Salvini e gli aborti in pronto soccorso: cosa dice la legge

"ll pronto soccorso non è la soluzione a stili di vita incivili", ha detto Salvini parlando dell'aborto. Cosa dice la legge 194 sull'interruzione di gravidanza

Matteo Salvini al Palazzo dei Congressi durante evento Lega ‘’Roma torna Capitale’’ , Roma 16 Febbraio 2020. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Dal palco dell'evento "Roma torna Capitale" organizzato dalla Lega al Palazzo dei Congressi, Matteo Salvini ha passato in rassegna vari temi cari al suo elettorato, dalla questione dei migranti fino alla sanità. Parlando dell'affollamento dei pronto soccorsi, Salvini ha detto: "Ci sono immigrati che hanno scambiato i pronto soccorsi per l’anticamera di casa. Ci sono migliaia di cittadini che non pagano una lira. Io dico che la terza volta che ti presenti paghi", ha tuonato Salvini tra gli applausi, per poi aggiungere: "Delle infermiere del pronto soccorso di Milano mi hanno segnalato che ci sono delle donne, né di Roma né di Milano, che si sono presentate per la sesta volta per una interruzione di gravidanza. Non entro nel merito di una scelta che compete solo alla donna. Non è compito mio né dello Stato dare lezioni di morale o di etica a chiunque, è giusto che sia la donna a scegliere per sé e per la sua vita. Però non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile".

Una volta sceso dal palco, Salvini ha provato poi a smorzare le polemiche: l'interruzione di gravidanza " è una scelta che spetta solo alla donna, alla coscienza, alla libertà di scelta della donna, semplicemente ritengo che arrivare alla quinta, sesta, settima interruzione di gravidanza, come molti medici mi hanno segnalato, non faccia bene alla salute e meriti una riflessione". "Io non sono nessuno per dare lezioni di morale – ha aggiunto il leader della Lega – Mi sono permesso di dire che evidentemente c'è un tema culturale da affrontare se qualcuno abusa di un'operazione che fa male alla salute. Figurati se Salvini si mette contro l'aborto o il divorzio, sono l'ultimo che può dare lezioni, ma raccolgo il grido d'allarme che arriva da tanti pronto soccorso, ospedali, consultori, che chiedono di fare il possibile per tutelare la vita".

Aborto, la procedura prevista dalla legge 194

Ma come funziona l'interruzione di gravidanza in Italia? Per prima cosa, l'interruzione di gravidanza per volontà della paziente non si fa in pronto soccorso. Secondo quanto previsto dalla legge 194/78, la donna deve presentare un certificato di gravidanza, a cui fa seguito un colloquio con un medico, che è tenuto per legge a esaminare con la paziente possibili alternative all'aborto e a metterla a conoscenza dei suoi diritti qualora decida di portare avanti la gravidanza. Dopo il colloquio, la donna ha a disposizione sette giorni per riconsiderare o confermare la propria decisione; allora scadere del periodo, il medico rilascia un certificato che attesta l'avvenuto colloquio e a quel punto si può procedere con l'interruzione di gravidanza – chirurgica o farmacologica - in una struttura pubblica o in una convenzionata. Anche le donne straniere senza permesso di soggiorno possono accedere al servizio sanitario, in maniera anonima e senza esibire un documento di identità, richiedendo il codice STP (Stranieri temporanei presenti).

Quarant'anni dalla 194: come l'Italia è arrivata ad avere una legge sull'aborto

E la pillola del giorno dopo? Fermo restando che si tratta di contraccezione d'emergenza e non di aborto, la pillola del giorno dopo può essere richiesta semplicemente in farmacia, quindi non è necessario il passaggio al pronto soccorso.

Appello al ministro della Salute

Le parole di Salvini (sia nella sua prima formulazione sia nel successivo tentativo di chiarimento) hanno suscitato polemiche e critiche. La dottoressa Elisabetta Canitano, ginecologa e presidente dell'associazione Vita di Donna per la tutela della salute femminile, ha replicato su Facebook alle affermazioni di Salvini, dalla questione dei pronto soccorso ai cosiddetti "stili di vita incivili", portando la propria esperienza di operatrice sanitaria nel pubblico e lanciando anche un appello al ministro della Salute Roberto Speranza. 

(Le donne che) vanno in pronto soccorso a chiedere di abortire non sono tante, ma esistono, certo che esistono (...) Esistono… e vengono mandate via, fra l'altro, qualche volta con qualche informazione in più, qualche volta via e basta.

Sono italiane a cui nessuno ha mai detto che esistono i Consultori familiari, disabituate a credere che la sanità pubblica esista e funzioni. Sono straniere a cui i servizi pubblici fanno storie, nonostante lavorino in regola con i contributi, perché non hanno la residenza (gli italiani gli affittano casa a nero per non pagare le tasse).

Straniere che hanno perso il lavoro e con esso la nostra assistenza, non più classificabili come irregolari, ma senza diritto alle cure. Straniere con problemi di lingua, o di comprensione delle nostre burocrazie. Italiane in difficoltà, che si vergognano di chiedere al loro medico di famiglia, che magari è un obiettore, che hanno un ginecologo a pagamento cattolico, o non lo hanno per niente, o non hanno i soldi per pagargli l'ennesima visita.

Si buttano al Pronto Soccorso in preda alla paura, all'ansia, non sapendo dove andare, non trovando altro accesso alla sanità pubblica, chiedendo di essere 'soccorse'. In un paese civile ci domanderemmo tutti dov'è la difficoltà per loro ad accedere ai servizi, come intercettarle, come aiutarle. Loro, come quelle che la gravidanza la vogliono portare avanti, spesso anche loro con le stesse difficoltà, spesso anche loro in Pronto Soccorso per fare le analisi 'da furbe' senza pagare. Noi dal telefono di Vita di donna le conosciamo bene. 'Vado in Pronto soccorso ?' No, cara, no, cerca il Consultorio familiare più vicino, dicci se ti fanno delle storie, chiamaci magari da lì'.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Spot
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

E anche: 'Non se lo mette il preservativo questo tuo fidanzato/compagno/marito o chi per lui ? no eh. Dice che gli dà fastidio/che ti ama troppo/ che tanto lui è così bravo....'. Questo io lo chiamo un comportamento incivile. Mettere incinta una donna perchè non ti va di usare una precauzione, perché disturba il tuo piacere. Cominciamo a dirlo. Salvini è un uomo. La posizione migliore per dire agli uomini di usare una precauzione, coraggio. Al Ministro Speranza il compito di chiedersi come aiutare queste donne. (Ma nel milleproroghe non ho trovato la contraccezione gratuita....) A noi di raccontare e lottare.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, la fidanzata di Dybala rompe il silenzio: "Tosse e dolori al corpo, sensazione perenne di disagio"

  • Belen contro Barbara d'Urso: l'affondo durante una diretta su Instagram

  • Domenica In, Roby Facchinetti annulla l'ospitata: "Bergamo è la mia città, sono devastato dal dolore"

  • Coronavirus, quale mascherina bisogna usare

  • Coronavirus, come sono cambiati i trasporti pubblici durante l'epidemia

  • Coronavirus, addio alla mamma di Piero Chiambretti

Torna su
Today è in caricamento