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Sabato, 20 Aprile 2024
Politica

Renzi e il complotto dei sacchetti: "Non esiste un'azienda amica del Pd"

L'ex premier ha risposto, con un lungo post sulla sua bacheca Facebook, a chi lo accusa di aver favorito una sua amica con il provvedimento sui sacchetti di plastica biodegradabili

I sacchetti di frutta a verdura a pagamento nei supermercati è uno dei temi più caldi degli ultimi giorni. Il caso ha creato scompiglio e indignazione tra i consumatori, obbligati a pagare 2 centesimi per ogni sacchetto di plastica biodegradabile, senza poterli riutilizzare e senza poter portare delle buste da casa. 

Una sorta di 'tassa' che non è piaciuta a nessuno. Chiarito che dall'Unione Europea non è arrivato un vero e proprio obbligo, in Rete circola una storia complottistica che vede al centro di questo provvedimento Matteo Renzi, ex premier e segretario del Partito Democratico. Secondo questa versione dei fatti sarebbe stato proprio Renzi a volere questo provvedimento, per fare un piacere ad una sua cara amica, proprietaria di un'azienda che produce appunto buste di plastica biodegradabili. 

Su Facebook e WhatsApp circolano screen di post e messaggi, dalla dubbia provenienza, che attestano questa versione dei fatti, tutt'altro che confermata.

Proprio per placare questa polemica, Matteo Renzi ha pubblicato sulla sua bacheca Facebook un lungo post in cui smentisce ogni accusa e spiega la situazione dal suo punto di vista: “L'ultima che sta girando molto via sms è che avrei organizzato un complotto per aiutare miei amici e cugini di terzo grado impegnati nella fabbricazione di sacchetti. Ebbene sì. Voi non immaginate quanto sia diabolica la nostra mente: prepariamo complotti tutti i giorni, anche tra San Silvestro e Capodanno”. 

“La storia è molto semplice – continua Renzi sul social network - Nel 2017 l'Italia ha attuato una direttiva europea che tende a eliminare la plastica dai sacchetti. L'obiettivo sacrosanto è combattere l'inquinamento alla luce degli impegni che abbiamo firmato a Parigi e che rivendichiamo: noi a differenza di Trump non abbiamo cambiato idea”.

 L'ex premier poi arriva a parlare della sua presunta amica, produttrice di sacchetti: “E quanto all'accusa che il Parlamento lo avrebbe fatto per un'azienda amica del Pd vorrei ricordare che in Italia ci sono circa 150 aziende che fabbricano sacchetti prodotti da materiale naturali e non da petrolio. Hanno quattromila dipendenti e circa 350 milioni di fatturato. Anziché gridare al complotto dovremmo aiutare a creare nuove aziende nel settore della Green Economy senza lasciare il futuro nelle mani dei nostri concorrenti internazionali. I posti di lavoro del domani sono in settori come questi, vanno creati e coltivati: oppure si pensa davvero che vivremo tutti di sussidi, assistenzialismo e redditi di cittadinanza?”.

“Spero che alla fine del 2020 – conclude Renzi nel suo post - le aziende italiane attive nell'economia verde siano il doppio di quelle che sono oggi e facciano meglio dei concorrenti globali, specie quelli del Sud Est asiatico che in questo settore stanno investendo molto. Noi faremo la campagna elettorale seriamente, parlando dei problemi veri e offrendo soluzioni. Per pulire l'Italia dall'inquinamento ambientale e anche da quello delle fake news. Chi vuole inventare bugie si accomodi pure, noi non lo seguiremo. Buon complotto a tutti”. 

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