Referendum, la Lega deposita il quesito sulla legge elettorale (ed evoca i forconi)

Il quesito prevede l'abrogazione della parte proporzionale del rosatellum. Ora si attende il parere della Consulta, ma il sì non è affatto scontato. Calderoli contro i partiti di maggioranza: "Vogliono cambiare legge per evitare il referendum"

Roberto Calderoli, accompagnato da parlamentari della Lega, arriva in Cassazione per depositare la richiesta di referendum sulla legge elettorale, Roma, 30 settembre 2019. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Una delegazione della Lega, guidata dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, ha depositato in Cassazione il quesito per proporre un referendum sulla legge elettorale come chiesto da otto consigli regionali. La proposta referendaria annunciata a Pontida da Matteo Salvini prevede l'abrogazione della parte proporzionale della legge elettorale vigente (il così detto rosatellum) che diventerebbe così un legge elettorale maggioritaria. 

In estrema sintesi, per effetto dell'abrogazione della parte proporzionale del sistema elettorale, in ciascun collegio uninominale risulterebbe eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Si tratta dunque di un sistema elettorale che avvantaggerebbe il partito o la coalizione più votata e che invece penalizzerebbe le forze politiche minori. Inutile dire che la Lega potrebbe andare a nozze con una siffatta legge elettorale.

La proposta di referendum, prima di essere votata dal popolo, dovrà però passare al vaglio della Consulta. E il sì non è affatto scontato. Il costituzionalista Paolo Armaroli fa ad esempio notare che "il ritaglio referendario non consente alla legge maggioritaria residuale di essere immediatamente applicabile". In poche parole dal referendum potrebbe uscire una legge elettorale monca e dunque a rischio costituzionalità. 

Il tema di una riforma del sistema elettorale peraltro è tra gli obiettivi del governo Pd-M5s. Il sospetto della Lega (e non solo della Lega) è che Pd, 5 Stelle e Italia Viva, possano riuscire ad approvare una legge proprorzionale per mettere i bastoni alle ruote a Salvini. 

Calderoli: "Forconi se fanno i furbi per evitare il referendum"

"Ho invocato i forconi se qualcuno all'ultimo momento dovesse fare la furbizia, cambiando la legge per non fare il referendum" ha tuonato questa mattina Roberto Calderoli entrando in Cassazione. Il leghista ha poi puntato il dito contro  "questi tentativi truffaldini dell'ultimo momento" da parte dei parlamentari. "A me sembrerebbe uno che va a rubare il lecca lecca ai bambini e che va a modificare la legge all'ultimo momento". Calderoli ha anche fatto sapere di non temere il "no" della Consulta. 

"Dal momento in cui si è iniziato a parlare di questo referendum . ha aggiunto -, da un proporzionale puro sono iniziate a spuntare nei vari partiti proposte maggioritarie, diversi costituzionalisti si sono già proposti per sostenere il referendum e per andare a rappresentarci in Corte".

"Abbiamo avuto anche contatti con il papà di questi referendum, il professor Segni, quindi credo che con una raccolta di firme, che comunque andremo a fare a sostegno della proposta, si creerà anche un fronte popolare rispetto da una parte al referendum abrogativo con maggioritario, dall'altro alla proposta perché il cittadino possa eleggere direttamente il presidente della Repubblica, che credo sia molto auspicato da tutto il Paese".

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