Li chiamano "bonus": 30mila euro ai manager di Palazzo Chigi che usano la mail

In materia di produttività la "direttiva generale" che stabilisce i criteri per premi parla chiaro: l'obiettivo è "la diminuzione del flusso cartaceo". Ricche ricompense, quindi, per chi usa la mail e non la posta

ROMA - In principio furono i messaggeri. Poi, i piccioni viaggiatori. Ancora: le lettere, i messaggi dal cellulare. E, infine, le e-mail. La storia è abbastanza nota e scontata. Forse, non per tutti però. Palazzo Chigi, infatti, ha pensato bene di garantire premi di rendimento ai propri manager che si impegnano ad usare la mail al posto delle lettere postali. Un'abitudine, ormai, e una questione di buon senso: ma dal palazzo del potere non hanno voluto sentire ragione. E, allora, premio sia. 

Come facilmente immaginabile il premio è andato al 99% dei "top manager" che si sono intascati un assegno niente male: tra i 26mila e i 31600 euro. Tutti giustificati dalle pagine della "direttiva generale" che stabilisce i criteri per i premi. Tutti, però, un po' meno giustificabili. 

Ma tant'è. La direttiva, che presto sarà modificata, in materia di "produttività" parla chiaro: l'obiettivo è "il miglioramento dell'organizzazione del lavoro, la riduzione dei tempi di lavorazione e la diminuzione del flusso cartaceo". 

Tradotto: chiunque abbia la "forza" di mandare e-mail, e non lettere, ha diritto ad un premio. E che premio. 

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