Salvini-Di Maio, il nuovo governo appeso a un filo: i punti su cui rischia di saltare l'intesa

Il leader della Lega ammette: posizioni distanti su migranti e giustizia. "Gli accordi un tanto al chilo non fanno per noi". E spunta l'ipotesi di una votazione tra gli elettori del Carroccio

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontra i rappresentanti della Lega, il segretario Matteo Salvini insieme a i colleghi Giancarlo Giorgetti e Gian Marco Centinaio

Ancora nulla di fatto per il governo. Dopo Luigi Di Maio, anche Matteo Salvini prende tempo: "Stiamo facendo uno sforzo enorme, perché se dovessimo ragionare per convenienza politico-partitica non saremmo qui da tempo" ha detto il leader della Lega dopo il colloquio con il Capo dello Stato. Se la Lega dovesse guardare ai sondaggi, ha aggiunto Salvini, "saremmo i primi a dover dire: 'chi ce lo fa fare di trovare una quadra', lasceremmo tutto nelle mani del Presidente per andare al voto il prima possibile". 

Salvini è apparso ben più pessimista del leader dei 5 Stelle e ha fatto capire che se su alcuni temi non ci sarà sintonia, tutto può saltare da un momento all'altro. "Non stiamo questionando sui nomi, capisco che la passione giornalistica sia quella del toto-premier, ma stiamo molto più costruttivamente discutendo, anche animatamente, dell'idea di Italia. Perché io voglio andare fino in fondo per eliminare la legge Fornero, voglio ridurre le accise sulla benzina, sull'immigrazione le posizioni di Lega e 5 Stelle partono da una notevole distanza e nel rispetto dei diritti umani, dei trattati, della solidarietà, lo dico da padre di famiglia, però mi rifiuto di pensare all'ennesima estate/autunno degli sbarchi, del business dell'immigrazione clandestina in saldo. E quindi su  questo la Lega deve avere mano libera per la tutela della sicurezza dei cittadini e smantellare il business sulla pelle di queste persone".

La verità di Salvini, perché l'accordo può saltare

Quindi Salvini ha tirato in ballo "un argomento delicato" su cui, ha detto,  "o c'è accordo o non c'è accordo: la posizione dell'Italia in Europa"."O riesco a dar vita ad un Governo che ridiscuta i vincoli esterni dell'Ue, oppure è un libro dei sogni". "Non voglio prendere in giro nessuno" ha ripetuto più volte Salvini. "Il governo parte, e sarebbe una bellissima avventura, se può fare le cose. Se ci rendessimo conto che non siamo in grado di fare quello per cui gli italiani ci hanno votato, non cominciamo neanche".

"Io devo sbloccare la possibilità di spendere soldi bloccati da vincoli e regole esterne", ha precisato, citando in particolare la situazione della mancata manutenzione delle scuole. "Non penso che nessuno si scandalizzi se chiediamo altro tempo. Il tema giustizia è centrale: anche su questo partiamo da posizioni differenti". 

"Non voglio prendere in giro gli italiani"

"Se saremo abbastanza bravi, testardi e fortunati nelle prossime ore da trovar la quadra, si parte. Però non vogliamo prendere in giro gli italiani quando ancora su qualche punto importante ci sono posizioni diverse. Non mi appassiona il toto-ministri, mi appassiona il toto-cose. In questo contratto stiamo inserendo tanti punti della Lega e del centrodestra, stiamo lavorando notte e giorno sui punti del programma".

Salvini ha lasciato intendere che su alcuni temi - in particolare: migranti, giustizia ed Europa - ci sono ancora delle forti divergenze. Che si faccia un governo è tutt'altro che scontato. "Gli accordi tanto al chilo non fanno per me", ha concluso il leader leghista. "Spero di rivedervi il prima possibile, o perché si comincia o perché ci si saluta".

