Renzi all'attacco: "Di Maio non scappi. Giù le tasse a chi ha una badante"

"Tutti pensano che io voglia tornare a palazzo Chigi... Ma io faccio il segretario del Pd, non ho l'ansia di tornarci". Lo ha detto Matteo Renzi, ospite di DiMartedì su La7. E poi: "In Sicilia sconfitta netta. Ora nessun veto sulle alleanze"

Il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, ospite del programma di La7 "diMartedì", condotto da Giovanni Floris, Roma, 07 novembre 2017. ANSA/ETTORE FERRARI

"Tutti pensano che io voglia tornare a palazzo Chigi... Ma io faccio il segretario del Pd, non ho l'ansia di tornarci". Lo ha detto Matteo Renzi, ospite di DiMartedì su La7. E a Floris che gli chiedeva di chi si fiderebbe per quel ruolo risponde: "Ce ne sono tanti. Uno, forse se ne sarà accorto, si chiama Gentiloni. Non è andato lì per caso. Qui sembra che Gentiloni l'abbiate pensato voi". "Io premier? Per ora è una discussione sterile, lo deciderà il Parlamento dopo le elezioni. Mi dipingete come uno che vuole tornare per forza a Palazzo Chigi, ma io ho un lavoro". E sui malumori interni al Partito Democratico commenta lapidario: "D'Alema o Bersani non mi vogliono? Non mi hanno messo loro qui, ma due milioni di voti. Alleanze? Dialogo con tutti, nessun veto". Nel corso dell'intervista l'ex premier ha affrontato molti temi. 

"Di Maio non scappi"

"Sì, mi dispiace" che Luigi Di Maio abbia annullato il confronto in tv, perché "l'aveva chiesto lui, ma si è comportato in modo strano. Non è un modo serio". Così Matteo Renzi, segretario del Pd, intervistato da Giovanni Floris su La7. "Di Maio è il leader di un partito importante, ed è importante che non scappi. Potrebbe essere il premier: io mi auguro che non accada, ma se fai il premier non puoi usare questi metodi. Se ti chiama il presidente degli Stati Uniti, e mi è successo, e ti chiede 400 militari a Mosul, il presidente del Consiglio non può fare lo spaccone", dice Renzi. "O è una barzelletta, o ha fatto una figuraccia". E a Floris dice: "Suvvia, non lo difenda...". Se fosse stato presente in studio anche Di Maio, "gli avrei chiesto perché, visto che costantemente imperversa negli studi televisivi, ha partecipato al 30% delle votazioni: gli darei il 30% dello stipendio".

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La sconfitta in Sicilia

In Sicilia "è andata male, abbiamo perso". E "non è vero" che Matteo Renzi ha scelto di non metterci la faccia. Spiega lo stesso Renzi a DiMartedì su La7: "Sul referendum mi hanno detto che ho esagerato con la personalizzazione, quando c'è un'elezione locale io cerco di non mettere la mia faccia davanti a quella del candidato. Secondo lei in Sicilia hanno votato su di me? Siete ossessionati voi giornalisti. È noto che non mi manca l'autostima, ma come si fa a dire che in Sicilia si vota su di me, o su Berlusconi?". E porta ad esempio la sconfitta al Comune di Livorno, "nello stesso giorno in cui ci sono state le Europee del 40,8%".

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La data del voto

"Io avrei votato prima, avrei votato nel 2017. Si voterà quando deciderà il Presidente della Repubblica" dice Renzi. Alla domanda se lui si candiderà alla Camera o al Senato, e in quale collegio, replica: "Ci penseremo. Io punterò sul candidare i migliori nei collegi. Ma senza rincorrere per forza tutti. In Sicilia abbiamo rinunciato ai 17mila voti di Genovese".

"Pd doppia Forza Italia"

"Nei sondaggi il Pd è al doppio di Forza Italia. Sulle coalizioni e nei collegi vedremo come andrà. La mia scommessa è che il Pd sarà il maggior gruppo parlamentare e Fi e Salvini si dividono il giorno dopo". dice Renzi a DiMartedì. "Tra Berlusconi o Grillo, tutta la vita il Pd. Ed è il motivo per cui prenderemo il 40%. Berlusconi pensa al grande ritorno: quest'anno c'è stato il ritorno di Blade Runner, Twin Peaks e Trainspotting. Capisco che Berlusconi si sia convinto anche lui di poter tornare. Ma credo che tutti se lo ricordino lo spread", ha aggiunto Renzi.

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Il programma: "Giù le tasse a chi ha badanti"

"Vorrei introdurre la possibilità di scaricare dalle tasse integralmente il costo della badante purché sia in regola" annuncia. Rivendica lo stanziamento del bonus da 80 euro , l’abolizione delle tasse sulla prima casa, si dice disponibile a una battaglia in Europa per il taglio delle aliquote Irpef. Definisce "una follia" il reddito di cittadinanza e ribadisce la contrarietà alla flat tax: "Chi è ricco paghi di più". 

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