Privacy, garante attacca i controlli fiscali

Pizzetti: "I cittadini non possono essere sospettati a priori". La Corte dei Conti: "Troppo carico fiscale ai danni dei cittadini onesti"

Monti ha fatto dell'Italia uno stato di polizia…fiscale. Sembra essere questo il senso delle parole del garante della privacy Francesco Pizzetti che questa mattina, alla presentazione del volume "Sette anni di protezione dei dati in Italia", ha denunciato come il nuovo modello d'azione sulla trasparenza amministrative nei controlli fiscali in realtà stia portando a "forti strappi allo Stato di diritto".

Il garante si scaglia contro il decreto Salva Italia che, a suo avviso, fornisce troppo potere al ministero delle Finanze in tema di controlli fiscali. Per Pizzetti siamo giunti a una fase di vera "emergenza" dalla quale uscire al più presto, pena la crescita "dello spread fra democrazia italiana e democrazie occidentali".

Entrando nel merito dell'intervento del garante della privacy, spicca una frase che non potrà non scatenare forti polemiche: "E' proprio dei sudditi" denuncia Pizzetti "essere considerati potenziali mariuoli. E' proprio dello Stato non democratico pensare che i propri cittadini siano tutti possibili violatori delle leggi". E ancora: "In uno stato democratico il cittadino ha il diritto di essere rispettato fino a che non violi le leggi, non di essere un sospettato a priori".

Il dito del garante è puntato contro la politica di vigilanza e rigore fiscale per fronteggiare l'evasione instaurata da Governo e Agenzia delle Entrate, dal duo Monti-Befera. Una politica che non "può condurre a fenomeni di controllo sociale di dimensioni spaventose". 

Corte dei conti contro Monti - Ed è sempre in qualità di ministro delle Finanze che il premier Mario Monti ha ricevuto oggi, praticamente nello stesso momento, un secondo colpo durissimo. A sferrarlo, Luigi Giampaolino, presidente della Corte dei Conti. In questo caso la denuncia riguarda l'eccessivo carico fiscale, che presto potrebbe superare il 45%, "livello che ha pochi confronti al mondo. Se a ciò" continua Giampaolino "si aggiunge che le stime più accreditate ipotizzano un livello fiscale dell'ordine del 10-12% del prodotto, ne consegue che il nostro sistema è disegnato in modo tale da far gravare un carico sui contribuenti fedeli sicuramente eccessivo".

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