Gregoretti, la maggioranza chiede rinvio del voto. Salvini: "Senza dignità"

Gasparri, presidente della Giunta delle immunità propone di negare l'autorizzazione a procedere e chiama in causa anche il "coinvolgimento politico" di Conte, mentre la maggioranza chiede il rinvio del voto previsto per il 20 gennaio, a ridosso delle elezioni in Emilia Romagna e Calabria

No all'autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini sul caso della nave Gregoretti. Questa la proposta avanzata nella sua relazione dal forzista Maurizio Gasparri, presidente della Giunta delle immunità al Senato, chiamata a decidere in merito alla richiesta del tribunale dei ministri di Catania che ha accusato l'ex ministro dell'Interno di sequestro di persone in relazione a quanto avvenuto lo scorso 25 luglio, con la nave Gregoretti bloccata a largo della Sicilia con 131 migranti a bordo, sbarcati poi solo il 31 luglio. " È evidente che l'allora ministro dell'Interno avesse agito col coinvolgimento attivo di tutto il governo, per difendere l'interesse nazionale", rimarca la senatrice leghista Erika Stefani, membro della Giunta del Senato, commentando la relazione di Gasparri. 

Nel caso Gregoretti c'è il "coinvolgimento politico" del premier Giuseppe Conte, si legge inoltre nella relazione presentata da Gasparri. "Quindi a prescindere dalla configurabilità o meno di un concorso nel reato del premier, elemento sul quale la giunta non può anzi non deve esprimersi, sicuramente - si legge nella relazione - è configurabile un coinvolgimento politico governativo di quest'ultimo comprovato innanzitutto dall'assenza di qualsivoglia presa di posizione contraria sulla conduzione del caso Gregoretti da parte del ministro Salvini e sulle scelte da lui operate".

Caso Gregoretti, la questione del rinvio del voto della Giunta

Il voto della Giunta, che si è riunita stamane, è previsto per il prossimo 20 gennaio (confermato anche ieri sera dal presidente Gasparri) ma sulla data pesa l'incognita delle elezioni in Emilia Romagna e in Calabriaper il timore che la decisione possa diventare un asso nella manica di Salvini, che potrebbe giocare la carta del "martire" perseguitato dalla giustizia.  Dopo la presentazione della relazione Gasparri, i membri della Giunta del Senato, facenti parte della maggioranza di governo, hanno chiesto il rinvio del voto. Una richiesta  fatta dal M5S, dal Pd e da LeU. "Hanno paura di perdere la faccia, sono senza onore e senza dignità", ha commentato Salvini la richiesta di rinvio del voto a dopo le elezioni.

Sulla richiesta di un rinvio del voto in Giunta, Gasparri ha fatto sapere di essersi "riservato di fare un approfondimento con la presidenza del Senato per valutare la decisione della capigruppo" che ieri ha deciso lo stop dei lavori dell'Aula e della commissioni in vista delle regionali in Emilia Romagna del 26 gennaio. ''Approfondirò con il presidente Casellati la richiesta di rinvio formulata in Giunta secondo i termini del regolamento. Il rinvio è stato proposto da Pd M5S e Leu", ha detto Gasparri, spiegando che le riunioni della Giunta già calendarizzate per lunedì e martedì prossimi si terranno regolarmente e in quella sede potranno anche essere fatte "valutazioni sui tempi", dopo aver consultato Casellati. "Noi agiamo in base alla legge costituzionale del 1989 che dice cosa fare in caso di reati ministeriali", ha precisato Gasparri, aggiungendo poi che il rinvio del voto del 20 gennaio è stato proposto dalla maggioranza e respinto da Lega e Fi, che invece hanno chiesto il rispetto dei tempi previsti.

"Se processeranno me, processeranno tutti voi perché difendere i confini di un Paese è un dovere" e "Sono orgoglioso di quello che ho fatto e lo rifarò se andrò al governo", ha detto Salvini in due comizi in Emilia dove si trova per la campagna elettorale, ribadendo la sua linea: tutto il governo sapeva. Gli ex alleati di governo del Movimento 5 Stelle continuano invece a definire le sue iniziative sul caso Gregoretti "un'attività isolata, di un abuso della potestà amministrativa perché l'indicazione di un porto sicuro competeva esclusivamente al Viminale. Non c'era alcun dialogo con gli altri ministeri".

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Conte: "Chi è al governo è più soggetto alle leggi di un normale cittadino"

In un'intervista pubblicata questa mattina dal quotidiano Il Foglio, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, alla domanda su come voterebbe se fosse un parlamentare in merito all'autorizzazione a procedere sul processo a Salvini per il caso Gregoretti, ha risposto: "È difficile rispondere perché essendo presidente del Consiglio non riesco a dissociarmi da una conoscenza diretta del dossier, non posso spersonalizzarmi". Ma alla domanda se la politica può pensare di oltrepassare dei limiti giuridici facendo leva sul proprio consenso, Conte ha replicato netto: "Ho sempre dimostrato, come primo responsabile di governo, di ritenermi pienamente soggetto alle leggi, forse ancor più rispetto a un normale cittadino. Ho sempre rispettato l'obbligo di trasparenza e mostrato sensibilità per il rispetto delle istituzioni, ritenendo che si debba fare ogni sforzo per alimentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e per contribuire a rasserenare il clima del dibattito pubblico".

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