Salvini-Di Maio, l'intesa incompiuta: "Relazione complicata, come su Facebook"

"Il ritorno al voto sarà un ballottaggio tra M5s e Lega", dice il leader del Movimento che, come Matteo Salvini, è contrario al governo neutrale proposto da Mattarella

Lega e Movimento 5 stelle sono nettamente contrari al governo neutrale proposto da Sergio Mattarella dopo il terzo giro a vuoto delle consultazioni e premono per il ritorno immediato alle urne. "Probabile che con il voto si vada a finire al 22 luglio. Sarà un ballottaggio tra il M5s e la Lega", dice il leader dei 5 Stelle Luigi Di Maio. E sul rapporto con Salvini, afferma: "E' come su Facebook, una relazione complicata". 

"Ringrazio Mattarella per la pazienza avuta in questo periodo: io sono sempre stato onesto e lineare anche col Quirinale. Noi un governo tecnico o neutrale non lo votiamo perché significa portare al governo persone che non hanno connessione con le persone, rischierebbero di far quadrare solo i conti con un rischio che è lo stesso del governo Monti. Adesso forse si torna al voto, lo spero, non vedo alternative, un governo neutrale, tecnico no per carità". Lo ha detto il capo politico M5s, Luigi Di Maio, a Rtl 102.5.

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"E’ probabile che si andrà a finire il 22 luglio”, ha aggiunto. Sia il Movimento 5 Stelle sia la Lega hanno respinto l’appello di Mattarella per una fiducia a tempo, fino a dicembre, a un governo di garanzia, non di parte, che conduca il Paese a nuove elezioni. È fondamentale che il voto degli italiani sia rispettato", ha detto il leader leghista Matteo Salvini. "Quindi o un governo del centrodestra, oppure elezioni il prima possibile, per la prima volta in estate. Non c’è tempo da perdere, non esistono governi tecnici alla Monti, contiamo che Berlusconi mantenga la parola data e abbia la nostra stessa coerenza, poi gli italiani ci daranno la maggioranza assoluta e cambieremo l’Italia da soli".

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Dal canto suo il M5s, per bocca di Danilo Toninelli, capogruppo del M5s al Senato, ha fatto sapere che "capiamo il tentativo del presidente Mattarella ma siamo obbligati a ricordare che sono sessanta giorni che vogliamo dare al Paese un governo politico rispettoso del voto popolare, le abbiamo provate tutte e non possiamo accettare un governo di servizio, che evidentemente è un governo tecnico, che non ha un collegamento con la sensibilità popolare, che non passa per il voto popolare. L’8 luglio per noi può essere la data giusta per il voto e la data di un vero cambiamento".

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