"Conte leggeva, Di Maio scriveva", poi Di Maio risponde alle accuse di Salvini

Governo sull'orlo di una crisi di nervi, e tra i vicepremier si apre la resa dei conti: "Non voglio passare per bugiardo" dice Di Maio che replica all'invettiva di Salvini che accusa: "Non voglio passare per scemo"

Mentre lo spread si avvicina alla pericolosa quota 350 i due vicepremier continuano a litigare sui condoni in attesa del vertice e del consiglio dei ministri convocato in tutta fretta dal premier Conte. L'ultima picconata al Governo arriva dal vicepremier Matteo Salvini che accusa senza mezzi termini il leader dello schieramento alleato Luigi Di Maio che mercoledì sera a Porta a Porta aveva accusato misteriose "manine" di aver ritoccato il decreto fiscale aggiungendo un scudo fiscale.

"C'erano due ministri in quel consiglio dei ministri: uno leggeva il testo incriminato e uno verbalizzava il testo incriminato. Chi leggeva era il presidente del consiglio Giuseppe Conte, che ha tutta la mia stima. E chi verbalizzava? Luigi Di Maio. Altra persona corretta. Ma passare per l'amico dei condonisti, proprio no".

Salvini contro Di Maio: "Nessuna manina"

Ma quella che sembra un'apertura è un atto di accusa ai 5 stelle: "Riscriviamo tutto. Via i condoni, ma anche quello per Ischia"

"Dico a Di Maio e ai 5 stelle: non cerchiamo altrove avversari o manine che cambiamo i decreti. Basta dire abbiamo sbagliato e si ricomincia. Se avete problemi interni voi, non scaricate su Lega, paese e governo"

Per la prima volta il vicepremier fa un cenno ad una crisi di governo che potrebbe portare anche alla risoluzione dell'alleanza gialloverde:

"Il governo non salta. Non farò questo regalo al Pd e agli speculatori"

A fare adirare il ministro dell'Interno sono anche gli 81 emendamenti al decreto sicurezza e immigrazione presentati dal Movimento 5 stelle

"Come se fossero all'opposizione? Ragazzi non è così che si lavora. Non è così che si fa tra alleati. Ci stanno 5-10-15 emendamenti. Ma 81 emendamenti, una forza di maggioranza al decreto sicurezza e immigrazione no. Io voglio andare avanti, sgobbo, lavoro, chiedo scusa se sbaglio, ma mantengo la parola. Spero che la notte porti consiglio"

L'accusa di Matteo Salvini a Di Maio

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Spread alle stelle, ecco cosa temono i mercati e quali conseguenze avrà

Butta acqua sul fuoco e schiva le accuse Luigi Di Maio dopo un vertice a Montecitorio​ con Davide Casaleggio e Pietro Dettori.

"Il tema vero è che noi non vogliamo il condono - spiega Di Maio durante la registrazione della puntata di 'Petrolio', in onda domani sera su Rai1 - non lo vuole neanche la Lega? Benissimo, il problema è risolto"

Di Maio: "Non vogliamo il condono"

Il vicepremier Luigi Di Maio poi ha preso parola sui social e accusa gli alleati di governo: "Da bugiardo non voglio passare e mi si dice che ero distratto io non ci sto".

"Quando si dice che Conte leggeva e Di Maio scriveva si dice una cosa non vera"

"Se sul Dl fiscale non si è fatto un pre Consiglio non è per il M5S, noi l'aevamo chiesto, e non per il presidente del Consiglio. È un'altra persona che deve riunire il pre Consiglio, e mi fermo qua". Lo ha detto Luigi Di Maio nel corso di una diretta Facebook riferendosi tra le righe al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Giancarlo Giorgetti, fin dall'inizio del "condono gate" al centro delle accuse pentastellate.

