Referendum Jobs act, la Consulta "cancella" l'articolo 18: si voterà solo sui voucher

La Corte Costituzionale ha dichiarato inammissibile il referendum abrogativo sui licenziamenti illegittimi, via libera invece ai quesiti su voucher e responsabilità solidale negli appalti. Ora i giudici torneranno a riunirsi il 24 gennaio per sancire il destino dell'Italicum, la legge elettorale uscita monca dal referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre e da cui dipende anche il destino del governo Gentiloni

ROMA - La Corte Costituzionale dice 'no' al referendum abrogativo sulle modifiche all'articolo 18 introdotte con il Jobs act. La Consulta ha infatti dichiarato inammissibile il quesito sui licenziamenti illegittimi, mentre ha dato il suo via libera a quelli sui voucher e sulla responsabilità solidale negli appalti. 

Nella sede della Corte Costituzionale manca all'appello il giudice Alessandro Criscuolo: i 13 i giudici della Consulta hanno deciso sull'ammissibilità dei tre quesiti referendari proposti dalla Cgil sul Jobs Act. Il plenum dei 15 giudici previsti per la Suprema Corte è infatti incompleto dal novembre 2016, quando Giuseppe Frigo ha dato le sue dimissioni dalla Corte e il Parlamento non ha ancora scelto chi andrà a coprire la poltrona rimasta vacante, anzi, proprio oggi pomeriggio è convocato in seduta comune proprio su tale questione.

Bocciato il quesito per il ripristino dell'art.18, Salvini: "Sentenza politica"

I quesiti referendari proposti dal sindacato guidato da Susanna Camusso prevedono la cancellazione dei voucher, la reintroduzione della piena responsabilità solidale in tema di appalti. Bocciata invece la tutela reintegratoria nel posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo per tutte le aziende al di sopra dei cinque dipendenti. 

In aula gli avvocati del Comitato promotore, il professor Vittorio Angiolini e l'avvocato Amos Andreoni, e l'Avvocato dello Stato Vincenzo Nunziata per conto della Presidenza del Consiglio, hanno esposto le loro tesi pro e contro i referendum. Nelle memorie trasmesse alla Corte, l'Avvocatura dello Stato ha chiesto di dichiarare inammissibili i quesiti referendari, ai quali l'ufficio centrale della Cassazione, dopo il vaglio delle 3,3 milioni di firme raccolte dalla Cgil, ha dato il suo via libera nello scorso dicembre.

Al voto in primavera o elezioni anticipate: le opzioni del Governo

Il referendum abrogativo dei voucher e sulla responsabilità solidale negli appalti potrebbe tenersi a giugno mese in cui - e in ogni caso - andranno a votare più di mille comuni italiani e mese in cui potrebbero tenersi le elezioni politiche anticipate.

IL BLA BLA DELLA POLITICA ATTENDE LA CONSULTA

Nel pomeriggio intanto torneranno a riunirsi i parlamentari dopo le ferie monstre iniziate ben prima di NataleLe Camere sono convocate per eleggere un nuovo giudice della Corte costituzionale in sostituzione del giurista Giuseppe Frigo, che a novembre si è dimesso per motivi di salute. Un tema non di poco conto perchè proprio dal parere dei giudici costituzionali sulla legge elettorale uscita monca dal referendum costituzionale dello scorso 4 dicembre. Dal nodo Italicum (bocciatura senza appello, oppure solo parziale, o un meno probabile via libera alla nuova legge elettorale valida solo per la Camera) dipendono le prossime mosse dei partiti e anche il destino della legislatura, con Renzi che preme per votare a giugno.

I NODI DELL'ITALICUM. La Corte Costituzionale il prossimo 24 gennaio si esprimerà anche sulla legittimità del premio di maggioranza assegnato dall'Italicum al primo turno alla lista che abbia ottenuto almeno il 40% dei voti, come sotto la lente della Consulta sono il premio assegnato col ballottaggio, i capilista bloccati, il divieto di alleanze tra primo e secondo turno, le candidature multiple.

Il bla bla della politica si ferma quindi alla porta della Corte Costituzionale: dal giudizio degli ermellini dipenderà il congresso ordinario del Pd, teoricamente previsto a fine 2017, le possibili primarie del centrodestra, la nascita di un nuovo soggetto politico a sinistra e la conferma del Movimento 5 Stelle come principale partito della terza repubblica.

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Commenti (3)

  • Chi l' ha detto che l'art. 18 non può essere abrogato?? Scendiamo in piazza per riportare democrazia e libertà. Andiamo al voto anche per scioglere la corte costituzione che a quanto pare viene eletta dai politici e serve gli interessi dei politici.

  • Avatar di leo
    leo

    non è una sentenza politica?

    • ovvio che lo è ! Per caso ti sembra che sia la prima volta che accade una cosa simile ?

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