Bruxelles avverte l'Italia: "Giustificata la procedura d'infrazione"

Secondo la Commissione Europea "le prospettive per la crescita sono peggiorate" e il governo ha fatto marcia indietro sulle pensioni. E' il primo via libera verso la multa per debito eccessivo. Di Maio: Quota 100 e reddito non si toccano. Ma Dombrovskis fa a pezzi il governo Conte: "La strategia degli stimoli fiscali non sta funzionando"

Giuseppe Conte e Giovanni Tria

L'avvio di una procedura per debito nei confronti dell'Italia è "giustificato". Lo ha stabilito la Commissione Europea, che nel collegio di oggi ha adottato relazioni ex articolo 126.3 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea "nei confronti di Belgio, Francia, Italia e Cipro", in cui esamina la conformità di questi paesi con i criteri relativi al disavanzo e al debito previsti dal trattato. Per l'Italia, la relazione conclude che "è giustificata una procedura per disavanzi eccessivi per il debito".

"Passo indietro sulle pensioni"

In Italia, sottolinea la Commissione nella comunicazione al Consiglio e al Parlamento Europeo, "le prospettive per la crescita e le finanze pubbliche sono peggiorate e le recenti misure messe in atto fanno marcia indietro su parti di riforme attuate in precedenza, anche in relazione al sistema pensionistico". 

"Se i numeri restano questi la procedura è inevitabile"

Solo qualche ora fa, parlando ad un emittente tedesca, il Commissario europeo al Bilancio, Guenther Oettinger, aveva affermato che "se i numeri verranno confermati non potremo sottrarci alla procedura d'infrazione". "L'Italia - aveva aggiunto - non dovrebbe diventare un rischio per l'eurozona".

Dopo il voto del collegio la palla passa al Comitato Economico e Finanziario del Consiglio, che deve esprimersi entro due settimane, e da lì all'Ecofin del 9 luglio, che dovrebbe esprimersi sull'avvio della procedura per debito, mai lanciata nei confronti di alcuno Stato membro e che il nostro Paese ha evitato per un soffio alla fine del 2018.

Dombrovskis fa a pezzi il governo Conte: "L'economia rallenta"

Ma perché la Commissione Europa ha raccomandato di sanzionare l'Italia per debito eccessivo? Una possibile risposta l'ha fornita il vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis a SkyTg24.  ''La strategia del Governo italiano riguardo agli stimoli fiscali per promuovere l'economia, non sta funzionando" ha affermato Dombrovskis.

"Invece dello stimolo fiscale atteso, l'economia italiana è rallentata notevolmente e adesso l'Italia è il Paese che cresce più lentamente in Europa, solo allo 0,1%. Il deficit di bilancio - ha proseguito - è aumentato, ha portato a una riduzione della fiducia e sono aumentati i tassi di interesse".

È quindi "importante che l'Italia ritorni sulla traiettoria della crescita economica concentrandosi sulle riforme strutturali e non sugli stimoli fiscali, perché non c'è lo spazio fiscale per farli'' ha detto.

"La procedura per deficit eccessivo riflette le decisioni di questo governo"

Rispondendo poi a una domanda se la situazione italiana attuale sia responsabilità di questo Governo o anche dei precedenti, Dombrovskis ha spiegato: "la procedura per deficit eccessivo riguarda quest'anno e l'anno prossimo e quindi riflette le decisioni di questo Governo, come quella di aumentare il deficit di budget, quest'anno che ha portato le conseguenze negative sull'economia Italiana". "Riguardo all'anno scorso, il Governo è cambiato a giugno, per cui la responsabilità è condivisa'' ha concluso.

Di Maio: "Nessuna sanzione ad altri Paesi che hanno fatto deficit"

Immediata la reazione dei 5 Stelle. "Noi siamo persone serie, l’Italia è un paese serio, che rispetta la parola data. Quindi andremo in Europa e ci metteremo seduti al tavolo con responsabilità, non per distruggere, ma per costruire. Però è molto seccante che ogni giorno si trovi un motivo diverso per parlare male dell'Italia e di questo governo!". Lo ha scritto su facebook il vicepremier Luigi Di Maio dopo la decisione della Commissione Europea di dare il primo via libera alla procedura di infrazione nei confronti dell'Italia. 

"Sono anni che diamo senza ricevere, o che riceviamo meno di quanto ci spetterebbe, anni che siamo totalmente ignorati sulla questione migranti, ad esempio. Ci lasciano tutto il peso e, come se non bastasse, poi ci fanno pure la morale. Così non va bene, così è troppo facile. Ora si parla tanto di questa possibile procedura di infrazione e sapete cosa riguarda? Riguarda il debito prodotto dal Partito Democratico nel 2017 e 2018. Noi la prendiamo seriamente, ma non possiamo fare finta di non sapere che ci sono Paesi europei che in questi anni, per risollevare la loro economia, hanno fatto molto più deficit di quanto consentito dai Trattati. E non sono andati incontro a nessuna sanzione!".

Di Maio: "Quota 100 e reddito non si toccano"

Per Di Maio "non è concepibile che un Paese con 6 milioni di disoccupati reali e migliaia di aziende che producono sotto il loro potenziale venga messo in croce perché vuole investire sulla crescita, il lavoro e la riduzione delle tasse. Lasciatemi dire che come sento parlare di doveri, mi piacerebbe sentir parlare anche di diritti. Diritti degli italiani e delle loro famiglie! Non chiedo tanto: diritti! Che tradotto significa la possibilità di aiutare le famiglie, le imprese, le scuole, la nostra sanità. Quindi rimbocchiamoci le maniche tutti. E con "tutti", intendo anche Bruxelles! Per ultimo due cose: Quota 100 non si tocca e, sia chiaro, le pensioni degli italiani non si toccano!". 

Conte: "La procedura d'infrazione va evitata, resto ottimista"

"Io sono sempre determinato e ottimista, farò ogni sforzo per scongiurare una procedura di infrazione che ovviamente non fa bene al paese". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte ai cronisti ad Hanoi.

"Non ho ancora letto le raccomandazioni - ha aggiunto il premier - ma quello che posso dire è che il monitoraggio dei nostri conti, in particolare per il 2019, sta evidenziando che le entrate tributarie e contributive sono maggiori rispetto alle previsioni. Questo ci consente di avere dei margini e di poter reagire meglio alla congiuntura economica che non e' favorevolissima".

Che cos'è la procedura di infrazione

Si tratta di una procedura complessa che comprende numerosi passaggi, ben 17. Nell'ipotesi peggiore l'Italia rischia una multa dello 0,2 per cento del Pil, maggiorato di una quota variabile fino allo 0,5 per cento del Pil, oltre alla sospensione dei pagamenti o degli impegni relativi ai fondi strutturali Ue.

L'accordo sul debito

Vale qui la pena ricordare come l'Italia avesse già rischiato l'avvio di una procedura per debito più volte in passato, di cui l'ultima nell'autunno scorso (ricordate inoltre il famoso rapporto deficit/Pil passato dal 2,4% a 2,04%?). La procedura di infrazione venne evitata grazie all'accordo sulla manovra economica di quest'anno raggiunto dal ministro dell'Economia Giovanni Tria con la Commissione europea a fronte di promesse e impegni, tra cui ricordiamo l'accantonamento di fondi e il solo slittamento dell'aumento dell'Iva.

Si auspicava altresì un balzo dell'economia che non c'è stato: ora le nuove stime sui conti pubblici dell'Italia indicano un nuovo rialzo del debito e il peggio potrebbe concretizzarsi. 

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