C'erano una volta i 'barbari sognanti'

La scritta di Pontida, da 'Padroni' a 'Ladroni a casa nostra', è lo specchio della fine dell'era Bossi. Oggi a Bergamo la 'giornata dell'orgoglio leghista' rischia di sancire l'allontanamento tra 'base' e partito. E Maroni aspetta di essere invocato nuovo leader.

Una 'P' che si trasforma in 'L'. Da 'Padroni' in 'Ladroni'. E' sul terreno di Pontida, scenario dal 1990 del raduno del movimento leghista, che si consuma la fine dell'era Bossi. Sul muro bianco dove da sempre - parlando di tempi 'leghisti' - c'è quella scritta, 'Padroni a casa nostra', qualcuno, nottetempo, ha imbiancato il semicerchio della 'P' e fatto una linea in basso, trasformando la lettera in 'L'. Trasformando i 'Padroni' in 'Ladroni'. Per l'appunto, 'Ladroni a casa nostra'. Ed è con questa immagine di beffa che la gente leghista, letteralmente infuriata con i vertici del loro movimento-partito, si appresta, stasera, a dar vita a quella che è stata ribattezzata la 'Giornata dell'orgoglio leghista'. 

La gente della Lega non ci sta - E così, in quel di Bergamo, centinaia di leghisti arriveranno da tutta Italia non per una semplice manifestazione ma per segnare il cambio epocale in casa Lega Nord. Nata come 'autoconvocazione' in sostegno a Umberto Bossi, quindi come rivendicazione dell'orgoglio padano dopo le dimissioni del leader, oggi la manifestazione sarà - potrebbe essere - il momento in cui la base prenderà le distanze dai vertici. O almeno da quei vertici che hanno "infangato il partito" come si legge in decine di post sui profili dei social network degli esponenti della Lega Nord.

Rischio contestazioni - E' soprattutto Roberto Calderoli quello che tra i tre reggenti, con lui Roberto Maroni e Manuela Dal Lago, rischia maggiormente di essere attaccato dalla base della Lega Nord. In fondo, la manifestazione che si terrà alla Fiera nuova di Bergamo è ormai da tutti vista come il momento in cui si terrà l'incoronazione 'di popolo' di Roberto Maroni come nuovo leader del partito. E Maroni non ha perso l'occasione per cavalcare l'onda di rabbia contro i 'vecchi' vertici

Renzo Bossi e il video - Un video, girato dall'autista di Renzo Bossi, Alessandro Marmello, intanto incastra il figlio del senatùr. Ed è stato proprio questo video a portare 'il trota' alle dimissioni dalla carica di Consigliere regionale. Quindi le parole di Marmello al settimanale Oggi: "Non ce la faccio più. Non voglio continuare a passare soldi al figlio di Umberto Bossi in questo modo. E' denaro contante che ritiro dalle casse della Lega a mio nome, sotto la mia responsabilità. Lui incassa e non fa una piega". Quindi il racconto va all'aprile 2011, quando l'autista è stato assunto dalla Lega Nord con contratto a tempo indeterminato firmato dall'ex tesoriere Francesco Belsito: "Ogni volta che avevo bisogno di soldi per fare benzina, o pagare spese per la manutenzione dell'auto o il ristorante, potevo andare direttamente all'ufficio cassa alla sede della Lega, in via Bellerio, e firmare un documento che non prevedeva giustificazioni particolari e ritirare ogni volta un massimo di mille euro. Anche più volte al mese". 

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