Riforma del lavoro, cosa cambia

Articolo 18, ammortizzatori e assicurazione sociale per l'impiego le basi del testo che sbarcherà in Parlamento

Ecco i punti principali in discussione nella riforma del mercato del lavoro.

Articolo 18 - E' il punto principale che ha portato al mancato accordo. Il Governo propone di lasciare il reintegro sul luogo di lavoro solo ai licenziamenti discriminatori mentre su quelli disciplinari si prece il rinvio al giudice che deciderà per il reintegro o l'indennità fino a un massimo di 27 mensilità in base all'anzianità del lavoratore. Niente reintegro ma solo indennizzo (da un minimo di 15 a un massimo di 27 mensilità facendo riferimento all'ultima retribuzione) per i licenziamenti economici.

Ammortizzatori sociali - I nuovi ammortizzatori sociali entreranno a regime dal 2017, fino ad allora sarà "transizione". Saltata quindi l'ipotesi di un entrata in vigore dal 2015.

Assicurazione sociale per l'impiego - L'aspi sarà in sostituzione del sussidio di disoccupazione. Sarà versata per 12 mensilità (18 per gli over 55) e con importi lordi massimi di 1119 euro al mese. Aboliranno, nel momento in cui saranno a regime, la mobilità.

Tipologia di contratti - Il contratto di lavoro a tempo indeterminato "diventa quello che domina sugli altri" ha spiegato il ministro Fornero. Saranno posti vincoli sui contratti intermittenti e a progetto mentre sarà previsto un aumento del costo dell'1,4% sui contratti a termine (con possibilità di restituzione all'azienda in caso di assunzione definitiva del lavoratore). L'assunzione a tempo indeterminato scatterà automaticamente dopo 36 mesi di contratto determinato.

Apprendistato - Sarà il contratto di apprendistato il contratto principale di ingresso nel mercato dl lavoro. Un apprendistato, ha spiegato il ministro Fornero, "serio, che formi il lavoratore e non un escamotage".

Stage - Non sarà consentito alle aziende fare stage gratuiti per i giovani al termine di un ciclo formativo, come i dottorati. "Basta lavoro gratis" lo slogan della Fornero. 

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