Elezioni in Umbria, vincitori e vinti: cosa succede ora

Centrodestra a trazione Lega a valanga, fallito il patto civico Pd-M5s. E parte il processo a Conte. Il voto in Umbria ha anche un'eco nazionale, ma le conseguenze sul governo sono incerte

Donatella Tesei con Matteo Salvini. Foto Ansa

Vince, stravince, la destra in Umbria. Matteo Salvini si prende la regione, per quasi cinquant'anni in mano alla sinistra: Donatella Tesei - avvocato cassazionista ed ex sindaco di Montefalco, eletta in Senato con la Lega nel 2018 - è il nuovo presidente. Secondo i dati definitivi forniti dal ministero dell'Interno, la candidata della coalizione a trazione leghista ha staccato di circa venti punti Vincenzo Bianconi del centrosinistra. La Tesei ha ottenuto il 57,55% dei voti, mentre Bianconi si attesta al 37,48%. Forte aumento dell'affluenza che tocca il 64,42%.

I risultati delle elezioni regionali in Umbria

Riguardo ai partiti la Lega è al 36.95%, Fratelli d'Italia al 10,40% e Forza Italia al 5,50. Il Pd si attesta invece al 22,33%, il M5s al 7,41%. Seguono il civico Claudio Ricci, con il 2,64; Rossano Rubicondi (Partito Comunista) con l'1,01%, Emiliano Camuzzi (Potere al Popolo, Partito Comunista Italiano) con lo 0,87%; Martina Carletti (Riconquistare l'Italia) 0,21%; Antonio Pappalardo (Gilet Arancioni) 0,13; Giuseppe Cirillo (Partito delle buone maniere) 0,10%.

Elezioni in Umbria, i segnali per il governo nazionale

Dai risultati delle elezioni in Umbria emerge dunque un verdetto (e un segnale) chiaro: Salvini ha trionfato, espugnando una regione storicamente "rossa", in alleanza con Fratelli d'Italia in gran spolvero: il partito di Giorgia Meloni va in doppia cifra e supera il 10% arrivando quasi a doppiare Forza Italia, ferma al 5,5%. Dall'Umbria arriva un segnale chiaro anche a livello nazionale, ma le conseguenze sul governo di Roma sono incerte e tutte ancora da decifrare: non può essere il centrodestra a dare una spallata "dall'esterno" alla maggioranza giallorossa e non può bastare un voto regionale a destabilizzare un governo nazionale fino a farlo cadere. Ma questo voto potrebbe contribuire ad esacerbare le tensioni tra i due partiti maggiori della "strana alleanza" di governo.

Elezioni Umbria, Conte: "Il voto non incide sul governo"

Il voto in Umbria è "un test da non trascurare affatto" ma "noi siamo qui a governare con coraggio e determinazione, il nostro è un progetto riformatore per il Paese. Un test regionale non può incidere, se non avessimo coraggio e lungimiranza sarebbe meglio andare a casa tutti". Queste le parole del premier Giuseppe Conte a margine della seconda edizione di "Sindaci d'Italia", organizzata da Poste Italiane. La sua prima reazione odierna, dopo il distrastroso risultato elettorale per Pd e M5s, è stato citare la canzone "Meraviglioso" di Domenico Modugno: "Io in discussione? Non ho niente, ma ho il sole, il cielo e il mare".

Risultati elezioni in Umbria: numeri e analisi su PerugiaToday

A proposito, l'altro dato importante da registrare è proprio il fallimento del patto civico Pd-M5s. Il tentativo di trasferire la nuova alleanza nazionale sul piano locale non ha funzionato. I dem, storicamente forti in questa regione, peggiorano il dato delle Europee. Il Movimento 5 stelle esce con le ossa rotte dal voto in Umbria, con un risultato pesantissimo impensabile fino a poche settimane fa. Una disfatta. E il processo ai vertici è già partito: sul banco degli imputati c'è proprio la scelta di correre in tandem col Pd, mal digerita dalla base pentastellata.

Risultati elezioni Umbria, le reazioni

"A occhio abbiamo fatto un'impresa storica". Così Matteo Salvini appena arrivato in un albergo di Perugia, commenta il trionfo della candidata del centrodestra Donatella Tesei alle regionali in Umbria. "Per il Pd e per il M5s - spiega Salvini - è una lezione di democrazia, onestà e trasparenza, se la ricorderanno".  "La Lega si conferma primo partito, qui c'è l'Italia. Qualcuno stanotte a Roma avrà qualcosa su cui riflettere. Gli italiani - aggiunge - non amano i traditori e i poltronisti".

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, parla di una "sconfitta netta" che "conferma una tendenza negativa del centrosinistra consolidata in questi anni in molti grandi Comuni umbri che non si è riusciti a ribaltare. Il risultato intorno a Bianconi conferma, malgrado scissioni e disimpegni, il consenso delle forze che hanno dato vita all'alleanza". "Ovviamente - precisa Zingaretti - rifletteremo molto su questo voto e le scelte da fare, voto certo non aiutato dal caos di polemiche che ha accompagnato la manovra economica del governo".

Renzi: "Il patto non funziona, Conte non ha il tocco magico"

"Quello che è accaduto in Umbria mi dà ragione: quel patto elettorale non funziona. Ciò significa che c’è uno spazio politico enorme, una prateria sconfinata per Italia Viva. Il cui progetto non di certo quello di intrupparsi con i grillini". Lo dice Matteo Renzi in un articolo su Il Messaggero. La 'foto di Narni', alla quale Renzi non ha partecipato, e la decisione di trasformare la partita regionale in nazionale "per Renzi - si legge sul quotidiano romano - è stato un grave errore. E giudica un atto di arroganza aver considerato Conte l’uomo dei miracoli e dal tocco magico, quello capace di ribaltare una sconfitta annunciata. Anche perché, come dimostra il pessimo risultato di Bianconi, secondo il capo di Italia Viva, Conte non ha né il tocco magico, né può fare miracoli: una cosa è l’indice di gradimento che gli accreditano i sondaggi, un’altra sono i voti che porta", si legge su Il Messaggero.

La reazione dei Cinquestelle arriva con un post sulla pagina Facebook del Movimento. "Il patto civico per l'Umbria - si legge - lo abbiamo sempre considerato un laboratorio, ma l'esperimento non ha funzionato. Il Movimento nella sua storia non aveva mai provato una strada simile. E questa esperienza testimonia che potremo davvero rappresentare la terza via solo guardando oltre i due poli contrapposti". "Dalla formazione del primo esecutivo - scrivono i Cinquestelle - ci è stato subito chiaro che stare al governo con un'altra forza politica - che sia la Lega o che sia il Pd - sacrifica il consenso del Movimento 5 Stelle. Ma noi non siamo nati per inseguire il consenso, bensì per portare a casa i risultati, come il carcere per gli evasori di questa settimana e il taglio dei parlamentari della settimana precedente".

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La leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, commenta su Facebook. "Espugnata la roccaforte della sinistra, ora liberiamo l'Italia", scrive. "Gli italiani hanno detto chiaramente da che parte vogliono stare. Lega, Fdi e FI superano il 50%, Fratelli d'Italia in Umbria è il terzo partito e mi auguro che questo trend si concretizzi anche su scala nazionale. Fossi in Conte rassegnerei subito le dimissioni".

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