Governo avanti, ma con la Lega al volante: tutti i dossier più caldi

Salvini ha già chiarito come ci sia tutta l'intenzione di portare avanti l'esperienza dell'esecutivo Conte. Ma va già all'attacco su flat tax, Tav e deficit

Governo avanti, ma con la Lega al volante: il giorno dopo il voto europeo che ha sancito la vittoria leghista (in Italia, ma non in Europa), Matteo Salvini ha già chiarito come ci sia tutta l'intenzione di portare avanti l'esperienza dell'esecutivo Conte. Ma solo a talune condizioni: il leader leghista va già all'attacco su flat tax, tav e deficit. Il leader del Carroccio mette il taglio delle tasse al primo posto, e Di Maio ci sta: "Prima facciamo il tavolo sulla flat tax e meglio è. Se ci sono i soldi facciamola". 

Tav, il dossier è in mano a Conte

Tra i vari dossier della discordia tra Lega e M5s, è la Tav a tenere subito banco, sin da quando comincia ad essere chiaro il responso delle urne. A spiegarlo è il vincitore: "Gli italiani, con il voto per le elezioni europee, hanno dato ''un mandato chiaro: andate e fate'', incalza Salvini. La risposta del numero uno dei M5s non si fa attendere: "non cercheremo lo scontro", assicura Di Maio, lasciando però il dossier in mano al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Il capitolo 'conti pubblici' è uno spin off dei primi due. Da una parte, si chiede di escludere le spese delle infrastrutture dal deficit e, dall'altra, si vorrebbe portare avanti la battaglia per ottenere lo sforamento del tetto del 3%, che farebbe tanto comodo per attuare la riforma fiscale.

''Non siamo noi che vogliamo sforare'', premette il segretario della Lega. ''Non ho voglia di sfidare nessuno, ma non sto a impiccarmi a un parametro, un numero o una regoletta''. Sembra quasi una risposta quella che arriva da Bruxelles, forte dei risultati elettorali, e della possibilità di confermare l'attuale alleanza (con l'aggiunta di liberali o verdi). La Commissione dovrebbe inviare all'Italia una lettera per chiedere chiarimenti sui rialzi del debito. La prossima scadenza, già fissata, sarà quella del 5 giugno, quando la Commissione europea pubblicherà le raccomandazioni sull'Italia, con le quali potrebbe aprire una procedura alla luce delle deviazioni sui conti.

Flat tax, rischio beffa per redditi più bassi

L'imposta sulle persone fisiche, come è scritto nel contratto di governo, sarà composta da ''aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell'imposta, in armonia con i principi costituzionali''. Sono previste due aliquote, al 15% e al 20% per le persone fisiche, ma anche partite iva e imprese. Per i nuclei familiari è prevista una deduzione fissa di 3.000 euro sulla base del reddito. E per evitare che l'introduzione del nuovo regime possa avere degli effetti negativi per le classi di reddito più basse resta confermato il principio della no tax area. ''Una maggiore equità fiscale, dunque, a favore di tutti i contribuenti: famiglie e imprese'', si assicura nel contratto di governo. Il costo dell'operazione varia dai 60 miliardi di euro, risultato di una su delle varie e possibili ipotesi formulate dal ministero dell'Economia, a una forbice che va dai 12 ai 15 miliardi di euro, secondo le stime del governo.

Grandi opere e sblocca cantieri: ultime notizie

I temi sono tanti. Il risultato delle elezioni, non solo in Italia ma anche in Francia, dove l'amica Marine Le Pen  ha vinto ''permetterà all’Europa di investire ancora più soldi sui grandi opere'' a partire proprio dalla Tav, spiega Salvini. Il primo passo potrebbe essere l'approvazione di un emendamento al decreto legge Sblocca cantieri, accantonato proprio in attesa del voto di ieri, che da domani entra nel vivo. Le commissioni Lavori pubblici e Ambiente del Senato si troveranno sul tavolo una proposta di modifica del Carroccio, che Forza Italia ha annunciato di voler votare. E c'è chi, in questa unione di fatto, potrebbe intravedere delle prove generali di una nuova coalizione di governo. La proposta di modifica, nei fatti, non avrebbe un impatto pratico sulla Tav ma avrebbe un valore politico in quanto conferma la priorità dei grandi corridoi Ue.

Conti pubblici e rischio aumento Iva

Lo scoglio vero per l'esecutivo sarà la prossima legge di bilancio. Il debito italiano dovrebbe salire al 133,7% quest’anno e al 135,2% nel 2020. La crescita è al contagocce: +0,1% nel 2019 e 0,7% il prossimo anno. In rialzo anche il deficit: al 2,5% nel 2019 e al 3,5% nel 2020. A bocce ferme, manca quindi all'appello uno 0,7% di aggiustamento dei conti, quasi 12 miliardi. Se l'Italia ottenesse la flessibilità Ue per il crollo del Ponte Morandi e il dissesto idrogeologico, potrebbe ottenere un sconto di un paio di miliardi, dunque circa 10 mld. Se poi a questo 'arretrato' aggiungiamo i 23 miliardi necessari per disattivare le clausole Iva nel 2020, saliamo a 33 miliardi di manovra, escludendo il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, ma soprattutto della misura bandiera della Lega, la Flat tax, che con Salvini adesso più che mai vorrà mettere in cima alle priorità.

Se su infrastrutture, fisco e conti pubblici ora la Lega passa all'incasso, si tratta ora di vedere come si schiererà su altri dossier altrettanto caldi, al centro di tensioni nel governo giallo-verde. Capitoli aperti sono ad esempio salario minimo, orario di lavoro e decreto famiglia.

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Salario minimo, orario lavoro e pacchetto famiglie

La norma con cui fissare un salario minimo per tutti i lavoratori a 9 euro lordi l'ora, proposta dal M5s, non ha ottenuto il placet del Carroccio meno propensa ad alterare il meccanismo del Contratto nazionale collettivo che assegna ad aziende e sindacati la ricerca di un equilibrio, e più favorevole invece ad una legge che dia corpo alla rappresentanza sindacale ma anche a quella imprenditoriale per evitare il proliferare dei contratti-pirata.

salvini di maio ansa-3-3

Pasquale Tridico, il presidente Inps in quota 5 stelle, nei mesi scorsi ha parlato di una possibile "riduzione dell’orario di lavoro, a parità di salario, come leva per ridistribuire ricchezza e aumentare l’occupazione", infatti, è stata respinta senza appello dagli esponenti del Carroccio ai quali il repechage dello slogan che infiammò gli anni 70, "lavorare meno lavorare tutti", appare intraducibile nella realtà di oggi.

Il provvedimento annunciato nei giorni scorsi da Di Maio, e secondo il M5s già virtualmente coperto sotto il profilo finanziario da quel miliardo di risparmio liberatosi dal Reddito di cittadinanza, prevederebbe una serie di incentivi per le giovani coppie con figli, da un fondo per le politiche per la natalità, agli sconti su pannolini, babysitter e sgravi sulle rette degli asili nido. Ma la Lega potrebbe voler utilizzare diversamente il tesoretto Rdc: ad esempio, per scongiurare l'aumento Iva (ma serviranno molti altri miliardi, che nessuno sa da dove potrebbero "spuntare").

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