Riforma del lavoro, finanza e industriali all'attacco

Il Wall Street Journal ritratta: definire Monti come la Thatcher è stata "temporanea euro-follia". Confindustria: "Riforma very bad"

Non accennano a placarsi le polemiche sulla Riforma del lavoro. Un duro commento su quello che il premier Monti ha definito un "momento storico" per il nostro Paese è arrivato dal Wall Street Journal. La rinuncia del governo all'eliminazione del reintegro sul posto di lavoro in caso di licenziamento illegittimo ha di fatto portato a una rettifica: paragonare Mario Monti a Margaret Thatcher è stato un momento di "temporanea eurofollia". Per il Wall Street Journal, infatti, "la migliore analogia con i britannici potrebbe essere con Ted Heath, lo sventurato predecessore Tory". 

L'attacco del WSJ - Tutto sta nell'aver ceduto sull'articolo 18. "In Italia gli ottimisti, ebbene sì ve ne sono ancora, dicono che una riforma limitata è meglio di niente. Forse. Tuttavia Monti è stato scelto per recuperare l'Italia dalla soglia di un abisso greco. La riforma del lavoro è una resa a coloro che la stanno portando laggiù". 

Lo scontro con Confindustria - "Fino a tre mesi fa, Confindustria si sarebbe sognata una riforma del genere. Non avrebbe neppure  osato sperare che il licenziamento per motivi economici diventasse in Italia come in Paesi dove c'è maggiore flessibilità. E che il ruolo del reintegro fosse limitato, come è con questa riforma, solo a casi di abuso del licenziamento per motivi economici". Così al Tg1, ieri sera, Mario Monti ha risposto ad Emma Marcegaglia e Confindustria che a margine di un convegno alla Camera aveva espresso la delusione per il testo presentato. "Alla fine questa riforma non risolve il problema della flessibilità in uscita, ma soprattutto aumenta molto più di quello che ci era stato descritto la rigidità in entrata. Far costare di più i contratti a termine non esige in nessuna parte d'Europa". In poche parole, "l'accordo era diverso". Prima, tra licenziamenti e precarietà, "c'era equilibrio". Ora, per "molti imprenditori, il risultato di questa riforma è che non solo non creerà nuova occupazione. Molti di loro non rinnoveranno i contratti perchè hanno paura dei contenziosi. Se fai una riforma del lavoro che dovrebbe convincere le imprese ad assumere di più e poi hai tutte le imprese che dicono che sono deluse e che pensano che la riforma riduca l'occupazione, un problema c'è". 

Allarme contratti - In poche parole, per Emma Marcegaglia, il mondo delle imprese potrebbe decidere "di non rinnovare i contratti" proprio per il "timore dei contenzioni legali". Il risultato: "L'occupazione potrebbe calare".

La risposta di Monti - "Solo tre mesi fa, Confindustria si sarebbe sognata una riforma del genere". Per Monti "la presidente Marcegaglia è rimasta perfettamente al corrente della riflessione del governo e delle parti sociali sulla riforma del lavoro. Per lei la riforma è pessima? (Al Financial Times la presidente ha definito "Very bad" la riforma del lavoro, ndr) Si prenda la responsabilità di quello che ha detto". 

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