione da ultimo adottato e di quelli programmati. Dovremo essere in condizione di poter operare tempestivamente nella segnalazione degli interventi di riammodernamento del nostro patrimonio infrastrutturale, graduandoli secondo un preciso ordine gerarchico di importanza e di urgenza".

"Pedaggi troppo alti"

Toninelli ha accusato i gestori delle concessioni autostradali di aver fatto un "montagna di extraprofitti a causa di leggi sbagliate". Secondo i dati citati dal ministro delle infrastrutture i "signori di Autostrade" avrebbero fatturato 5,7 miliardi di euro nel 2016 grazie ai pedaggi autostradali, a fronte di investimenti calati del 20% rispetto al 2015.

"Per la manutenzione si sono spesi appena 646 milioni, il 7% in meno rispetto all'anno prima. Esistono altri modelli in Europa, che a nostro avviso funzionano molto meglio del nostro".

Secondo Toninelli "in Italia si è deciso di privatizzare senza fare mercato, senza vera concorrenza. Si è trasferito un monopolio dalla mano pubblica a quella privata. Senza nemmeno istituire da subito una efficiente Autorità regolatrice". L'Autority dei Trasporti, infatti, rileva il ministro, "è nata soltanto nel 2011, e, malgrado l'impegno e il valore dei suoi componenti, non può incidere su vicende come quella di Genova: infatti non può far pesare le proprie prerogative sulle convenzioni già in essere. Al tempo stesso, le sue prerogative sanzionatorie sono riconosciute come ancora deboli e bisognose di interventi che le rendano più efficaci".

Tra le critiche affrontata dal ministro c'è quella al caro pedaggio: secondo Toninelli "il capitale investito dalla maggior parte delle concessionarie era già stato ampiamente ammortizzato e remunerato, tra la metà e la fine degli anni Novanta. Pertanto, le tariffe avrebbero quanto meno potuto essere drasticamente ridotte".

"Degli extraprofitti hanno beneficiato totalmente le società concessionarie, a discapito dei cittadini".

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Nell'infografica realizzata da Centimetri la demolizione del ponte Morandi a Genova. ANSA/CENTIMETRI

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