Lega (e non solo) in piazza con le canzoni di Rino Gaetano, i familiari insorgono: "Siamo stufi"

La sorella e il nipote del cantautore protestano per le sue canzoni sfruttate dalla politica: "Rino non era né di destra, né di sinistra. Perché devono farsi forza usando lui e la sua musica?"

Rino Gaetano. Foto repertorio Ansa

Le canzoni di Rino Gaetano sfruttate dalla politica? "Siamo stufi", dicono all'Ansa Anna Gaetano e suo figlio Alessandro, sorella e nipote del cantautore scomparso il 2 giugno 1981 in seguito ad un incidente stradale a Roma. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'utilizzo della famosissima "Ma il cielo è sempre più blu", diffusa in piazza del Popolo a Roma durante la manifestazione della Lega di sabato scorso. I parenti di Rino Gaetano hanno sottolineato come non abbiano nulla contro il Carroccio, ma che la situazione "è diventata insostenibile".

"Non voglio che la musica di Rino sia mischiata alla politica - spiega Anna -. Non mi piace che venga utilizzato così, mi dissocio. Sono la sorella, posso dire la mia?".

Nessuna azione nei confronti di nessuno, precisano i familiari del cantautore crotonese. "Non ce l'abbiamo né con la Lega né con Matteo Salvini - sottolinea Alessandro -. Nel corso degli anni è capitato più volte che le canzoni e l'immagine di Rino venissero usate da parte di diversi schieramenti. Questo è solo stato l'ennesimo episodio che ci viene segnalato in questi anni e di cui siamo stufi. Fosse stato chiunque altro l'avremmo pensata allo stesso modo. Rino non è di destra né di sinistra, non ha colori politici. Perché devono farsi forza usando lui e la sua musica? Non ci è mai piaciuto - incalza -. Anzi, ogni volta che ci hanno invitato a parlare o cantare su un palco abbiamo chiesto di togliere le bandiere del partito di turno. Non critichiamo nessun messaggio, semplicemente ci sembra scorretto politicizzare la sua musica. Rino non era d'accordo neanche allora. Ha suonato alcune volte alla Festa dell'Unità, ma lui era solo a favore del popolo e contro chi tradiva i suoi ideali".

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Le richieste, continua il nipote, nel tempo sono arrivate anche fuori dalla politica. "Ci avevano chiesto di usare Nuntereggae più inserendo tutti nomi di politici. Facile così - prosegue - ma, ripeto, Rino voleva solo il rispetto delle persone. Non era per questo o per quello". Per la prima volta la famiglia si è rivolta direttamente alla Sony Music, con cui detiene i diritti dei brani, "per sapere se lo possono fare, se possono usare le sue canzoni così. Ci hanno risposto che avrebbero controllato circa l'uso delle sue canzoni. E che comunque nelle manifestazioni si compila il borderò. Ma la nostra non è una questione di diritti, non è quello che ci interessa" aggiunge. E poi, con un filo anche di rammarico, "per come siamo criticati da tutti ogni volta che ci muoviamo - dice insieme ad Anna - Se è qualcun altro che fa qualcosa su Rino, anche se nemmeno lo conosceva, va bene. Se è la famiglia, allora lo sfruttiamo. Dimenticando anche che la scelta non è nostra al 100 per cento".

Non c'era solo la canzone di Rino Gaetano ad accompagnare la manifestazione romana della Lega sabato scorso in piazza del Popolo. L'aria pucciniana Nessun dorma, all'inizio e alla fine del comizio di Matteo Salvini, ha guidato la playlist tutta italiana, con qualche canto di Natale tradizionale. Tra i vari artisti, Povia (I bambini fanno oh), cantante vicino alla destra, ma anche Edoardo Bennato, Vasco Rossi (Un mondo migliore), i Lunapop di Cesare Cremonini (Un giorno migliore), Andrea Bocelli (Con te partirò) e Ma il cielo è sempre più blu.

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Cosa dice veramente quel brano utilizzato sabato dalla Lega in piazza? "Che c'è tanta gente che soffre, disperata - risponde Alessandro -. C'è chi muore a lavoro, chi cerca casa, ma anche chi vive d'amore. Chi scappa con i soldi. C'è chi sta bene e chi sta male. E in questo marasma, c'è chi sta zitto e non dice nulla del marcio che c'è. Ma questa è la mia interpretazione - conclude il nipote del cantautore - il vero significato lo sa solo Rino".

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