Matteo Renzi 'cade' da Ponte Vecchio

Il sindaco di Firenze affittò il monumento alla Ferrari per una festa privata. Ora i 5 Stelle chiedono chiarezza: il senatore Romani parla di "favori" elettorali. Renzi annuncia querele. Ma le carte dimostrano come le autorizzazioni sono "ex post"

Ponte Vecchio

Renzi affitta a Montezemolo Ponte Vecchio e il caso finisce in Parlamento. E la polemica impazza. Con ordine, partendo dai fatti. Sabato 29 giugno, dalle 17 alle 23, i due accessi ad uno degli scorci più affascinanti del globo, sospeso qualche metro sopra l’Arno, erano sbarrati, chiusi a fiorentini e turisti. Lungo il lastricato a schiena d’asino, tra le storiche botteghe dell’artigianato orafo fiorentino, andava in scena il “Ferrari Cavalcade”, il ricevimento esclusivo per i top client del Cavallino. Una cena di gala per ‘paperoni’ accorsi da tutto il mondo che della Ferrari hanno fatto una questione di vita. Red carpet ad accogliere i portafogli presentissimi, fioriere e nastro rosso a sbarrare il passo. Con tanto di addetti alla sicurezza, gentili ma irremovibili nell’impedire il passo a chiunque non fosse nella lista degli invitati. Il tutto, come scritto dal sindaco nella sua E-news settimanale, per la felicità delle casse comunali e per colmare una mancanza, in tempi di crisi e di tagli, insopportabile: “Abbiamo recuperato circa 120mila euro, l’equivalente del taglio che abbiamo ricevuto sul capitolo delle vacanze per i bambini disabili”.

Renzi che si siede alla cena di gala sul ponte e, in versione Robin Hood, prende i soldi della Ferrari per i bambini disabili, fino a ritrovarsi nel bel mezzo della polemica. Lui, Matteo, anche in questo tormentone ci ha visto del ‘marcio’. Una sorta di disegno ‘complottista’ in un momento delicatissimo per la definizione dello scacchiare politico interno al Pd e al Paese. Può darsi, la politica passa anche dai colpi bassi. Ma c’è di più, la storia in questione racconta di un pezzo di città, schierata o meno, che ha detto di no alla scelta adoperata da Palazzo Vecchio. A partire proprio da alcuni orafi coinvolti direttamente nella scelta: “È successo un macello, i fiorentini non potevano passare, noi non si lavorava”, ha raccontato Anna Maria Formigli, orafa. “Questa iniziativa è stata organizzata male – ha continuato – perché si dovevano mettere dei cartelli per avvisare le persone”.

La questione, tuttavia, non si è limitata solo tra artigiani contro o a favore, con tanto di “bellissima iniziativa e polemiche strumentali”. Il dibattito, in città, si è propagato a macchia d’olio. La notizia che fa il giro del web, parte l’immancabile tam-tam nelle piattaforme ‘social’. Tanto che il dissenso, nel breve, si condensa in una pagina Facebook, ‘Ponte Vecchio Bene Comune’, dove il tono dei post è tutt’altro che conciliante: “Nell’immaginario renziano Firenze è una ‘location’ che ha bisogno di un ‘brand’ da esportare per meglio pubblicizzare il prodotto”. Firenze, la città di Guelfi e Ghibellini, è anche questo.

Passano le ore e la polemica, pian piano si sgonfia. Finita? Niente affatto. Da fine giugno rimane in pancia per una decina di giorni, poi ci pensano due consiglieri comunali a riaccendere la bagarre, Tommaso Grassi di Sel e Ornella De Zordo, di perUnaltracittà. Si mettono a spulciare le carte dell’accordo e di quei 120mila euro ‘sbandierati’ dal sindaco non trovano tracce. “I 120.000 euro con cui il sindaco Renzi aveva maldestramente giustificato l'affitto di Ponte Vecchio per la cena di gala della Ferrari non esistono”, sottolineano all’unisono i due consiglieri. E in questo si mettono a far di conto: “Le uniche entrate che risultano sono 13.000 euro per restauro Pala e circa 17.000 per occupazione suolo pubblico: nello specifico 2.489 euro per l'occupazione di Ponte Vecchio, 11.295 euro per piazza Ognissanti e 2.719 euro per lungarno Vespucci”. Non solo, c’è la vicenda dei bambini disabili, tra tagli e buchi colmati. Una storia che non convince né Grassi né De Zoirdo: “Si tratta di un incredibile bluff: non risulta nessun taglio operato da un ente terzo ma solo una demagogica e inqualificabile utilizzazione di una categoria debolissima per motivare, facendo leva sulla sensibilità personale, un’operazione che ha portato come unico risultato una grande visibilità mediatica del sindaco e un piacere a possibili futuri supporter elettorali”.

