Governo, il rimpasto adesso è molto più di un'ipotesi: chi "rischia il posto"

Fontana al ministero per gli Affari Ue: è la scelta di Salvini (già comunicata al premier Conte). È la prima tessera di un possibile rimpasto, ora nessuno si sente di escludere che molto altro potrebbe cambiare a breve negli equilibri del governo: a partire dal ruolo di Di Maio

Ansa

C'è l'indicazione da parte di Matteo Salvini al premier Giuseppe Conte del leghista Lorenzo Fontana a nuovo ministro delle Politiche Ue. Conte - che avrebbe già dato l'ok - potrebbe portare la richiesta di nomina al Quirinale già dopo il Consiglio dei ministri che potrebbe essere convocato già domani. Il vicepremier Matteo Salvini ha indicato al premier l'attuale ministro per le politiche della famiglia per prendere il posto lasciato da Paolo Savona a febbraio, per la presidenza della Consob. In calo le quotazioni del professore Alberto Bagnai, l'economista della Lega che presiede la Commissione Finanze al Senato.

Sono prove tecniche di rimpasto nell'esecutivo, ma siamo solo alle schermaglie iniziali. Dopo le polemiche di ieri e lo scontro con Salvini, il sottosegretario "Spadafora non si dimette. Punto. E ora andiamo avanti, sono stanco di queste polemiche inutili" dice il vicepremier Luigi Di Maio, capo politico M5s. Nessuno però si sente di escludere che qualcosa potrebbe cambiare a breve negli equilibri del governo. Se, come ormai tutti ritengono probabile, il governo gialloverde non collassasse nei prossimi 10 giorni, ovvero entro quel 20 luglio che - in linea teorica - permetterebbe il ritorno al voto a settembre, qualche avvicendamento dovrebbe esserci tra i ministri.

Governo, prove tecniche di rimpasto

La voce più a sorpresa riguarda proprio Di Maio: lo solletica l'idea di rinunciare al Mise per dedicarsi "soltanto" al Lavoro. Da tempo persino nel Movimento 5 stelle qualcuno storice il naso per i troppi incarichi di Di Maio: vicepremier, due ministeri e capo politico del M5s. Il vicepremier originario di Pomigliano secondo alcune indiscrezioni potrebbe essere sostituito al vertice del Mise da Riccardo Fraccaro, attualmente ministro dei Rapporti con il Parlamento, il quale a sua volta potrebbe essere sostituito da Francesco D'Uva. Un domino tutto pentastellato che non cambierebbe in alcun modo l'equilibrio Lega-M5s. Difficile che in un eventuale rimpasto di governo venga coinvolto il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli: l'alteranativa sarebbe Stefano Patuanelli, capogruppo al Senato del M5s ed "esperto di infrastrutture".

La Lega avrebbe messo nel mirino anche altri colleghi del M5s, tra cui Elisabetta Trenta (Difesa), Giulia Grillo (Salute) e Sergio Costa (Ambiente). I pentastellati non hanno alcuna intenzione di fare concessioni e sarebbero pronti in tal caso a chiedere i ministeri dell'Istruzione, del Turismo e degli Affari regionali.

L'estate potrebbe portare ulteriori novità nell'esecutivo. Salvini rivuole due posti di sottosegretario al Mit (Andrea Crippa potrebbe subentrare ad Armando Siri o Edoardo Rixi). Infine, per il Mef sono pronti Alberto Bagnai e Claudio Borghi, i quali potrebbero sostituire il viceministro Massimo Garavaglia in caso di condanna (la sentenza di primo grado è attesa per il prossimo 17 luglio) nel processo per turbativa d'asta, nella sua veste precedente di assessore lombardo all'Economia.

Non è tutto. Fonti Lega confermano che Giancarlo Giorgetti sarebbe l'unico candidato al ruolo di commissario Ue, partita che si profila ad ottobre e l'Italia intende giocare fino in fondo. A quel punto si libererebbe un posto di primo piano, quello del sottosegretario alla presidenza del Consiglio: in corsa ci sarebbero Giulia Bongiorno, Claudio Durigon, visto di buon occhio per i risultati sul dossier quota 100, e Nicola Molteni, sottosegretario all'Interno, considerato uno stakanovista di prim'ordine, tanto da 'coprire le spalle' a Salvini e consentirgli di essere presente su più tavoli.

Conte: "Stiamo rimettendo in moto l'Italia"

Primi cantieri sbloccati, progetti approvati, risorse stanziate, interventi finanziati per una nuova stagione di investimenti per le comunità locali, con un occhio di riguardo alle aree disagiate del Sud del Paese. Iniziamo a raccogliere i buoni frutti della nostra strategia di sviluppo e crescita. Stiamo rimettendo in moto l'Italia". Lo ha dichiarato il premier Giuseppe Conte, facendo su Facebook un bilancio a suo dire positivo della giornata per il Governo,.

"La giornata - ha sottolineato il presidente del Consiglio- è iniziata con la notizia dell'ottimo riscontro sui dati sin qui acquisiti relativi ai microappalti gestiti dai Comuni: in soli cinque mesi è stato appaltato il 95 per cento dei 400 milioni di euro previsti dalla Legge di Bilancio per finanziare i lavori pubblici nei piccoli Comuni, come la messa in sicurezza di strade, scuole, edifici pubblici. Sono 7.393 i centri coinvolti per 7.842 progetti finanziati". E "da poco, invece, si è conclusa a Palazzo Chigi la quarta riunione del Tavolo sul Contratto istituzionale di sviluppo per il Molise".

"Anche in questo caso, in tempi record - sottolinea Conte- in meno di tre mesi dalla mia ultima visita a Campobasso, siamo riusciti oggi ad approvare la graduatoria del primo gruppo di progetti immediatamente realizzabili grazie ai 220 milioni di euro del Fondo di sviluppo e coesione gestito dal ministro Lezzi. Stiamo parlando di 66 interventi approvati, che interessano tutta la regione molisana. Progetti che vanno dal recupero e dallo sviluppo turistico dei tanti percorsi tratturali alla realizzazione di un centro di eccellenza universitaria in tema di "Data Science" e di "Machine learning"; dal rafforzamento della viabilità alla valorizzazione dei prodotti turistici; dalla riqualificazione di un'importante parte del patrimonio museale e culturale, fino alla riqualificazione dei borghi e del patrimonio naturalistico e ambientale. Interventi che hanno l'obiettivo di ridurre il divario infrastrutturale, economico e sociale del Molise rispetto ad altre regioni più virtuose, interventi che creano sviluppo e occupazione. Un lavoro straordinario portato avanti di concerto con le Istituzioni e gli stakeholders locali, grazie al prezioso e costante contributo di Invitalia".

"Un metodo di operare - conclude il premier- non calato dall'alto, che ci ha consentito di dare il via libera a progetti davvero funzionali per il territorio e le comunità locali. E' quanto abbiamo già fatto per il Cis della Capitanata, e lo stesso faremo entro l'autunno per la Basilicata e la provincia di Cagliari. Ma non ci fermiamo certo qui. Sono tanti gli interventi approvati in questo primo anno di Governo a sostegno delle comunità locali, ma altri ne presenteremo a breve. Nei prossimi giorni faremo un tagliando al piano Proteggi Italia che ho varato lo scorso febbraio, con il via libera ad altri centinaia di milioni di euro di progetti per la cura del territorio e il contrasto al dissesto idrogeologico".

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