Intanto, secondo un'indiscrezione di La7, la Lega organizzerà una sorta di referendum con gazebo fra i propri iscritti per ratificare intesa con M5S. Un altro ostacolo sulla strada che porta al Governo. 

Cosa ha detto Di Maio dopo l'incontro con Mattarella

Anche Di Maio, dopo il colloquio con Mattarella, aveva detto che ci sarà bisogno di qualche giorno per ultimare il contratto tra 5 Stelle e Lega e solo dopo si parlerà di "poltrone" e caselle da coprire.

Il capo politico del M5s però è apparso decisamente più ottimista del leghista e si è detto soddisfatto "del clima che si respira"

"Sono molte le convergenze sul programma con la Lega. Sono molto orgoglioso delle interlocuzioni e dei punti che si stanno portando a casa: reddito di cittadinanza, legge Fornero, taglio agli sprechi, lotta alla corruzione, carcere per chi evade il fisco". Ma "nomi non ne facciamo ancora pubblicamente". 

 Ai giornalisti che gli chiedevano quanto tempo ancora avrebbe richiesto la trattativa con la Lega, Di Maio ha risposto che "decide il presidente della Repubblica".

"Abbiamo chiesto qualche altro giorno per ultimare il programma di governo. Pensiamo ad un modello di governo alla tedesca con un contratto che metta insieme i punti di due forze politiche: Lega e Movimento 5 stelle. Noi lo metteremo al voto dei nostri iscritti, con un voto online sulla piattaforma Rousseau per decidere se far partire questo governo oppure no".

 "Stanno cambiando i riti della politica. Si discute prima delle questioni che riguardano gli italiani e poi anche, parallelamente e in conclusione, di quelli che saranno gli esecutori di questi temi".

La trattativa sul premier

Al momento non è chiaro neppure se ci sia intesa sul nome del possibile premier. Secondo Alessandra Sardoni, inviata di La7, al Colle "un nome i 5 Stelle l'avrebbero fatto". Una delle ipotesi che si sta facendo in queste ore è che l'intesa sul premier sia ancora in altro mare. Un'altra spiegazione è che invece il nome presentato a Mattarella da Lega e 5 Stelle non sia stato gradito al Quirinale.

E' questa ad esempio l'ipotesi avanzata da Marco Zanni, eurodeputato del gruppo Enf, che conosce molto bene sia il Movimento Cinque Stelle che la Lega, secondo cui il nome di Giulio Sapelli potrebbe essere stato 'stoppato' nella corsa verso palazzo Chigi dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un' ipotesi poi seccamente smentita dall'ufficio stampa del Colle.

Brunetta: "Sono in un mare di guai, dubito che ci sarà un esecutivo"

"Mi sembravano in un mare di guai. Mi spiace per Salvini, ma si è messo con una banda di buoni a nulla come i grillini. E il risultato è una brutta figura a livello nazionale ed internazionale. La cosa sta diventando grottesca. Io non sono per il 'tanto meglio peggio tanto meglio'. Faccio semplicemente una considerazione: hanno avuto tutto il tempo che volevano, Di Maio e Salvini, e non hanno cavato un ragno dal buco". Lo dice Renato Brunetta, deputato di Forza Italia, ai microfoni di 'Fuorigioco' su Rai Radio1.

"Noi - assicura - non voteremo la fiducia. Voteremo no semmai ci sarà un governo M5S-Lega. Io a questo punto dubito che ci sarà un governo. La soluzione potrebbe essere un governo del Presidente fino a dicembre, anche un governo di minoranza per poi tornare a votare nella prossima primavera".

Martina (Pd): "Lega e 5 Stelle paralizzati in uno scontro di potere"

"Mi pare evidente che la notizia di oggi è che Lega e Cinque Stelle sono paralizzati tra di loro in uno scontro di potere e sulle persone a danno del Paese che invece chiede ora giustamente massima chiarezza e certezze delle prospettive. Altro che governo del cambiamento". Lo dichiara il reggente Pd, Maurizio Martina.

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