Agguerriti come non mai i due esponenti dell’opposizione sono andati ancora più in profondità, e tra le carte e le pieghe burocratiche hanno scovato un piccolo, grande, assurdo. Sì perché l’autorizzazione del suolo pubblico concessa da Palazzo Vecchio alla Ferrari è arrivata il primo luglio, due giorni dopo l’effettivo svolgimento della serata di gala: “La vicenda ha davvero qualcosa di clamoroso: l’atto di concessione dell'occupazione del suolo pubblico per l'area di Ponte Vecchio della Direzione Sviluppo Economico risulta essere datato 1° luglio, ovvero dopo la cena del gran galà di Ponte Vecchio del Ferrari Cavalcade. Come si può ritenere che siano state rispettate tutte le norme e i regolamenti se anche le autorizzazioni sono successive all’evento?”

M5S – E questo per quel che riguarda le beghe fiorentine. Una controversia, tuttavia troppo chiacchierata per essere contenuta dalle fragili mura del capoluogo toscano. Ci ha pensato il Movimento 5 Stelle a traghettare la questione alla Camera dei deputati. A dir la verità, nei giorni delle polemiche roventi, nel blog di Beppe Grillo la vicenda Ponte Vecchio in affitto non mancò di essere sottolineata, con i toni classici del Capo grillino. In mattinata, i 5 Stelle, hanno fatto di più: hanno sottoposto il caso all’aula di palazzo Madama. “Si tratta di un fatto grave – ha detto in aula il senatore Maurizio Romani – sul quale chiediamo che venga fatta chiarezza”. Secondo il senatore Romani il sindaco avrebbe detto delle “non verità”. “Su questa vicenda il sindaco Renzi ha fatto una pessima figura e ha utilizzato mezzucci della peggior politica per coprire il suo operato: come annunciare che da questa iniziativa sono stati incassati 120.000 euro che servivano per coprire un buco di bilancio sulle vacanze per i ragazzi disabili, quando non c'erano né i soldi, né tantomeno il taglio per i ragazzi disabili”.  E ancora, attaccando frontalmente il ‘rottamatore’: Renzi “sta utilizzando la città e i suoi monumenti sfruttando il proprio potere discrezionale per accaparrare nuovi supporter e facendo favori a soggetti economici forti che magari potrebbero, nel momento giusto, restituire il favore”.

QUI IL VIDEO DELL’INTERVENTO IN SENATO DEI 5 STELLE

RENZI PASSA ALLE VIA LEGALI – E Matteo, come ha reagito al nuovo focolaio di polemiche? Nei giorni immediatamente dopo il ‘fattaccio’, non si scompose e commentò: “Non è vero che abbiamo chiuso per la prima volta Ponte Vecchio. Era già stato chiuso, senza polemiche, per Lucio Dalla con Benvenuto Cellini o per la sfilata di Roberto Cavalli. Lo abbiamo fatto, lo rifarei, lo rifaremo: si tratta di un’iniziativa che ha portato un milione di indotto alla città”. Oggi, dopo l’affondo del grillino, ha preso carta e penna e ha risposto con una lunga lettera, durissima: “Lei adombra un fatto di eccezionale gravità, ritenendo che la concessione di Ponte Vecchio non nasca da un interesse civico, più o meno condivisibile, ma dal personale interesse del Sindaco che avrebbe fatto “favori a soggetti economici forti che potrebbero al momento giusto restituire il favore fatto”. Favori personali. Si rende conto, senatore Romani? Non scelta opinabile, ma la concessione del suolo pubblico per un favore personale. Ha presente la portata diffamatoria di una simile dichiarazione? Addirittura una concessione di scambio tra la persona fisica del Sindaco e i cento clienti Ferrari o chi per essi. Senatore Romani, lei naturalmente immagina che sia mio dovere adire le vie legali a difesa del buon nome della città che ho l’onore di guidare. Lo farò nelle prossime ore, sia in sede civile che in sede penale”.

Una volta preannunciato il passaggio per i tribunali, Renzi, lancia la sfida a Romani e al Movimento: “Dia un segno della diversità del Movimento 5 Stelle da quella che voi definite la Casta e chieda formalmente al Senato di rinunciare all’immunità parlamentare. Spieghi quali sono i favorire personali di un’operazione nata per Firenze. Dimostri se può la veridicità delle Sue affermazioni. Oppure paghi il conto delle sue dichiarazioni improvvide. Come risarcimento danni chiederemo che sia stabilito dal giudice lo stesso importo di quello pagato da Ferrari per l’operazione Ponte Vecchio, così Ella non avrà più dubbi in merito. Vale più o meno un anno della sua indennità di Senatore, comprensiva di diaria (con il Movimento 5stelle bisogna sempre specificare se c'è la diaria o no). Da parte mia, annuncio fin da adesso di destinare il risarcimento del danno non al mio conto corrente bancario, ma all’ospedale pediatrico Meyer che è in Firenze”.

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