" In Cdm non si è mai parlato di condono penale e fondi esteri. Lo scudo penale sull'autoriciclaggio non serve e siccome siamo d'accordo, domani sistemiamo"

Palazzo Chigi: "L'articolo 9 non è stato verbalizzato"

Una nota di palazzo Chigi in merito alla vicenda del decreto legge fiscale chiarisce che "la cosiddetta dichiarazione integrativa (condono: art.9) è stata oggetto di una discussione politica che si è protratta a lungo sino all'inizio dei lavori del Consiglio dei Ministri.

"Su di essa si è formato un accordo politico e sulla base di esso, riassunto dal Presidente Conte a beneficio dei presenti, si è entrati in consiglio dei ministri. La bozza del decreto fiscale che gli uffici hanno fatto trovare durante il Consiglio dei Ministri non conteneva la dichiarazione integrativa di cui all'art. 9: questa norma risultava in bianco proprio perchè l'accordo politico è stato raggiunto poco prima e gli uffici non hanno fatto in tempo a tradurlo sul piano della formulazione tecnico-giuridica".

A Consiglio avviato, spiegano da palazzo Chigi "è stato portato al presidente Conte un foglio contenente una prima traduzione tecnica dell'accordo politico: in pratica l'art. 9 sulla dichiarazione integrativa. Il foglio non è stato distribuito a tutti i Ministri presenti e il Presidente si è limitato a riassumere a beneficio di tutti i termini dell'accordo raggiunto sul punto, riservando a un momento successivo la verifica tecnica come è normale che sia per tutte le disposizioni giuridiche".

"Non c'e' stata quindi la verbalizzazione specifica del contenuto dell'art. 9, il cui testo, appena arrivato, andava comunque verificato successivamente nella sua formulazione corretta dagli Uffici della Presidenza"

Conte: "Cdm affronterà questone politica"

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte da Bruxelles spiega: "Per quanto mi riguarda, io porterò in Cdm una questione tecnica in merito al testo del decreto in materia fiscale. Se poi diventerà politica, in questo momento lo escludo.

"Se poi diventerà politica, siccome è un Consiglio dei ministri, in Consiglio dei ministri si può affrontare anche una questione politica".

Nel frattempo il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici ha spiegato di voler incontrare Matteo Salvini o Luigi Di Maio. "Non so se il dialogo sarà costruttivo ma parlarsi è sempre interessante e li vedrei volentieri - ha affermato durante una conferenza stampa - Trasmettete il messaggio".

Che cosa contesta l'Europa al Governo: i tre gravi rilievi nella lettera di Moscovici 

"La risposta che ci darà Giovanni Tria sarà molto importante sulle nostre preoccupazioni: sul deficit strutturale, sul livello di debito e sulla capacità del Bilancio di sostenere la crescita"

Il Commissario Ue agli affari economici, Pierre Moscovici è tornato anche a commentare il rischio contagio per lo spread nella zona euro, escludendo che vi sia un rischio serio. Eppure i dati vedono un rialzo importante dei rischi anche per Spagna e Francia."non commentiamo l'attività sui mercati" taglia corto Moscovici.

spread spagna-2

spread francia-2

Intanto lo scontro sul condono all'interno della maggioranza allunga i tempi di trasmissione al Parlamento anche della legge di bilancio, che doveva approdare alle Camere entro domani 20 ottobre.  Il nuovo passaggio in Consiglio dei ministri del decreto fiscale (che contiene il contestato articolo 9) previsto per domani blocca di fatto anche la trasmissione della manovra in quanto la cosiddetta 'pace fiscale' è una misura a copertura di altre norme contenute nella legge di bilancio.

Che cosa succede ora 

Quando finalmente il pacchetto (manovra e decreto) approderanno alla Camera e al Senato si darà ufficialmente il via alla sessione di bilancio che si annuncia 'rovente' se le premesse sono quelle a cui stiamo assistendo in questi giorni. 

Mettere d'accordo le due anime del governo sull'enorme mole di emendamenti che verranno presentati dai parlamentari non sarà cosa semplice e gli 'sgambetti' dell'una o dell'altra parte saranno costantemente dietro l'angolo fino al 31 dicembre quando la manovra dovrà diventare legge dello Stato pena l'esercizio provvisorio.

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